Parità di retribuzione: battaglia dell’Europarlamento per le donne

Nonostante la direttiva Ue 2006 nel mercato del lavoro sono ancora troppe le disparità di trattamento economico

ufficio lavoro retribuzione
Per le retribuzioni il divario di genere tra uomini e donne è del 16,1%

ROMA – A una settimana esatta dalla Festa della Donna, il Parlamento Europeo lancia la sua battaglia per la parità di retribuzione tra donne e uomini.

Oggi gli eurodeputati, nel dibattito in Aula, hanno chiesto alla Commissione europea e al Consiglio quali misure intendano adottare per colmare il divario retributivo di genere.

Nonostante la direttiva UE 2006 che promuove l’uguaglianza di genere nel mercato del lavoro, le differenze di retribuzione tra uomini e donne persistono, superando il 40% per quanto riguarda le pensioni.

In base all’indice per l’uguaglianza di genere del 2015 (EIGE) e alla relazione del Parlamento sull’uguaglianza tra donne e uomini nell’’UE nel 2014-2015, il divario retributivo di genere è del 16,1%, mentre i dati di Eurostat lo collocano al 16,7%.

Nonostante al giorno d’oggi le donne, in media, siano in possesso di un livello di istruzione più elevato rispetto agli uomini, il divario medio delle retribuzioni nell’Unione europea rimane al 16,1%, anche se esistono significative differenze tra i vari Paesi.

La media del divario retributivo di pensione di genere è ancora maggiore, a causa delle disuguaglianze per tutta la vita nel mercato del lavoro e del maggior numero di donne che lavorano a tempo parziale, di paghe orarie più basse o dell’utilizzo del congedo parentale o di malattia.

Nel 2014, tale divario è stato del 40,2%, in base ai dati dell’Indice dell’uguaglianza di genere fornito dall’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere.

Vista la mancanza di progressi, gli eurodeputati hanno avanzato di nuovo la loro richiesta per una nuova normativa.

Stasera, inoltre, sarà affrontata anche la recente depenalizzazione parziale della violenza domestica in Russia. Il Parlamento europeo interrogherà Consiglio e Commissione anche sullo squilibrio di genere dei giudici della Corte di giustizia dell’Ue.