SLA, studio individua nuovo meccanismo base della malattia

Test con farmaco, derivato della ciclosporina, hanno dimostrato effetti benefici in un modello animale

In Italia si contano circa 6.000 pazienti affetti da SLA

ROMA – Una ricerca dell’IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano ha permesso di individuare un nuovo meccanismo alla base della SLA, la Sclerosi Laterale Amiotrofica.

Lo studio, pubblicato sull’autorevole rivista scientifica “Journal of Neuroscience” è partito da osservazioni fatte in precedenza che evidenziavano un’anomalia dell’enzima noto come PPIA (peptidilprolil isomerasi A) nei pazienti affetti da SLA.

La ricerca ha dimostrato che la sua inibizione attraverso un farmaco, un derivato della ciclosporina, ha effetti benefici in un modello animale di SLA, proteggendo i motoneuroni, le cellule principalmente colpite dalla malattia.

Ciò avviene mediante una modulazione della risposta infiammatoria aberrante, tipica della SLA.

«Il segreto è stato utilizzare un farmaco selettivo che inibisce l’enzima PPIA esclusivamente all’esterno dei motoneuroni, dove induce neuroinfiammazione che porta alla loro morte, e non all’interno dove invece ha una funzione protettiva» spiega Valentina Bonetto, coordinatrice del progetto.

«Avevamo visto infatti che la totale mancanza di PPIA, in un modello animale di SLA, accelerava la progressione della malattia. Il difetto di questo farmaco è che non penetra nel cervello e necessita della somministrazione intracerebrale, modalità difficilmente trasferibile all’uomo. Quindi ora stiamo cercando di individuare una strategia alternativa che possa essere utilizzata nei pazienti» spiega.

«Nonostante lo studio sia ancora lontano da un’applicabilità clinica, il risultato è importante» aggiunge Caterina Bendotti dell’IRCCS.

«Suggerisce infatti che un’attivazione controllata della risposta immunitaria è fondamentale per fronteggiare la SLA e che PPIA potrebbe essere un nuovo bersaglio farmacologico» conclude.

Che cos’è la SLA, Sclerosi Laterale Amiotrofica

La SLA è una malattia neurodegenerativa ad esito fatale che colpisce i motoneuroni, le cellule nervose che impartiscono ai muscoli il comando di movimento.

In generale, si assiste alla perdita progressiva delle funzioni motorie fino alla paralisi dei muscoli volontari fino a coinvolgere anche quelli respiratori. Al momento non esiste cura.

L’incidenza, ossia il numero di nuovi casi diagnosticati in un anno, è di 1,5-2,4 su 100.000 abitanti, con 3 nuove diagnosi ogni giorno.

La prevalenza, cioè il numero dei pazienti che convive con la SLA, è in media di 4-8 casi ogni 100.000 abitanti, in aumento soprattutto grazie ai miglioramenti nella diagnosi della malattia. In Italia si contano circa 6.000 pazienti affetti da SLA

Lo studio, che rientra in un ambito di ricerca finanziato in questi anni non solo da Fondazione AriSLA ma anche da Fondazione Telethon e Comunità Europea, è stato condotto in collaborazione con Gunter Fischer, dell’Istituto Max Planck di Göttingen ad Halle in Germania, che ha sintetizzato il farmaco.