Assemblea Pd, Renzi rilancia il Mattarellum


L’ex premier torna anche ad ammettere la sconfitta al referendum: «Abbiamo straperso»

L’intervento di Renzi all’Assemblea del Pd

ROMA – È un Matteo Renzi a tutto campo quello che oggi ha parlato alla prima Assemblea del Partito democratico all’Hotel Ergife a Roma.

Renzi è salito per la prima volta sul palco dopo la sconfitta al referendum che ha portato alle sue dimissioni da premier e dopo la crisi di Governo lampo risolta con l’insediamento del nuovo esecutivo Gentiloni.

L’ex presidente del Consiglio, nel suo intervento, è tornato ovviamente sul risultato referendario. Renzi, come aveva già fatto nel discorso a Palazzo Chigi la domenica del referendum, è tornato ad ammettere le proprie responsabilità per il risultato della consultazione.

«Non abbiamo perso. Abbiamo straperso. Chi fa giri pindarici per dire che abbiamo preso un sacco di voti, dice la verità. Ma non dice che il 41 per cento è una sconfitta netta» ha detto stamani.

Per l’ex premier le cause della batosta referendaria sono da individuare prima di tutto nello scarsa capacità di convincimento sulla bontà delle riforme al Sud e tra i giovani.

«Nelle prossime settimane bisognerà avere consapevolezza degli errori e ripartire» ha sottolineato Renzi che non ha risparmiato una stoccata al Movimento 5 stelle.

«Facciamo un accordo cari amici grillini. Voi la smettete di raccontare bugie sul Pd e noi non diciamo cosa siete. Un’azienda privata che firma contratti con gli amministratori con tanto di penali» ha affermato l’ex premier.

Battuta al vetriolo anche per il sindaco pentastellato di Roma, Virginia Raggi, la cui Giunta è finita nella bufera tra nomine sotto la lente dei magistrati e arresti. «Per bloccare la corruzione bisognerebbe scegliere meglio i collaboratori» ha detto.

Dopo aver spiegato che il Congresso Pd non sarà anticipato, Renzi si è soffermato anche sulla nuova legge elettorale. Argomento sul quale c’è particolare attenzione da parte del Quirinale dopo la crisi di Governo. Non è un caso che l’ex premier abbia citato proprio Mattarella, a proposito di legge elettorale.

«Vogliamo giocarci l’ultima possibilità di avere un sistema maggioritario o scivoliamo verso il proporzionale?» ha esordito Renzi sulla questione.

« Io vi propongo di andare a guardare le carte in modo esplicito sull’unica proposta che può essere realizzata in tempi brevi. È la proposta che porta il nome del presidente, Sergio Mattarella». Il riferimento è al cosiddetto “Mattarellum”, la legge elettorale del 1993 che porta il nome dell’attuale Capo dello Stato che ne fu relatore.

Sul sistema elettorale che ha accompagnato le elezioni politiche del 1994, 1996 e 2001 Renzi ha sottolineato che è «una proposta fatta di un articolo. Non c’è bisogno di inventarsi altro».

«Alle altre forze politiche chiediamo di non fare melina sulla legge elettorale. Abbiamo messo la fiducia sull’Italicum per chiuderla, perché sono venti anni che non si chiude. Ma ora andiamo a vedere l’unica proposta che ha la possibilità in tempo breve. Quella che ha visto vincere centrosinistra e centrodestra, ha visto vincere l’Ulivo di Prodi e porta il nome di Mattarella. Andiamo a vedere, il Pd c’è» ha concluso.