Catturato il boss Marcello Pesce: era latitante dal 2010


Si nascondeva in un appartamento nel centro di Rosarno, nel Reggino

Il covo dove si nascondeva il boss Marcello Pesce
Il covo dove si nascondeva il boss Marcello Pesce

ROMA – Era ricercato dall’aprile del 2010 e si nascondeva in un appartamento nel centro di Rosarno il boss ‘ndranghetista Marcello Pesce, arrestato oggi.

Dopo sei anni è finita dunque la latitanza del boss dell’omonima cosca di ’Ndrangheta, individuato e ammanettati dagli uomini della Squadra mobile di Reggio Calabria. Ci sono voluti oltre due anni di indagini, condotte in collaborazione con gli agenti del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, per catturare Pesce.

“U ballerinu”, così era soprannominato il boss a causa della sua passione per le discoteche, era sfuggito all’arresto durante l’operazione “All inside” nel 2010. Da quel momento di lui si erano perse le tracce ed era finito nell’elenco dei latitanti più pericolosi. Dal 2015 Pesce era destinatario anche di un mandato di arresto europeo, emesso dalla Corte d’appello di Reggio Calabria.

Su di lui pende la condanna in secondo grado a 16 anni e 2 mesi di reclusione per associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni.

Gli investigatori della Mobile reggina lo hanno scovato in un appartamento nel cuore di Rosarno. Quando hanno fatto irruzione nell’abitazione, il boss si trovava in camera da letto e non era armato.

Pesce alla vista degli agenti non ha opposto resistenza e si è subito reso conto della situazione. Rivolgendosi al dirigente della Squadra mobile Francesco Rattà, gli ha detto: «Io la conosco, l’ho già vista in tv».

Gli agenti hanno anche girato un video della cattura, disponibile a questo link.

Insieme a lui nell’appartamento c’erano altri due uomini, padre e figlio, anch’essi arrestati dalla polizia con l’accusa di favoreggiamento.

Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, appresa la notizia della cattura di Pesce ha parlato di «una bella giornata per l’Italia».

«Un pericoloso latitante, ricercato in campo internazionale da sei anni, è stato assicurato alla giustizia» ha aggiunto.

«Si tratta di un successo investigativo di alto livello» ha concluso Alfano che si è complimentato con il Capo della Polizia, Franco Gabrielli.