Sisma Nuova Zelanda: due vittime e danni per miliardi


Centinaia di edifici lesionati e viabilità in tilt dopo la scossa di magnitudo 7.8

Un edificio danneggiato dal sisma in Nuova Zelanda (foto Twitter)
Un edificio danneggiato dal sisma in Nuova Zelanda (foto Twitter)

ROMA – Danni per miliardi di dollari e almeno due vittime. È questo il bilancio, ancora provvisorio, della sequenza sismica che dalle 12 ora italiana di ieri, sta interessando la Nuova Zelanda.

Dopo la forte scossa di magnitudo 7.8 M della scala Richter registrata attorno alla mezzanotte ora locale, sono seguite decine di altre repliche tutte superiori ai 6.0 gradi.

La più forte, di magnitudo 6.5, è stata avvertita alle 13:34 ora locale di oggi (l’1:34 ora italiana). Gli strumenti dell’agenzia sismologica american Usgs l’hanno localizzata 38 km a ovest di Kaikoura e 118 a nord di Christchurch.

L’epicentro della prima forte scossa è stato individuato invece in una zona rurale non lontana da Christcurch, lungo la costa orientale. I residenti, svegliati nella notte dal boato, si sono riversati in strada terrorizzati.

Nel giugno 2011 una scossa di minore intensità (magnitudo 6.3) ma con epicentro localizzato proprio a ChristChurch provocò 185 morti e oltre duemila feriti.

Intanto in Nuova Zelanda è iniziata la conta dei danni, stimati in diversi miliardi di dollari.

Nell’area del cratere sismico si registrano frane e smottamenti, diversi edifici sono stati gravemente lesionati e la rete viaria è andata in tilt con strade e ferrovie bloccate da voragini o massi.

Il premier della Nuova Zelanda, John Key, alle prime luci dell’aba ha sorvolato il centro costiero di Kaikoura e al termine del giro di ricognizione ha parlato di «completa devastazione».

Key, in un comunicato, ha poi spiegato che si stimano danni per miliardi di dollari anche se la cifra potrebbe essere inferiore a quella necessaria per la ricostruzione dopo il sisma del 2011.

Nell’occasione servirono quasi 28 miliardi di dollari mentre in questo caso la scossa ha interessato aree rurali scarsamente abitate. Altrimenti sarebbe stata una catastrofe.