E’ in crisi l’amore! O è l’amore in crisi?

può essere in crisi l'amore, senza amore?
un ricambio generazionale, ma quanto è cambiato questo sentimento?

Amore, amore un corno?

Italia, “o paese d’ ‘o sole” è soprattutto la patria dell’amore. Quei luoghi misteriosi che hanno dentro tante storie nascoste  sono qui, dove Renzo e Lucia vissero un’incredibile relazione.

E Valentino, il Santo, diventa patrono dell’amore ed è festeggiato in tutto il mondo – morì nel 273 d.C. -. Come si fa a non pensare a quella sensazionale emozione che dichiara un batticuore, che entra nel profondo dell’anima, fa toccare il cielo?

Pur tuttavia, c’è un’inversione di tendenza. Oggi emerge una nuova propensione all’innamoramento che vede incoronato l’idillio tra due rapiti dall’infatuazione. Consequenziale decisione, davanti ad un tête-à-tête: trionfa l’unione tradizionale, ma all’orizzonte nascono le tanto discusse coppie di fatto che attaccano le unioni sotto l’egida cristiana. I protagonisti, post-moderni, sono soprattutto figli della new generation che vedono la vita vissuta prevalentemente nel proprio ego, tra lavoro, primo obiettivo, successo, e per ultimo traguardo la famiglia, vista come un legame di responsabilità oggettivata dalla consapevolezza di procreare un nucleo da gestire, educare e guidare.

Una responsabilità troppo grande per essere presa sotto gamba, in cui s’intravede un forte disorientamento in questo scorcio di secolo. Affiorano, secondo alcune statistiche,  la paura o la troppa  fiducia in se stessi nello stringere un legame così importante, quale il sacramento che lega per tutta la vita,  in cui la donna ha perso parte del ruolo istituzionale con l’inserimento nel mondo del lavoro. Si pensa molto seriamente ad un appuntamento che la vita riserva a tantissimi, ecco perché tante polemiche e discussioni sulla scia di nuovi aspetti nel marriage: “to be o not to be”, essere o non essere  marito e moglie?

I genitori hanno la consapevolezza di dover trasmettere qualcosa d’importante e di essenziale ai figli dopo aver appreso dai padri l’essenza primordiale formativa, che ha fatto la società (da epoche remote fino ad oggi) sotto forma di etica, morale e, senza dubbio, esemplare. Per  i giovani la famiglia resta un bene prezioso, una risorsa importante per la loro crescita ed espressione. Tutte le indagini empiriche ci riportano alla famiglia in cui in assoluto è l’istituzione a cui l’uomo rivolge maggior fiducia, dove s’identificano e si sentono legati, amati e accettati in qualsiasi natura ribelle vivente. In un periodo d’attacco morale ai valori, fortunatamente l’80% dei giovani riconosce l’importanza del matrimonio. Trapela nella società una sorta di solitudine sociale ed il matrimonio,  la procreazione, la formazione del nucleo, rasserena l’isolamento. E il 90% è convinto che un bambino per crescere abbia bisogno della presenza congiunta di padre e di madre.

In cima alla graduatoria  7 fattori sono ritenuti importanti: la stima e il rispetto reciproco, la fedeltà, la disponibilità a discutere di eventuali problemi, la comprensione e la tolleranza, l’intesa sessuale. Rispecchiano la centralità nei rapporti, dei valori della coppia, fisici e spirituali, della considerazione, dell’accettazione reciproca, una relazione che si fonda sull’affinità comunicativa. Altri aspetti riguardano lo stile di vita dei coniugi, tra cui la decisione di avere figli, il passare più tempo possibile insieme, la condivisione dei ruoli domestici. Una leggera attenzione viene riservata alle condizioni di benessere, sociale e ideologica. I punti di forza del rapporto sono quindi espressivi, comunicativi, le condizioni materiali non sono importanti, ma per la maggior parte è di molto peso che il partner abbia la stessa origine sociale o condivida un credo sociale.

E' in crisi l'amore?
è l’amore quel sentimento che scatena adrenalina pura?

Sentiamo i sondaggi

I recenti sondaggi sono critici, ci sono dei paradigmi nelle analisi e qui si entra in una crisi da nuovo millennio, un conflitto tra la società di ieri ( ultra cinquantenni) e di oggi (popolo generazionale). E’ in crisi l’amore convenzionale tra le mura domestiche  o c’è un’incursione d’anticonformismo, proprio al legame istituzionale che è nato per ufficializzare il rapporto tra due esseri attenendosi alle regole che hanno contribuito a creare il mondo? E la civiltà cristiana  che dice? Abbiamo visto e sentito, sono scesi in piazza contro i Dico.

Si può pensare un’altra causa che spinge alla convivenza, sarà l’euro, potente monetario, che ha plasmato le menti più tradizionaliste frenandole al passo importante, per il rincaro del cerimoniale e connesse spese: casa, mobilio, ristorante, vestiti e tutto ciò che gravita attorno alla consuetudine… Il protocollo tradizionale è diventato troppo costoso e i soldi non bastano mai a fronte di un matrimonio anche modesto ma che si prefigge di realizzare un sogno, forse atavico per qualcuno, ma che concentra quelle ideologie ereditate, probabilmente tutte italiane, e soprattutto ricevute e trasmesse da quei desideri classici  che fin da bambini si cerca di raggiungere.

Al sud la fuitina non si perdona ancora

Nel Bel Paese i dati si diversificano ancora a seconda delle aree, più bassi al Nord  più alti al sud, dove le giovani spose veramente in età tenera pensano di maritarsi, ed esiste ancora la fuitina ricostruita poi da nozze riparatrici, mentre nell’altra parte d’Italia se ne parla molto tardi. S’inseriscono anche più divorzi e seconde nozze, il numero medio dei divorzi è arrivato a 15 su 100 del totale. Il matrimonio è come una fortezza assediata: quelli che sono fuori desiderano entrarvi, quelli che sono dentro vogliono poterne uscire, ma è davvero così? Possiamo affrontare questo problema e guardare quali sono i punti controversi tra  il popolo delle nubili e dei celibi in quest’istituzione sociale, quali valori, idee, obbiettivi, sono mossi da considerare le diverse posizioni che li distinguono a fronte della vita coniugale. L’idea più diffusa, tra l’altro, nella società contemporanea rispecchia una decadenza dei valori, rispetto al passato, considerato dai più, in termini positivi. Perché  i nostalgici di ieri, sono pronti a tenere duro e percorrere il cammino che i padri dei padri hanno saputo presentare e raccontare. Grazie soprattutto ai nostri progenitori. In questi tempi di radicale cambiamento culturale, l’istituzione del matrimonio è davanti a sfide profonde e su queste sono necessarie forti comprensioni.

Amore! Solo una parola abusata?

I cambiamenti in corso possono essere osservati direttamente attraverso l’evoluzione delle generazioni all’interno della propria famiglia. Il divario tra la nuova generazione d’oggi e quella passata  è molto forte. Il percorso scolastico è più lungo, e si entra nel mondo del lavoro molto tardi considerando il periodo di precariato che devono affrontare e le nuove tipologie d’assunzioni che non garantiscono un futuro sicuro economico. Ciò significa che i giovani restano più a lungo tra le mura domestiche familiari che diventano il vero interlocutore e punto di sostegno non solo di convenienza. Ecco, l’insicurezza che attraversano non dipende solo dal lavoro, tende a ripercuotersi anche a livello personale, rendendo sempre più lontana l’idea del matrimonio come scelta definitiva ad un lungo percorso. Molto diffusa è la convivenza, pronti a mettere le mani in avanti qualora le cose non soddisfano. Il matrimonio resta per tanti l’espansione del proprio sé, fino all’amore universale, vissuto e compreso in modo naturale può essere un sentiero di grande appagamento e crescita personale, di realizzazione del proprio potenziale più elevato,  contribuendo allo scopo fondamentale della vita. E’ necessario avere il coraggio che l’uomo per natura ha sempre avuto, a fronte delle sfide che oggi si trova ad affrontare. La maturità della coppia è la saggezza che non si trova, ma si costruisce.

Coppie di fatto

Ormai le coppie di fatto sono una realtà consolidata. Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi: i Dico. Lo ha affermato il Consiglio dei Ministri in una seduta straordinaria. L’Italia è pronta a varare una legge che sta costruendo numerose polemiche, dei sì e dei no, che sicuramente subiranno delle variazioni in messa in opera. Attualmente solo la Spagna, Belgio e Olanda e si è accodata la francia, prevedono una parità tra coppie etero e omosessuali.. Invece continua ad allargarsi il gruppo di paesi che riconosce le unioni civili. Il provvedimento tutto italiano non sarà applicabile a chi coabita solo per ragioni di lavoro. Per ottenere i diritti riconosciuti dal disegno di legge è necessario provare la situazione di convivenza mediante certificazione anagrafica.

Ognuno si costituisce a difesa dei propri diritti, ci sono delle coppie che gridano a difesa dell’amore: “L’amore umano è fragile, e mai come oggi è in gran pericolo”, pongono l’accento i rappresentanti delle coppie che vogliono tenere testa alle nuove singolari adozioni di legge.

Se qualcuno organizza manifestazioni a favore del matrimonio tradizionale o apprezzamento per il nuovo testo a favore delle coppie di fatto dall’altra parte troviamo un gruppo nutrito di maturande e toste donne che sono pronte a difendere quel che i progenitori  hanno lasciato loro. Non c’è scritto nulla da nessuna parte, non ci sono testi o manoscritti, che erudiscono un uomo e una donna a conoscere l’amore, salire sull’altare e tracciare una vita in comunione. Solo una lezione di vita che intercorre da progenie che hanno vissuto e guidato a costruire un sodalizio  che si chiama matrimonio, è un passa parola che indica le difese dell’amore da tutti i pericoli coronando un’unione “antica”. Lontane da facili stereotipi il grande esercito di nonni, che riempie le statistiche perché l’Italia sta invecchiando di più di altri Stati, gridano che secondo loro la famiglia è un valore importante, condiviso, cruciale per l’esistenza e la crescita degli individui, e il matrimonio è l’architrave fondamentale che sorregge la famiglia stessa, e tende ad essere privatizzato dalla convivenza priva di riconoscimenti ma anche di pressioni esterne.

Viva le nonne che con un cartello di fronte al petto, moderne anche loro in questa mise, con su scritto “ …finché morte non li separi, “ riescono a proteggere quel che la vita  ha insegnato nel corso della loro esistenza, custodendo lo scrigno dei valori nella struttura sociale in cui è cresciuta la collettività.

Se qualcuno sottovaluta le nostre care nonnine, sbaglia ad ignorare il patrimonio culturale che sono pronte a soccorrere, e sono decise a tenere salde le posizioni prese per continuare la missione, tenendo coraggiosamente duro per sensibilizzare il tema e farne una discussione sfrenata, fino a raccogliere quel che di buono c’è da poter utilizzare a beneficio della famiglia.

W le nonne che riescono a ricordare le tradizioni, tra casa e chiesa, foriere d’esperienza, amore e saggezza.