Giovani: mezzo miliardo vive nella miseria


Rapporto Oxfam: 500 milioni di giovani vive con meno di due dollari al giorno

Sono 500 milioni i giovani sotto i 25 anni in condizioni di povertà assoluta
Sono 500 milioni i giovani sotto i 25 anni in condizioni di povertà assoluta

ROMA – Mezzo miliardo di giovani nel monde vive una vita di stenti e, se le cose non cambieranno, anche il futuro sarà contrassegnato da fame e miseria. È l’allarme che arriva dall’ultimo rapporto dell’Oxfam, una delle più importanti confederazioni internazionali specializzata in aiuto umanitario e progetti di sviluppo, lanciato in occasione del World Social Forum di Montreal e dell’International Youth Day, la giornata mondiale dedicata alla gioventù. Nel documento, dal titolo “I giovani e la disuguaglianza: è tempo di rendere le nuove generazioni protagoniste del proprio futuro”, si evidenzia come a livello globale 500 milioni di ragazzi tra i 15 e i 24 anni vivono con meno di 2 dollari al giorno, mentre il 43% della forza lavoro giovanile è senza occupazione o vittima di retribuzioni inadeguate. Gran parte di essa è stata colpita dalla crisi economica e non riesce a rialzarsi nonostante siano passati ormai anni. Cifre spaventose, se si pensa che oggi nel mondo ci sono più giovani che in qualsiasi altro momento della storia: sono 1,8 miliardi gli abitanti della terra che hanno tra i 10 e i 24 anni.

Un dato generale che non risparmia l’Italia dove il tasso di disoccupazione giovanile (tra i 15 e 24 anni) ha toccato a giugno il 36,5%, secondo i dati Istat. Di fronte un contesto globale quindi dove, nonostante un aumento del 50% (tra il 2013 e il 2014) del numero di governi che hanno adottato Piani nazionali per le Politiche giovanili, resta ancora molto da fare.

“Attraverso questo report – sottolinea la direttrice delle campagne di Oxfam Italia, Elisa Bacciotti –  lanciamo un appello ai leader mondiali affinché rendano i giovani veri attori e motore di un cambiamento da cui tutti possano trarre beneficio. Oxfam lavora ogni giorno con migliaia di giovani e sappiamo come molti di loro siano impegnati nella costruzione di un mondo più giusto e libero dall’incubo della povertà, che colpisce tantissimi di loro, soprattutto nei paesi poveri. Governi e società civile – conclude Bacciotti – devono lavorare insieme ai giovani di tutto il mondo perché il peso dell’estrema disuguaglianza economica e sociale, che divide sempre di più il nostro pianeta, non schiacci le nuove generazioni in termini di accesso a servizi e diritti essenziali come l’istruzione, la sanità e il lavoro”.

Nel mondo infatti ancora oggi quasi 126 milioni di giovani, soprattutto nei Paesi poveri, sono vittime dell’analfabetismo, mentre in alcuni paesi le ragazze hanno una maggiore più probabilità di morire di parto che di finire gli studi. Un contesto globale che richiede quindi una riflessione che parta proprio dai giovani per trovare nuove e diverse soluzioni.

Ecco perché Oxfam proprio in occasione del World Social Forum di Montreal ha promosso lo “Youth Summit on Inequality”, un incontro che a partire dai temi proposti dal report porterà giovani attivisti di Oxfam da tutto il mondo a confrontarsi per trovare possibili soluzioni e proposte, che saranno raccolte in un vero e proprio Manifesto, presentato domani ai partecipanti al World Social Forum, tra cui la scrittrice e attivista sociale Naomi Klein e Laura Caceres, figlia di Berta, l’ecologista indigena uccisa lo scorso marzo in Honduras.