Musica ai tempi del mettete fiori nei vostri cannoni e i ruggenti anni 80

Chi se li dimentica quei giovani che hanno coniato il famoso slogan “mettete fiori nei vostri cannoni”. E “fate l’amore non fate la guerra” diventa in quel periodo un motto che gira tutto il mondo.
mettete dei fiori nei vostri cannoni
Mettete dei fiori nei vostri cannoni

Anche la musica anni ’60 ne rimane affascinata. Ma l’impazzata arriva proprio dagli Stati Uniti, un rock’n’roll che fa scoppiare dapprima le famiglie americane per poi scatenarsi nell’universo.

Quando Elvis Presley andò sulla NBC, la sua prima comparsa televisiva in una trasmissione seguitissima, non lesinò provocanti roteate di bacino, guadagnandosi un appellativo stravagante e scatenando un uragano ormonale nei giovani tra i quindici e i venti anni. E’ arrivato il messaggio diretto, un invito a lasciarsi andare. Incomincia la contestazione che oltrepassa l’Atlantico arrivando nella penisola italica appena uscita dal dopoguerra. E mentre gli States pensano al rock, sostenuto da grandi come Crosby, Sills, Nash & Young, Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin, chiamati eroi della musica maledetta, gli italiani hanno da superare la crisi sopraggiunta, soprattutto economica.

mettete dei fiori nei vostri cannoni
Claudio Villa, un mito

Ma la musica leggera di quei tempi fa sognare e serve a tirare su gli umori che si erano abbassati per le tragedie appena trascorse.

Hanno saputo farlo con la loro voce Claudio Villa, Nunzio Gallo, Gino Latilla, Achille Togliani, tutti alfieri della canzone, ma sudditi di Nilla Pizzi. Intanto a copiare Elvis ci pensano Little Tony, Bobby Solo e meno sfacciatamente Adriano Celentano. Entra tra i giovani la musica psichedelica. E’ una sequenza di suoni cantilenanti e ripetitivi, alla ricerca d’emozioni forti. In cui si vive il concetto canonico della famiglia abbagliato dallo stravolgimento del Love-in. Inneggiano i Beatles, allora per assistere al concerto i costi erano troppo elevati e pochi conoscevano l’inglese. I privilegiati diventano i cantanti nostrani, come Nico Fidenco, Jimmy Fontana, Celentano, e Bobby Solo.

Il re del mercato è Gianni Morandi, faccia da bravo ragazzo, amico della porta accanto. Il molleggiato con Ventiquattromila baci fa furore al festival di Sanremo (1961) ancheggiando impetuosamente, da “ragazzo della Via Gluck”. I gruppi di “casa nostra” si consolidano in Beat: i Dik Dik, L’Equipe 84, i Nomadi, i Giganti, autori di testi impegnativi e rivolti al vento d’importazione. Una discoteca farà epoca: il Piper. Su questo palcoscenico nasceranno due stelle: Patty Bravo e Caterina Caselli.Sapore di mare, C’era un ragazzo, Mi sono innamorato di te, Occhi di ragazza, allora ascoltate tutte attraverso i jukebox con una monetina, ma ballati intensamente guancia a guancia o sulla mattonella.

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Festival della canzone italiana 1967

La triste morte di un gran cantautore non riesce a cancellare quell’anno in cui, appunto, Luigi Tenco fu trovato morto nella suite dell’albergo in cui si era rifugiato dopo aver partecipato, il 27 gennaio del 1967, a Sanremo, al Festival della canzone italiana con Ciao amore ciao, cantata con Dalida, sua compagna (allora si usava cantare in coppia).

Ancora oggi le canzoni di quarant’anni fa si stornellano, non le dimentica neppure la new generation, anzi, c’è un revival di quei cantanti che nonostante abbiano ceduto il passo, ritornano ad essere gettonati per quella placidità forse indispensabile in un’era troppo metallizzata. Nelle famiglie classiche si accendono le musiche che rendono armoniose le feste, soprattutto nei matrimoni s’intromettono componimenti del secolo scorso come: Anima mia, Il tuo bacio è come un rock, Io che non vivo senza te, Siamo la coppia più bella del mondo, Montagne verdi, Sapore di mare, C’era un ragazzo, Ho scritto t’amo sulla spiaggia, Mi sono innamorato di te, Occhi di ragazza, allora ascoltate tutte attraverso i jukebox con una monetina, ma ballati intensamente guancia a guancia o sulla mattonella. Cuore matto, resta nella top ten delle classifiche è l’indimenticabile motivo degli innamorati. Grandi interpreti della canzone pop e melodica firmano successi dal 1960 al 1970. Mina con: E’ l’uomo per me, nel 1964, incomincia a tradurre una nuova inclinazione; nel 1966, con Sono come tu mi vuoi, diventa languida e sensuale. Mina insiste, il tema dominante è l’amore: Grande grande grande, Amor mio di Mogol e Battisti e, a fine decennio, Io e te da soli. Lucio Battisti è uno dei massimi autori.