Hacker, sul dark web le taglie sui “nemici”. Il ministro degli Affari europei Tommaso Foti al Corriere della Sera: “Non escludo la matrice russa, è un atto ostile alla sicurezza nazionale”
![]()
All’indomani dell’allarme sulla lista nera pubblicata nel dark web dal collettivo di hacker filorussi NoName057(16), il governo italiano alza il livello di guardia sulle minacce cibernetiche provenienti da est.
A tracciare il bilancio delle nuove tensioni è il neo ministro degli Affari europei (con delega al Pnrr), Tommaso Foti. In un’intervista al Corriere della Sera, Foti inquadra la recente ondata di cyber-attacchi a scuole, ospedali e aeroporti come un’evoluzione del conflitto asimmetrico in corso: “Se un agente esterno modifica la temperatura dei frigoriferi dove sono custoditi i generi alimentari o il sangue – osserva il ministro – significa che è in corso un atto ostile contro la nostra sicurezza nazionale. Un atto di guerra, appunto”.
Rispondendo alle polemiche sui finanziamenti militari, Foti rivendica la necessità di rafforzare lo scudo informatico del Paese: “Quando rivendichiamo gli investimenti sulla difesa non stiamo togliendo risorse dalla sanità o dalla scuola, ma stiamo proteggendo anche sanità e scuola”. Quanto alla matrice russa delle minacce rivolte ai vertici istituzionali, a partire dal vicepremier Antonio Tajani, l’esponente dell’esecutivo non usa giri di parole: “In attesa di analisi della nostra intelligence, si può dire che un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una quasi prova. Non mi sento di escluderlo, alcuni account hanno una matrice russa”.
LA LISTA DEI 18 BERSAGLI: MAGISTRATI, SINDACI E CACCIATORI DI HACKER
La preoccupazione del governo poggia sull’allarmante escalation avviata dagli hacktivisti di NoName, saliti alla ribalta attorno al 20 ottobre, in concomitanza con le mail di finti allarmi bomba a scuole italiane e a un volo Ryanair. Nelle stesse ore, il gruppo criminale ha lanciato sul dark web una vera e propria campagna acquisti, offrendo denaro a chiunque fornisca dati sensibili (indirizzi di casa, numeri telefonici, mail private e dettagli sui familiari) di 18 «cittadini ostili alla Federazione russa».
Nell’elenco, oltre al ministro degli Esteri Antonio Tajani, spiccano i vertici investigativi italiani: il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi e il direttore della Polizia Postale Ivano Gabrielli. La loro presenza nella “kill list” digitale appare come una rappresaglia diretta per l’operazione internazionale “Eastwood” del luglio 2025: un blitz che vide la Procura di Roma e la Postale assestare un duro colpo all’infrastruttura di NoName, con oltre 100 server oscurati e cinque mandati di cattura tuttora pendenti.
Tra i bersagli italiani figura anche il sindaco di Aviano, Paolo Tassan-Zanin. Il primo cittadino del comune pordenonese si trova esposto per l’importanza strategica del proprio territorio, che ospita la base aerea Usaf ed è deposito di armamenti nucleari Nato. Nel 2025 il sindaco era già finito sotto i riflettori per la complessa gestione dei dipendenti italiani della base, all’epoca colpiti dai tagli imposti dal dipartimento governativo Usa guidato da Elon Musk (il Doge).
I TARGET INTERNAZIONALI: LA VENDETTA CONTRO EUROJUST E BKA
L’operazione di dossieraggio illegale non si limita all’Italia, puntando direttamente all’ossatura della sicurezza europea. Nella lista dei ricercati figurano i massimi vertici investigativi della Germania, a partire dal capo della Polizia criminale federale (Bka) Holger Münch e dal pm di Francoforte Benjamin Krause.
Sotto tiro ci sono poi esponenti chiave della cooperazione continentale: Michael Schmid, presidente austriaco di Eurojust, ed Edvardas Šileris, direttore del Centro europeo per la lotta al crimine informatico. Nel mirino dei filorussi anche un pool di esperti di cybersicurezza francesi e tre giornalisti investigativi tedeschi (Angelique Geray, Michael Alexander Martens e Sergej Maier), “colpevoli” di aver condotto inchieste sotto copertura e di aver documentato le ramificazioni del network spionistico di Mosca in Europa.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)