I servizi di sicurezza e intelligence dei Paesi europei hanno aperto un’indagine congiunta per verificare se la raffica di falsi allarmi bomba sia opera della Russia
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I servizi di sicurezza e intelligence dei Paesi europei hanno aperto un’indagine congiunta per verificare se la raffica di falsi allarmi bomba che ha investito nei giorni scorsi l’aviazione civile continentale sia partita dalla Russia. Lo rivela il Financial Times, citando fonti qualificate dell’intelligence.
L’offensiva, condotta attraverso email anonime che segnalavano ordigni a bordo di rotte intra-europee, ha costretto a terra decine di velivoli in diversi scali ù compreso l’aeroporto di Roma Fiumicino, dove un messaggio recava la sigla del gruppo estremista russo Male State, poi smentita dal fondatore. Pur evidenziando che l’attribuzione tecnica richiederà tempo e cautela, diversi analisti e funzionari europei indicano Mosca come l’attore più probabile: la principale ipotesi di lavoro punta ad attivisti pro-Cremlino o collettivi hacker operanti col beneplacito o l’indirizzo dei servizi russi.
Secondo le agenzie di sicurezza, non si profila un rischio reale di distruzione fisica per i voli civili ù ipotesi che travalicherebbe la linea rossa di una risposta Nato ù, bensì una deliberata manovra di guerra ibrida. L’obiettivo, già sperimentato negli anni scorsi contro scuole e scali dei Paesi baltici, sarebbe quello di colpire le vulnerabilità del mondo civile, paralizzare le infrastrutture ordinarie e diffondere un senso di sfiducia verso la capacità protettiva dei governi europei.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)