Papa Leone XIV dall’Uruguay: “Ho sperimentato la malattia, la sanità sia alla portata di tutti”


Papa Leone XIV in Uruguay: “Ho sperimentato la malattia, la sanità sia alla portata di tutti”. A Montevideo il Pontefice confida la recente prova di salute. Il programma di oggi

papa leone

Papa Leone XIV è a Montevideo, in Uruguay, per il suo secondo giorno del viaggio in Sud America che toccherà anche l’Argentina e il Perù e si chiuderà martedì 17 novembre. Oggi il Pontefice fa tappa a Paysandu, a circa 300 chilometri da Montevideo, sulla sponda orientale del fiume Uruguay, conosciuta come La Heroica (La Città Eroica), un nome che evoca la resistenza dei suoi abitanti durante l’assedio del 1864-1865. Qui, alle 10 locali (le 14 in Italia) Leone presiederà la messa votiva in onore del beato Jacinto Vera nel Parco Parigi-Londra sabato 7 novembre.

Terminata la celebrazione, il Papa farà ritorno a Montevideo dove nel pomeriggio, alle 16 (le 20 in Italia), incontrerà privatamente i sacerdoti del suo ordine religioso, gli agostiniani, nella sede che lo ospita per la notte, la nunziatura apostolica della capitale. Quindi, dopo una breve sosta nella Casa di riposo per sacerdoti anziani Hogar Sacerdotal Mons.
Jacinto Vera, si trasferirà nella parrocchia di Nostra Signora di Guadalupe, nel quartiere periferico di Casavalle, una comunità parrocchiale fortemente inserita nel tessuto sociale ed educativo del contesto locale, il Barrio Borro. Qui, alle 17 (le 21 in Italia) il Papa ascolterà alcune testimonianze degli abitanti dei barrios e pronuncerà un discorso di saluto. Alle 18 (le 21 in Italia) per l’incontro con il mondo dell’educazione all’Università Cattolica dell’Uruguay, la prima università privata del Paese, affidata alla Compagnia di Gesù, l’ordine religioso al quale apparteneva Papa Francesco.
Robert Prevost sarà accolto dall’Arcivescovo di Montevideo e Gran Cancelliere dell’Università, il cardinale Daniel Fernando Sturla Berhouet, e dal Rettore, padre Julio Fernßndez Techera.

Ultimo appuntamento della giornata sarà alle 18.30 (le 22.30 in Italia) per la veglia di preghiera con i giovani allo Stadio del Centenario, costruito nel 1930 per le gare della prima edizione del campionato mondiale di calcio. A progettare l’impianto, con circa 80.000 posti, fu l’architetto Juan Antonio Scasso. L’importanza per la storia del calcio del Centenario è stata sancita dalla stessa FIFA che, il 18 luglio 1983, lo ha proclamato monumento del calcio mondiale.

“Da questa cattedrale di Montevideo, invito i miei fratelli vescovi di tutto il mondo a promuovere, nelle loro diocesi, giornate di preghiera e di digiuno per l’incremento delle vocazioni al Sacerdozio e alla Vita consacrata. Che le parrocchie, le famiglie e le comunità religiose si uniscano in questa invocazione,e che l’esempio di questa terra incoraggi molti altri a pregare con la stessa fiducia”, ha detto Papa Leone XIV nell’omelia dei vespri celebrati ieri con i vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i religiosi, le religiose e i seminaristi nella cattedrale dell’Immacolata Concezione e dei Santi Filippo e Giacomo.

“Anche se a volte molti chilometri vi separano, sostenetevi a vicenda e rimanete sempre in comunione con il Successore di Pietro, che ha bisogno anche del sostegno delle vostre preghiere”.

IL PRIMO DISCORSO IN URUGUAY

Dalla tutela della vita fragile alla sfida etica posta dall’intelligenza artificiale, passando per l’impegno ecologico e la cooperazione tra i popoli. A Plaza Independencia, nel centro di Montevideo, Papa Leone XIV si è rivolto alle autorità politiche e religiose, al corpo diplomatico e al mondo dell’impresa e della società civile dell’Uruguay, con un discorso incardinato sul bene comune e difesa della dignità umana di fronte alle trasformazioni del nostro tempo.

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IL RUOLO DI MONTEVIDEO E IL BENE COMUNE NEL MERCOSUR

Il Pontefice ha aperto la sua riflessione valorizzando la vocazione storica e diplomatica dell’Uruguay quale crocevia di dialogo e stabilità per l’intera regione latinoamericana, richiamando l’importanza del diritto e della diplomazia multilaterale:

“Il fatto che Montevideo sia sede del Segretariato del Mercosur conferisce espressione concreta a questa vocazione a favorire spazi di intesa e cooperazione nella regione. In tempi in cui le differenze possono facilmente trasformarsi in motivo di scontro, perseverare nel rispetto del diritto, nella negoziazione e nella paziente ricerca di accordi costituisce un servizio che l’Uruguay può continuare a offrire ai propri vicini”.

ECOLOGIA E GENERAZIONI FUTURE: L’EREDITÀ DI PAPA FRANCESCO

Nel richiamare la responsabilità verso chi verrà dopo di noi, Leone XIV ha voluto citare espressamente il magistero del suo predecessore, indicando i risultati conseguiti dal Paese sul fronte della transizione ecologica come modello virtuoso da proseguire:

“Il bene comune comprende anche la responsabilità di trasmettere a chi verrà dopo di noi i beni che oggi abbiamo ricevuto. Come ha ricordato il mio predecessore Papa Francesco, “il concetto di bene comune include anche le generazioni future”. Questa responsabilità si traduce nelle decisioni che riguardano l’uso delle risorse naturali e delle fonti energetiche. Negli ultimi decenni l’Uruguay ha profondamente trasformato il proprio sistema di produzione elettrica, che oggi si basa quasi interamente su fonti rinnovabili. Si tratta di un risultato notevole che ha richiesto decisioni ferme nel corso degli anni e il coinvolgimento di diversi settori del Paese. Il passo compiuto pone ora nuove sfide nei trasporti, nella produzione e nell’uso responsabile della terra, dell’acqua e dell’energia. Pensare a lungo termine significa proprio gestire questi beni senza compromettere le possibilità future”.

SANITÀ UNIVERSALE E CURA: “HO SPERIMENTATO I LIMITI DELLA MALATTIA”

“La malattia, la disabilità, il dolore fisico, la perdita di autonomia, la povertà, la mancanza di lavoro o l’esclusione possono rendere particolarmente necessario l’aiuto degli altri. Recentemente ho sperimentato in prima persona i limiti imposti dalla malattia e ho ricevuto cure per le quali sono profondamente grato. Questa esperienza mi porta a pensare ai tanti uomini e donne che non dispongono dei mezzi necessari per ottenere una diagnosi tempestiva o ricevere le cure di cui hanno bisogno. Garantire che l’assistenza sanitaria sia alla portata di ogni persona, indipendentemente dalle sue risorse, è una responsabilità che interpella l’intera società. Chi si trova in una di queste situazioni non smette per questo di essere un membro a pieno titolo della società né perde nulla del valore della propria vita. In tali circostanze, la sua fragilità rende ancora più urgente che riceva l’assistenza, le risorse e il sostegno di cui ha bisogno”.

LA FERITA DELLA SOLITUDINE E IL DRAMMA DEI SUICIDI

Strettamente connesso alla tutela della salute è il monito contro l’indifferenza e l’isolamento sociale, con parole accorate dedicate alla sofferenza psicologica e al fenomeno dei suicidi:

“Oggi possiamo vivere circondati da persone, condividere con loro il lavoro, la strada o persino la propria casa, e ignorare il peso che portano in sé. La solitudine, l’angoscia e la perdita di speranza possono diventare così profonde che una persona smetta di trovare ragioni per continuare a vivere. Di fronte alla dolorosa realtà del suicidio, l’assistenza sanitaria, i legami familiari e la vicinanza della comunità risultano indissolubili. Nessuno dovrebbe arrivare a sentirsi estraneo tra i propri cari né pensare che la propria assenza conti meno della propria presenza”.

FORMAZIONE, INTELLIGENZA ARTIFICIALE E DIGNITÀ DEL LAVORO

L’intervento si è infine soffermato sulle dinamiche occupazionali, sull’istruzione e sull’impatto dirompente delle nuove tecnologie, ribadendo il primato della persona su qualsiasi logica puramente produttiva o algoritmica:

“La formazione ricevuta deve offrire opportunità concrete per inserirsi nel mondo del lavoro, mettere in pratica quanto appreso e acquisire autonomia grazie al proprio impegno. Il lavoro diventa così uno dei canali che consentono a ogni persona di sviluppare le proprie capacità e di contribuire al bene degli altri. È opportuno ricordare che il lavoro è per l’uomo e non l’uomo per il lavoro. Questo criterio conserva tutta la sua attualità di fronte ai rapidi cambiamenti della tecnologia e dell’intelligenza artificiale. Lo sviluppo di queste tecnologie deve ampliare le capacità umane, facilitare i compiti e creare nuove possibilità, facendo in modo che la persona che lavora non venga ridotta a un semplice pezzo sostituibile all’interno del processo produttivo”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)