Voto di metà mandato: doppia sconfitta giudiziaria per Trump in California


A pochi giorni dal martedì elettorale delle elezioni di metà mandato, la strategia legale dell’amministrazione Trump contro i funzionari elettorali è stata fermata

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A pochi giorni dal martedì elettorale delle elezioni di metà mandato, la strategia legale dell’amministrazione Trump contro i funzionari elettorali è stata fermata. Stando a quanto riporta il New York Times, venerdì i tribunali federali hanno inferto due duri colpi ai tentativi di contestazione del voto in California. In primo luogo, una corte d’appello federale ha respinto la richiesta dell’amministrazione di accantonare oltre 20.000 schede inviate per posta, bollando l’iniziativa come incostituzionale. Poche ore più tardi, la giudice federale Trina Thompson, ha congelato le pressioni del Dipartimento di Giustizia (DOJ), vietandogli di minacciare sanzioni penali contro i funzionari elettorali locali che non si allineano alle direttive federali sul conteggio. Qui, al centro del contendere c’è la giustificazione formale avanzata dal governo, secondo cui tali pressioni mirerebbero a sventare presunti voti irregolari da parte di cittadini non americani. Una tesi respinta con nettezza dalla giudice Thompson.

L’IRA DEL SINDACATO DEI LAVORATORI

L’offensiva giudiziaria del DOJ ha scatenato la dura reazione del sindacato dei lavoratori elettorali dello Stato che ha trascinato il governo in tribunale, denunciando un’interferenza senza precedenti volta a delegittimare il processo democratico. L’amministrazione starebbe ora valutando un ricorso d’urgenza alla Corte Suprema.

A causa della crescente tensione nel partito Repubblicano, Donald Trump ha annunciato che domenica terrà comizi in Kansas e Iowa, ribaltando la cancellazione decisa solo ventiquattr’ore prima. Una marcia indietro, che rifletterebbe le preoccupazioni per i sondaggi, che fotografano duelli sul filo di lana persino in Stati storicamente considerati roccaforti rosse.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)