Temperature in picchiata fino a 10-12 gradi
Le giornate miti d’autunno hanno ormai le ore contate. Stando alle ultime previsioni meteorologiche infatti, l’Italia sta per essere investita dal Burian, il vento gelido siberiano che dalle steppe russe arriverà fino al Mediterraneo.
A provocare questo improvviso cambio di rotta del meteo è un fenomeno insolito chiamato regressione: i venti, invece di soffiare da ovest verso est come fanno di solito, viaggiano al contrario, muovendosi dalla Russia verso l’Italia. Il motivo è la formazione di un vero e proprio ‘muro’ di alta pressione tra il Nord Europa e la Russia (chiamato in gergo meteorologico Ponte di Voejkov). Questo sbarramento impedisce all’aria più mite dell’Atlantico di raggiungerci e fa scivolare verso di noi il Burian. I primi segnali potrebbero farsi sentire a cavallo del fine settimana di Halloween (31 ottobre-1 novembre), ma l’arrivo vero e proprio del gelo è atteso tra il 3 e il 5 novembre.
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CROLLO TERMICO
L’impatto sulle colonnine di mercurio potrebbe essere notevole, con temperature in picchiata fino a 10-12 gradi al di sotto delle medie stagionali, con estese brinate e gelate notturne anche in pianura. Una condizione questa, che potrebbe protrarsi fino a metà novembre.
LE REGIONI COINVOLTE
Il freddo colpirà prevalentemente il versante adriatico e il centro-sud. Il contrasto termico tra l’aria gelida continentale e le acque del Mediterraneo, ancora calde, innescherà temporali, rovesci e burrasche di vento tra Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata e Calabria (con coinvolgimento possibile di Sicilia e Sardegna). La neve potrebbe fare capolino lungo la dorsale appenninica: inizialmente sopra i 1.300-1.500 metri, ma con la possibilità di scendere in quota fino a 500-800 metri.
Diversa la situazione al Nord. Qui, inizialmente, le Alpi faranno da scudo tenendo lontane le piogge, ma il freddo si farà sentire comunque con forti gelate in Pianura Padana. Tra il 3 e il 6 novembre la situazione potrebbe cambiare: se sui nostri mari dovesse formarsi una perturbazione, l’aria gelida intrappolata al suolo potrebbe portare la neve a quote molto basse o persino in pianura tra Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)