MOIGE: 250 studenti in Parlamento per un digitale più sicuro


Più leggi per la tutela online e maggiore formazione per genitori, docenti e alunni

Non soltanto destinatari delle politiche di tutela e dei percorsi di educazione digitale, ma protagonisti del confronto sul futuro della rete. Sono i Giovani Ambasciatori del MOIGE – Movimento Italiano Genitori, che oggi hanno portato nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati le proprie riflessioni sulle sfide del mondo digitale, confrontandosi direttamente con rappresentanti delle istituzioni ed esperti.

250 studenti provenienti da diverse città italiane hanno affrontato questioni che riguardano da vicino la loro quotidianità: dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella scuola alla diffusione delle fake news, dalla dipendenza digitale alla protezione dei dati personali, fino alle nuove forme di cyberbullismo e aggressione online.

Un confronto costruito a partire dalla voce dei ragazzi, che hanno presentato domande e riflessioni preparate nell’ambito del loro percorso educativo, alle quali hanno risposto esperti del mondo scientifico, educativo e della sicurezza digitale.Quattro le sessioni tematiche che hanno scandito l’incontro: cittadinanza digitale e rischi invisibili della rete; intelligenza artificiale; informazione, verità e pensiero critico online; cyberbullismo e sicurezza digitale.

L’iniziativa, organizzata dal MOIGE con il sostegno del Dipartimento per la trasformazione digitale, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo educativo e della sicurezza digitale. Tra i partecipanti Antonio Affinita, Direttore generale del MOIGE; Maria Teresa Bellucci, Vice Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali; Luca Artesi Dipartimento per la trasformazione Digitale, Edoardo De Luca, Responsabile Affari Centrali Italia, Enel; Sandra Cioffi, Presidente del Consiglio Nazionale degli Utenti presso AGCOM.

Alle riflessioni degli studenti hanno risposto Ivano Gabrielli, Direttore del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica; Marco Valerio Cervellini, Capo Divisione Consapevolezza, Agenzia per la cybersicurezza nazionale ; Giuseppe Lavenia, fondatore e direttore scientifico associazione Di.te; Stefano Vicari, Professore ordinario di Neuropsichiatria Infantile all’Università Cattolica del Sacro Cuore; e Marta Cacciotti, Psicoterapeuta presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Interpersonale. A moderare l’incontro Alessandro Greco.

L’appuntamento in Parlamento si inserisce nel progetto Educyber Generations, la campagna realizzata grazie anche al contributo di Enel, attraverso il quale il MOIGE promuove la formazione e la partecipazione attiva degli studenti nella prevenzione dei rischi della rete.

Il progetto coinvolge una rete di 8.583 Giovani Ambasciatori in tutta Italia, selezionati dai docenti per le loro attitudini e sensibilità e formati per diventare punti di riferimento all’interno delle scuole. Attraverso l’educazione tra pari, i ragazzi sensibilizzano i coetanei sull’utilizzo consapevole delle tecnologie e contribuiscono a riconoscere e contrastare episodi di bullismo, cyberbullismo e altre forme di violenza online.

Un modello educativo che valorizza il ruolo attivo degli studenti e il dialogo tra scuola, famiglie e istituzioni, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza digitale delle nuove generazioni.

A rappresentare questa rete nell’incontro in Parlamento sono stati gli studenti di dodici istituti scolastici: Istituto Comprensivo Statale Rinnovata Pizzigoni di Milano; Istituto Comprensivo Statale Via N. M. Nicolai di Roma; Istituto Superiore Tecnico Statale G. Moscati di Sant’Antimo; Istituto di Istruzione Superiore P. Scalcerle di Padova; Istituto di Istruzione Marie Curie di Pergine Valsugana; Istituto Superiore L. Einaudi di Ferrara; Istituto Comprensivo V. Bodini di Monteroni di Lecce; Polo Liceale Statale R. Mattioli di Vasto; Istituto Omnicomprensivo A. Giordano di Venafro; Istituto Comprensivo Como Rebbio di Como; Istituto Superiore “Gorgia Vittorini Moncada” di Lentini; IPSIS Gaslini/Meucci di Genova.

Il 55% dei ragazzi trascorre almeno tre ore al giorno online al di fuori dell’orario scolastico, mentre il 23% dichiara di aver incontrato di persona qualcuno conosciuto esclusivamente in rete e il 30% accetta richieste di amicizia da sconosciuti.

L’intelligenza artificiale è già parte della quotidianità degli studenti: il 51% dichiara di utilizzarla regolarmente, percentuale che raggiunge il 71% tra gli studenti delle superiori. Eppure, soltanto il 21% ha ricevuto una formazione adeguata sui rischi e sulle opportunità di questi strumenti. Il 33% riferisce inoltre di aver ricevuto informazioni errate dall’IA, mentre il 48% è incappato almeno occasionalmente in fake news.

Preoccupano anche i dati sul cyberbullismo: il 7% degli intervistati dichiara di esserne stato vittima diretta e il 16% di aver assistito a episodi di violenza online. Di fronte a questi fenomeni, soltanto il 12% interviene in difesa della vittima e appena il 5% segnala l’accaduto a un adulto.

Numeri che evidenziano l’importanza di affiancare all’offerta formativa una normativa rigorosa ed efficace alla protezione dei minori, rispondendo direttamente alle richieste dei ragazzi di leggi e normative più severe a loro tutela e di una sempre maggiore offerta di attività di formazione, ascolto e partecipazione attiva. È in questa prospettiva che si inserisce il lavoro dei Giovani Ambasciatori: promuovere una cultura digitale più consapevole, nella quale i ragazzi non siano soltanto destinatari delle iniziative di prevenzione, ma parte attiva nella costruzione di un ambiente online più sicuro.