Presidenziali Brasile: sono 33 milioni gli elettori che non si sono recati alle urne al primo turno delle presidenziali e che ora potrebbero incidere sul risultato del ballottaggio
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Sono 33 milioni in Brasile gli elettori che non si sono recati alle urne al primo turno delle presidenziali e che ora potrebbero incidere sul risultato del ballottaggio tra Luiz Inacio Lula da Silva e Flavio Bolsonaro.
Si tratta di quasi il 22% degli aventi diritto e del livello di astensione più alto degli ultimi 30 anni, nonostante nel Paese il voto sia obbligatorio.
La destra “vuole governare con la bandiera americana”, ha dichiarato Lula dopo aver espresso il proprio voto nello Stato di San Paolo.
Il Brasile è diviso. Sicurezza, corruzione e costo della vita sono al centro del confronto politico. Il figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, candidato del Partido liberal (Pl), ha ottenuto 2,2 milioni di voti in più di Lula, capo dello Stato uscente, rappresentante del Partido dos trabalhadores (Pt). Un vantaggio, questo, che però non è stato sufficiente per ottenere la maggioranza assoluta necessaria per vincere.
Entrambi i candidati puntano ora a mobilitare i propri sostenitori e a conquistare gli elettori ancora indecisi o rimasti a casa.
“Lula sta cercando di fare breccia nei 33 milioni di elettori che hanno rinunciato a recarsi ai seggi“, ha spiegato all’agenzia Dire la giornalista brasiliana Deisy Feitosa, docente all’Università di San Paolo e dottoranda alla Sapienza di Roma. Secondo la reporter, la campagna passa anche attraverso i social media e le piattaforme di messaggistica come Telegram e WhatsApp, utilizzate dai due schieramenti per diffondere messaggi elettorali e accuse contro gli avversari.
La sicurezza è uno dei temi dominanti della competizione. Secondo un sondaggio Quaest/Pax di settembre, il 28% dei brasiliani considera la violenza il principale problema del Paese, davanti alla corruzione, indicata dal 22% degli intervistati, e all’economia, citata dal 19%.
Bolsonaro ha annunciato di voler classificare alcune organizzazioni criminali come gruppi terroristici e abbassare da 18 a 16 anni l’età della responsabilità penale per alcuni reati. Anche Lula ha aperto alla possibilità di abbassare la soglia dell’età della responsabilità penale per alcuni reati gravi, pur opponendosi all’inserimento della misura in una proposta di revisione costituzionale oggi in discussione.
Sul fronte economico, il presidente uscente può rivendicare una bassa disoccupazione e un rallentamento dell’inflazione. Molti elettori, tuttavia, continuano a denunciare un aumento del costo della vita. Lula punta anche a richiamare l’attenzione sulle conseguenze dei dazi imposti dall’amministrazione statunitense di Donald Trump, sostenuti pubblicamente da Bolsonaro. Le tariffe hanno colpito le imprese brasiliane esportatrici verso gli Stati Uniti, con ripercussioni in particolare sulle piccole e medie aziende.
Anche il voto femminile e religioso rappresenta un elemento importante. Le donne costituiscono circa il 53% degli elettori registrati e, secondo un sondaggio Datafolha del 15 ottobre, sostengono Lula con il 49%, a fronte del 40% favorevole a Bolsonaro. Tra gli uomini, lo sfidante è avanti con il 52%, contro il 40% del presidente. Bolsonaro raccoglie inoltre il 62% delle preferenze tra gli evangelici, mentre Lula è in vantaggio tra i cattolici con il 52% contro il 42%.
Sul piano territoriale, il candidato del Partido Liberal ha prevalso al primo turno nel Sud-est, dove vive circa il 40% dell’elettorato, ottenendo il 51,4% dei voti validi, contro il 39,7% di Lula. Il presidente uscente conserva invece una base importante nel Nord-est, sua roccaforte tradizionale, anche se il margine si è ridotto rispetto alle precedenti elezioni.
La competizione è segnata anche dalle accuse reciproche di corruzione. Lula ha incalzato Bolsonaro sui suoi presunti rapporti con Daniel Vorcaro, ex dirigente del Banco Master, un istituto di credito travolto dalla crisi. Il candidato del Partido liberal ha a sua volta accusato il presidente di corruzione e sollevato accuse anche nei confronti del figlio maggiore di Lula. Le precedenti condanne per corruzione del presidente sono state annullate nel 2021. Lula ha trascorso 580 giorni in carcere, quando al potere c’era Jair Bolsonaro.
Il voto ha una valenza internazionale. Trump ha elogiato i risultati ottenuti da Bolsonaro al primo turno, pur senza esprimere un sostegno formale. I rapporti tra Washington e Brasilia sono stati segnati dai dazi statunitensi e dalle pressioni americane in relazione a un procedimento giudiziario contro Jair Bolsonaro, che sta ora scontando la pena agli arresti domiciliari.
Secondo Oscar Campanini Gonzales, del Centro de Documentación e Información Bolivia (Cedib), “una vittoria di Bolsonaro porterebbe il Brasile più vicino agli Stati Uniti e all’amministrazione Trump“. In un’intervista con l’agenzia Dire, l’esperto ha sottolineato le ripercussioni del voto sulla rivalità tra Stati Uniti e Cina, due grandi poli di potere economico e politico a livello globale. I partiti sudamericani di destra, ha detto Campanini, “si stanno avvicinando molto agli Stati Uniti e all’amministrazione Trump, mentre stanno prendendo le distanze dalla Cina”.
Un avvicinamento a Washington non comporterebbe però una rottura con Pechino. La Cina è infatti il principale mercato di esportazione del Brasile e uno dei maggiori produttori mondiali di numerosi beni di consumo. Per Campanini, una trasformazione radicale dei rapporti economici appare quindi difficile, anche se potrebbero cambiare singoli progetti, investimenti e posizioni sulla politica internazionale.
In generale, Lula punta sul multilateralismo, sui rapporti con il Sud globale e sulla cooperazione con la Cina, difendendo la sovranità nazionale di fronte alle misure commerciali statunitensi. Campanini colloca infine il voto brasiliano in una dinamica politica più ampia, che interessa diversi Paesi e continenti. “Le persone non votano necessariamente a favore di qualcuno, di un’opposizione o di determinate promesse”, ha sottolineato l’esperto. “Votano contro ciò di cui sono stanche”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)