La rinascita di Musetti, a Lione vince un torneo dopo quattro anni. Battuto in finale Fritz 6-3 6-4. Ed è una notizia perché era da Napoli 2022 che non portava a casa un trofeo
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Musetti ha vinto un torneo. Ed è paradossale che per l’ex numero 5 del mondo (ora 26) questa sia una notizia. Quattro anni dopo l’ultima volta Musetti porta a casa un trofeo, a Lione, battendo Taylor Fritz 6-3, 6-4 al termine di una partita senza storia e palla break concesse. E’ il suo terzo titolo del circuito, in assoluto.
Una finale dominata, senza processi alle intenzioni e senza il consueto supplemento di sofferenza. Il rovescio a una mano ha ricominciato a disegnare traiettorie da calligrafo, le variazioni hanno tolto all’americano i riferimenti, il servizio ha tenuto la porta chiusa. Fritz, che di mestiere frequenta le zone alte del tennis mondiale e non è esattamente un cliente da saldi di fine stagione, si è ritrovato a inseguire invano.
Musetti aveva vinto l’ultima volta il 23 ottobre 2022, nell’insolita sede di Napoli, battendo Matteo Berrettini in finale 7-6, 6-2. Il primo titolo qualche mese prima ad Amburgo, al termine di una partita entrata nella piccola mitologia personale del toscano: 6-4, 6-7, 6-4 contro Carlos Alcaraz, con cinque match point mancati nel secondo set prima di riuscire a rimettere le mani sulla partita. Altri tempi: Musetti aveva vent’anni, il rovescio di un artista e la postura in campo ancora fragilissima, fatta di bellezza e tormento.
Da allora, nonostante i numerosi infortuni, è cresciuto in continuità e consapevolezza fino a salire numero 5, nel gennaio 2026. Uno capace di raggiungere le semifinali a Wimbledon nel 2024 e del Roland Garros nel 2025, di conquistare il bronzo olimpico a Parigi e di giocarsi nel 2025 la finale del Masters 1000 di Montecarlo. Aveva perso in finale al Queen’s, a Umago e Chengdu nel 2024; poi Montecarlo, ancora Chengdu e Atene nel 2025; a Hong Kong, all’inizio del 2026, contro Alexander Bublik. Sette finali consecutive senza riuscire vincerne una.
Il tennis è per antonomasia lo sport delle seconde occasioni. A Lione è arrivata finalmente una finale senza psicoanalisi. Ma soprattutto una serie di partite senza malanni. Il 2026 finora gli aveva riservato due brusche interruzioni proprio quando sembrava poter fare un salto ulteriore. Agli Australian Open, nei quarti contro Novak Djokovic, era stato costretto al ritiro mentre conduceva due set a zero, frenato da un problema alla coscia destra. A maggio, a Roma, un infortunio al retto femorale lo aveva obbligato a rinunciare al Roland Garros e al torneo di Amburgo.
“Onestamente, all’inizio della settimana non pensavo di arrivare qui in finale e di vincere – il commento alla fine – Voglio ringraziare il mio team e Gianluca Mager: dopo il percorso in questo torneo il nostro sogno si è realizzato. Grazie per il lavoro che hai fatto. Ora pensiamo a Vienna, al torneo successivo. Grazie anche ai dottori: mi sentivo completamente morto e invece ho recuperato le energie”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)