In arrivo la mostra di Aldo Damioli al Museo del Paesaggio di Verbania


La grande pittura concettuale approda sul Lago Maggiore: sabato 7 novembre alle ore 11 l’inaugurazione della mostra di Aldo Damioli al Museo del Paesaggio di Verbania

aldo damioli

La grande pittura concettuale approda sulle sponde del Lago Maggiore. Sabato 7 novembre alle ore 11, nello storico Palazzo Viani Dugnani, il Museo del Paesaggio di Verbania inaugura la mostra di Aldo Damioli dal titolo Il Grand Tour della pittura, curata da Elena Pontiggia. Sarà allestita fino al 4 Aprile 2027.

L’esposizione presenta circa quaranta opere del maestro milanese (nato nel 1952), considerato tra i maggiori esponenti di una pittura concettuale che affonda le sue radici nella lezione di Giorgio de Chirico e di Salvo. Sulle rive del lago Maggiore, da sempre tappa fondamentale dei viaggi di formazione di aristocratici ed artisti europei tra Settecento e Ottocento, arriva la mostra che si configura come un viaggio ad ampio raggio tra Occidente e Oriente: propone anche le opere più recenti del pittore, emblema di una stagione a sé stante nella sua ricerca artistica.

La mostra  è realizzata col sostegno e patrocinio di Città di Verbania e Fondazione Comunitaria del Vco Ente Filatropico. Operazione cofinanziata dall’Unione Europea, Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, dallo Stato italiano, Fondo di Rotazione, dalla Confederazione elvetica e dai Cantoni nell’ambito del Programma di Cooperazione Interreg VI-A Italia-Svizzera.

Nelle sale di Palazzo Viani Dugnani si snoda l’evoluzione espressiva dell’artista: dall’ esordio influenzato dalla Pop Art inglese, dall’ironico ciclo delle Pizze degli Anni Ottanta, quando un oggetto banale diventa estetico e viene catapultato nel mondo della preistoria, alle famose  Venezie New York, ciclo avviato nel 1992. “L’idea era quella di rappresentare New York con uno spirito canalettiano, sereno, lontano dalla realtà caotica della metropoli; così Venezia New York è un non luogo virtuale – spiega Aldo Damioli – . I palazzi restano fedeli a sé stessi ma l’atmosfera è completamente differente, placida. Il mio Grand Tour della pittura prosegue esplorando altre città con un doppio viaggio, geografico e stilistico. Per le città cinesi l’approccio è quasi taoista, essenziale. Parigi non è quella odierna dell’overtourism ma ci riporta agli anni Sessanta e Settanta, a una Ville Lumière che non esiste più: quella di Yves Montand e degli esistenzialisti di  Sartre. Poi la mia città, Milano. Amo dipingerla di notte, quando non è ingombra di auto, quando queste sono solo due occhi che illuminano il buio. In mostra anche una Venezia che è un omaggio al Canaletto e ai vedutisti, un panorama di Torino, lo stadio di San Siro che diventa un reperto storico vista la sua imminente demolizione”.

L’arte di Damioli offre un’immagine pulita di tutto l’accidentale e propone un totale controllo della composizione. “Il risultato è un mondo pacificato, dove è sempre domenica. Con quanto sta  accadendo in Italia e nel mondo – conclude l’artista – l’invito a una riflessione, a guardare le cose in modo contemplativo”.

“Damioli  ha un lungo percorso alle spalle, anche se la sua pittura non accenna a diventare prevedibile, tanto meno ripetitiva – sottolinea la curatrice Elena Pontiggia-. Il tema del viaggio, della metamorfosi di un motivo ambientato di volta in volta in epoche e in luoghi diversi, è già adombrato nei suoi primi lavori. Anche il particolare senso del tempo, che in Damioli non si limita mai al presente ma si estende dal passato al futuro, uscendo dal ‘qui e ora’ per muoversi fra tutte le epoche, si avverte già nelle sue prime opere“. Con la maturità, continua la curatrice,  si approfondisce “La dimensione concettuale del suo lavoro: a prima vista sembra rientrare nell’alveo di una pittura tradizionale, ma in realtà si carica di significati ironici, paradossali e surreali che la tramutano in una ricerca mentale. Quello che vediamo è solo una metà del quadro; l’altra metà sono i pensieri che l’opera suggerisce”.

Con un segno nitido e ad alta definizione l’artista milanese costruisce le sue forme mentali. Damioli appartiene alla famiglia dei pittori-architetti: che sono tali non perché dipingono degli edifici, ma perché edificano delle forme. Il cuore della sua pittura, anzi della sua operazione concettuale, consiste nel dare ordine a cose, figure, spazi.

Tra i pezzi forti del percorso espositivo al Museo del Paesaggio spiccano, come anticipato,  le celebri vedute (due anche molto recenti, realizzate nel 2025)  in cui Damioli dipinge una New York travestita da Venezia, o una Serenissima con le sembianze di Manhattan. Con un velo di ironia.  L’ironia, in effetti, è la vera musa di Damioli e lo ha sempre accompagnato fin dalla stagione giovanile.

“La città dei grattacieli, quella che secondo certe enfatiche definizioni è ‘la city che non dorme mai’ – continua Pontiggia – , inaspettatamente si popola di canoe, battelli e vele, come se il tempo feriale si fosse trasformato in un indefinito e infinito tempo libero.  Così le Venezie New York, dove si vivono perenni domeniche, sono anche una satira del nostro mondo concitato, in cui non abbiamo tempo per nulla, se non per una corsa contro il tempo”.

Da queste metamorfosi urbane alle più recenti vedute delle città italiane e del mondo,  indipendenti da paragoni e sovrapposizioni dove la pittura di Damioli nasce spesso da viaggi autentici,  ricreati dal pensiero.

“Per questo, alla fine, assistiamo a un voyage autour de ma chambre, per parafrasare il titolo di Xavier de Maistre – conclude Pontiggia- . Quello che interessa all’artista non sono tanto gli scorci, i motivi insoliti, le prospettive inattese, le luci diverse, i giochi di linee e le scacchiere geometriche che pure attirano il suo sguardo e costellano la sua pittura, ma la pittura stessa.  La vera meta dell’artista è la pittura come modo di interrogare la realtà senza obbligarla a rispondere“.

” Il Grand Tour della pittura di Aldo Damioli rappresenta un passaggio naturale e al tempo stesso stimolante per il Museo del Paesaggio – evidenzia il direttore artistico del museo Federica Rabai– . Nella nostra pinacoteca la collezione permanente racconta l’evoluzione del paesaggio del Lago Maggiore e delle valli circostanti meta di Grand Tour nella pittura dell’Ottocento e del Novecento; accogliere la ricerca concettuale e ironica di Damioli significa mostrare come quella stessa sensibilità vedutistica non si sia mai interrotta, ma continui a trasformarsi e a interrogarci sul valore del tempo, della memoria e della rappresentazione urbana contemporanea“.

Conclude il Presidente del Museo del Paesaggio Massimo Terzi: ” Siamo orgogliosi di presentare questo progetto che arricchisce il nostro percorso espositivo e riafferma la vocazione del Museo come punto di incontro vivo tra la storia dell’arte e i linguaggi del presente, confermando la nostra istituzione, Verbania e il Lago Maggiore quali snodi fondamentali di produzione culturale. Il Museo del Paesaggio riesce così ad offrire un percorso espositivo in costante rinnovamento ma sempre coerente con la sua mission”.

Alla mostra si affiancano una serie di eventi collaterali:

– le visite guidate a Il Grand Tour della pittura e alle collezioni permanenti del Museo del Paesaggio di Verbania, con la storica dell’arte Ilaria Macchi. Si tengono al sabato, una volta al mese, sempre alle 15.30, nelle seguenti date: 19 dicembre 2026,  9 gennaio, 20 febbraio e  20 marzo 2027.

– i laboratori per bambini dai 5 anni in su, ispirati alle vedute di Aldo Damioli. Sono in programma sabato 19 dicembre 2026 e sabato 20 marzo 2027, alle ore 15.