UNICEF/Bangladesh: la Direttrice generale dell’UNICEF chiede investimenti urgenti a favore dei bambini e misure per porre fine ai matrimoni precoci

In a densely populated settlement with limited space, Jonakighor transforms a previously unsafe site into a safe space for learning, recreation and community activities. Developed with UNICEF support, the centre and the adjoining Korail Lake Wastewater Treatment Plant combine improved sanitation with space that responds to children’s and the wider community’s needs.
La Direttrice generale dell’UNICEF Catherine Russell ha chiesto investimenti urgenti a favore dei bambini in Bangladesh al termine di una missione di tre giorni, durante la quale ha incontrato alcune famiglie a Korail, il più grande insediamento informale di Dhaka, nonché i rifugiati rohingya e le comunità ospitanti a Cox’s Bazar.
Russell ha sollecitato un intervento su tre fronti: porre fine ai matrimoni precoci e garantire che le ragazze continuino a frequentare la scuola; dare seguito all’impegno del Governo di investire il 5% del Prodotto Interno Lordo del Paese sia nell’istruzione che nella sanità; e garantire un’istruzione di qualità ai bambini rohingya e a quelli delle comunità ospitanti.
Secondo l’Indagine a indicatori multipli del Bangladesh del 2025, quasi la metà – il 47,2 per cento – delle donne bangladesi di età compresa tra i 20 e i 24 anni si è sposata prima dei 18 anni. Il matrimonio precoce allontana le ragazze dalla scuola, favorisce le gravidanze precoci e limita le opportunità per tutta la vita. L’UNICEF chiede che le ragazze completino la scuola secondaria e che vengano colmate le lacune nella legislazione nazionale che consentono il matrimonio precoce.
A Korail, Russell ha ascoltato i racconti di bambini e genitori su povertà, interruzione del percorso scolastico e scarsità dei servizi di base. Le ragazze adolescenti hanno condiviso le loro ambizioni e le pressioni che possono costringerle ad abbandonare la scuola e a sposarsi.
«Ho incontrato una ragazza di 14 anni di nome Bushra, che mi ha raccontato come i leader della comunità presso un centro di protezione dell’infanzia sostenuto dall’UNICEF abbiano collaborato con suo padre a salvarla da un matrimonio precoce», ha dichiarato Russell. «Garantire che le ragazze vadano a scuola e fornire loro i servizi sanitari, educativi e di protezione di cui hanno bisogno garantirà un futuro più luminoso a loro, alle loro comunità e al Bangladesh».
Russell ha incontrato alti funzionari, tra cui Shama Obaed Islam, Ministro di Stato per gli Affari Esteri del Bangladesh. Ha espresso apprezzamento per l’impegno del Governo ad aumentare il bilancio destinato all’istruzione e ai servizi sanitari, sottolineando l’importanza di tradurre le promesse in azioni concrete.
«I bilanci riflettono le priorità», ha affermato Russell. «Investire nell’istruzione di qualità, nella salute, nell’alimentazione e nella protezione dei bambini significa investire nel futuro del Bangladesh».
A Cox’s Bazar, uno dei più grandi campi profughi al mondo, Russell ha incontrato bambini e famiglie rohingya e ha visitato alcune attività didattiche sostenute dall’UNICEF. Pur riconoscendo la generosità del Paese nell’accogliere i rifugiati rohingya, Russell ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché continui a sostenere sia i rifugiati che le comunità ospitanti.
Russell ha visitato un centro didattico sostenuto dall’UNICEF, dove ha ascoltato direttamente da studenti e insegnanti l’importanza dell’istruzione e delle competenze professionali. Oltre all’apprendimento, l’istruzione protegge i bambini dallo sfruttamento, dalla tratta, dai matrimoni precoci e dal reclutamento da parte di gruppi armati.
“I bambini rohingya hanno già perso così tanto a causa della violenza, dello sfollamento e dell’incertezza. Non possono perdere anche l’istruzione”, ha affermato Russell. “Il mondo deve investire su di loro e sulle comunità che li hanno accolti”.
In tutto il Bangladesh, l’UNICEF collabora con il Governo e i partner per rafforzare i sistemi e i servizi da cui dipendono i bambini e le famiglie. L’UNICEF sostiene l’accesso a un’istruzione di qualità, all’assistenza sanitaria di base, alle vaccinazioni, all’alimentazione, all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, nonché ai servizi di protezione dell’infanzia.
L’UNICEF si impegna inoltre a prevenire i matrimoni precoci e la violenza contro i bambini, a rafforzare l’autonomia delle ragazze adolescenti, a potenziare la protezione sociale e a promuovere maggiori investimenti pubblici a favore dei bambini. Attraverso dati concreti, attività di sostegno alle politiche e alle istituzioni nazionali e locali, l’UNICEF contribuisce a garantire che i servizi essenziali raggiungano i bambini più a rischio di essere lasciati indietro.
A Cox’s Bazar, l’UNICEF e i suoi partner forniscono servizi essenziali e salvavita ai bambini e alle famiglie rifugiate rohingya, tra cui cure e prevenzione della malnutrizione, acqua potabile, servizi igienico-sanitari, istruzione, assistenza sanitaria, protezione dell’infanzia e sostegno psicosociale. L’UNICEF sostiene inoltre le comunità ospitanti vulnerabili.
Con il calo dei finanziamenti umanitari, un sostegno internazionale continuativo è fondamentale per salvaguardare i servizi essenziali, preservare i risultati raggiunti e garantire che i bambini rifugiati e quelli delle comunità ospitanti non vengano lasciati indietro.