Ranucci: “Il messaggio di fiducia della redazione di Report? Potevano mandarlo prima. Mi sento ancora un giornalista nella pelle. Sono giovane per la pensione”
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Sigfrido Ranucci andrà fino in fondo con la Rai per la conduzione di Report, ma non esclude altre scelte in futuro. “Sono una persona testarda, cocciuta, ho sempre fatto il mio lavoro credendo in quello che faccio”, sottolinea il giornalista di Report, parando stasera al teatro Duse di Bologna prima di salire sul palco per il suo spettacolo ‘Diario di un trapezista’.
“Io mi sento un giornalista nella pelle- prosegue Ranucci- e per questo ho fatto soffrire tante persone che stanno a fianco a me, anche i miei familiari e ho sottratto energie, risorse, libertà. Per questo continuerò a battermi”. Poi, lascia la porta aperta il giornalista, “se non ci sarà proprio la possibilità di fare il giornalista, qualche altra cosa, ma sempre per l’impegno civile, sempre in difesa dei più fragili e dei più deboli me la inventerò”. Insomma, “mi sento giovane per la pensione”.
Il messaggio di fiducia della redazione di Report? “Sì, magari potevano mandarlo un po’ prima, in maniera anche forte. L’hanno fatto oggi perché si sono resi conto che sull’ordinanza c’era il giudice che ha rigettato il ricorso motivandolo, attingendo a una serie di dichiarazioni degli amici. Non ho avuto solo Lavitola come amico, ho avuto pure Santoro che ha detto che avrei dovuto abbandonare Report, Formigli e addirittura anche Saviano”.
Però, aggiunge il giornalista, “devo dire che sono state tutte dichiarazioni drogate da un fatto: ci sono stati 350 articoli falsi che hanno condizionato le opinioni delle persone, il cosiddetto rumore mediatico che è stato poi alla base anche della decisione del giudice”.
Però, secondo Ranucci, “è passato un concetto, che si può rimuovere un giornalista in base al rumore mediatico, poco importa se sia vero o falso. Non credo sia giusto”. Per quanto riguarda le opzioni presentate dalla Rai, “abbiamo tempo fino a lunedì- risponde Ranucci- mi consulterò anche con i legali e vedremo quali saranno le strade più opportune. Io per adesso, come ho detto ieri, rispetto la sentenza, ho sempre rispettato il lavoro dei magistrati e la loro indipendenza e rispettare la legalità, rispettare i magistrati non è come indossare una maglietta e togliertela quando fa comodo. Uno deve rispettarli sempre. Mi sono battuto anche sotto il referendum per la loro indipendenza”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)