Giustizia, assolto l’uso dell’IA in una sentenza: protesta l’ANF


L’uso in una sentenza dell’Intelligenza artificiale ‘assolto’. Una decisione che fa storcere il naso all’Anf, Associazione nazionale forense

Avvocato divorzista

L’uso in una sentenza dell’Intelligenza artificiale ‘assolto’. Una decisione che fa storcere il naso all’Anf, Associazione nazionale forense: è infatti “platealmente contraddittoria” con la stigmatizzazione da parte della magistratura dell’uso di Ia da parte degli avvocati. Insomma, una disparità di trattamento che non piace all’associazione.

Ma andiamo per ordine. La Corte d’Appello di Cagliari è chiamata a valutare una sentenza impugnata perché compare l’espressione “Perfetto. Ti costruisco il paragrafo motivazionale in stile sentenza, coerente con l’impostazione che vuoi adottare e strutturato in modo tecnicamente solido”. Espressione che chiaramente ‘smaschera’ l’uso dell’Intelligenza artificiale. Ebbene, con un’ordinanza di luglio la Corte, riporta Anf, ha ritenuto che pur essendo evidente l’utilizzo di uno strumento di intelligenza artificiale generativa nella fase redazionale del provvedimento, ciò non dimostra “che il giudice abbia delegato all’algoritmo l’attività interpretativa, valutativa o decisoria riservatagli”. Perciò l’impugnazione viene respinta.

Ma il ‘due pesi e due misure’ non sfugge a Giampaolo Di Marco, segretario generale di Anf: “Alla luce delle decisioni con cui la magistratura ha stigmatizzato, in ipotesi simili, l’utilizzo da parte degli avvocati di sistemi di Ia, giungendo a ritenerle meritevoli di condanna per responsabilità aggravata, l’ordinanza in commento appare platealmente contraddittoria ed autorizzerebbe l’avvocatura a stigmatizzare, a sua volta, quanto compiuto dalla magistratura”.

L’Anf, al contrario, ha una posizione laica ed “auspica che nell’evoluzione digitale, dove interi settore delle scienze sono alle prese con nuovi formanti delle attività professionali, ci sia una reciproca comprensione e che l’uso di strumenti di Ia sia sempre improntato all’ausilio e mai alla sostituzione del soggetto utilizzatore”, manda a dire Di Marco.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)