Romeo Gigli presenta la collezione “Le onde del destino”


Le Onde del Destino, la collezione Romeo Gigli Primavera/Estate 2027 disegnata da Alessandro De Benedetti, affida alla figura del marinaio una riflessione sull’assenza, sull’attesa e sulla persistenza dei legami

romeo gigli

Il mare come territorio della memoria, spazio simbolico in cui la distanza non coincide con la scomparsa e il tempo procede secondo il movimento irregolare delle onde. Da questa suggestione nasce Le Onde del Destino, la collezione Romeo Gigli Primavera/Estate 2027 disegnata da Alessandro De Benedetti, che affida alla figura del marinaio una riflessione sull’assenza, sull’attesa e sulla persistenza dei legami.

La dimensione marina non viene tradotta in riferimenti letterali, ma attraversa la collezione come un codice visivo e sentimentale. Righe, abbottonature, colletti ampi, pantaloni di derivazione nautica, nodi e allacciature appartengono a un immaginario riconoscibile, che De Benedetti sottrae alla consuetudine per ricondurlo al linguaggio di Romeo Gigli. La divisa perde la propria funzione regolamentare, mentre il rigore del guardaroba marinaro si apre alla fluidità, alla trasparenza e a una sensualità costruita per sottrazione.

Le silhouette nascono dall’incontro tra precisione sartoriale e instabilità del movimento. Giacche dalle spalle scoperte, camicie allungate, trench fluidi e smoking decostruiti definiscono una figura verticale, attraversata da torsioni, sovrapposizioni e asimmetrie. I pantaloni riprendono e alterano le proporzioni dell’uniforme navale; le gonne si avvolgono intorno al corpo; gli abiti alternano strutture asciutte a volumi mobili, capaci di trasformarsi durante il passo.

Le righe rosse e bianche oppure blu e bianche percorrono camicie, pantaloni e abiti introducendo un ritmo grafico che accompagna il corpo senza irrigidirlo. Nei tessuti dalla superficie increspata, la regolarità del motivo si altera e assume una qualità quasi cinetica, sottoposta alle deformazioni visive prodotte dall’acqua e dal vento.

Nel Lacci Dress, le balze e le coulisse frammentano la continuità dell’abito e ne ridisegnano il volume. Lo stesso principio ritorna nel Lacci Top e nella Lacci Skirt, dove le allacciature diventano elementi strutturali: trattengono il tessuto, regolano le proporzioni e rendono visibile il processo attraverso cui il capo si compone intorno alla figura.

La componente sartoriale trova espressione nella Giacca Atena, nel Submarine e negli smoking, declinati attraverso linee nette, scollature inattese e volumi che riconsiderano il rapporto tra corpo e struttura. Il Doctor Who Trench, in satin lavato o voile ricamato, perde il peso tradizionalmente associato al capospalla e acquista la consistenza di una veste.

Gli abiti introducono una dimensione più rarefatta. Lullaby, Coral Reverie e Like a Virgin affidano al chiffon di seta e viscosa e al voile ricamato un movimento continuo, segnato da drappeggi diagonali, aperture e orli irregolari. Arden utilizza il tulle di cotone per costruire una figura stratificata; Jezebel mette in relazione il lino ricamato con la trasparenza; Glide, in pizzo e tulle nero, introduce una tonalità più profonda e notturna.

Chiffon, voile ricamato, lino, pizzo e tulle definiscono le parti più leggere della collezione, mentre denim, twill e cotone sostengono le silhouette di derivazione sartoriale e marittima. Il satin lavato crea superfici fluide dalla luminosità attenuata; le righe increspate interrompono l’uniformità del disegno e restituiscono alla materia un carattere irregolare.

La palette deriva da un paesaggio marino colto nelle sue variazioni atmosferiche. Bianco, off-white, skin e beige dialogano con il light blue, il dusty blue e il navy. Il sage green introduce una nota acquatica più opaca, il rosa del satin lavato richiama una luce crepuscolare, mentre il rosso agisce come un segnale visivo. Il nero concentra la parte più rigorosa e drammatica della collezione.

Con Le Onde del Destino, Alessandro De Benedetti sviluppa una riflessione sul rapporto tra permanenza e trasformazione. Gli elementi dell’abbigliamento marinaro vengono riletti nelle proporzioni, nelle funzioni e nei significati, mentre il patrimonio formale di Romeo Gigli riaffiora nella sensibilità dei volumi, nel dialogo tra corpo e materia e in una concezione della femminilità sottratta a ogni definizione univoca. La memoria non assume il carattere della nostalgia, ma diventa una componente attiva del progetto.