Nella struttura di Irkutsk, in Siberia, in cui si è verificato il contagio da peste è previsto uno dei massimi livelli di biosicurezza, il grado 3
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L’allarme per il possibile focolaio di peste in Siberia non solo porta subito alla mente la trama di alcuni inquietanti film di fantascienza in cui si verificano contagi nel corso di delicati studi (vedi ‘Virus letale’, o ‘Contagion’), ma apre inevitabilmente interrogativi sulla sicurezza di questi laboratori. A cosa servono? Come funzionano? E non è troppo rischioso conservare e maneggiare batteri vivi responsabili di malattie così pericolose?
L’ANTIBIOTICO-RESISTENZA
I laboratori di biosicurezza (come lo era quello di Irkutsk, in Siberia, dove si è verificato il contagio) si occupano di studiare i batteri vivi con l’obiettivo di sviluppare cure e monitorare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza che negli ultimi anni ha creato grandi problemi in ambito sanitario. Anche per la peste – per cui gli antibiotici esistono – questa indagine è necessaria, perché ci sono alcuni ceppi resistenti agli antibiotici che potrebbero diffondersi creando rischi di epidemie incontrollate.
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IL LIVELLO DI SICUREZZA
Il laboratorio dell’istituto antipeste di Irkutsk in cui si è verificata la rottura di una provetta che ha causato il contagio è un laboratorio di tipo BSL-3, ovvero uno tra quelli di grado più elevato di biosicurezza. Il più elevato è BSL-4, dove si studiano gli agenti patogeni di malattie per cui non esistono ancora i vaccini (come ad esempio l’ebola).
REGOLE E PROTOCOLLI
Nei laboratori di biosicurezza, i batteri vivi della peste vengono manipolati in condizioni di elevato isolamento: vengono ad esempio previsti sistemi di filtraggio dell’aria ad alta efficienza (Hepa) per impedire la fuga aerea del batterio (particolarmente pericoloso nella forma di peste polmonare). Non solo: l’accesso a questi laboratori è strettamente regolato ed è obbligatorio l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale (Dpi) avanzati. Ancora: sono solitamente applicati rigidi protocolli di contenimento e sterilizzazione proprio per evitare incidenti da contatto o da taglio, come quello purtroppo registrato in Siberia. Oltre a contenere la possibile epidemia, dunque, le autorità ora dovranno anche accertare cosa non abbia funzionato all’Istituto antipeste di Irkutsk e se ci siano stati errori.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)