Sconti Eni non piacciono a “pompe bianch”. Per i taxi “Non basta”. In Sicilia i tir annunciano il fermo


Le associazioni di distributori di carburante valuterebbero l’esposto per abuso di posizione dominante

Non tutti, a dire il vero, hanno preso bene l’annuncio di uno sconto ai distributori Eni e IP. Anzi, c’è chi lo ha accolto come una vera e propria dichiarazione di guerra. A opporsi duramente all’introduzione del tetto ai prezzi deciso dalle due compagnie sono i piccoli petrolieri indipendenti, i gestori delle cosiddette “pompe bianche” e le relative associazioni di categoria, come Figisc.

FIGISC: “TUTELARE TUTTI DALLA CONCORRENZA SLEALE”

Proprio l’associazione dei distributori di carburante che fa a capo a Confcommercio ha liquidato l’iniziativa di Eni e Ip come uno svantaggio competitivo che potrebbe anche essere valutato come abuso di posizione dominante e ha convocato per oggi il consiglio nazionale per valutarne l’impatto.
“Dopo il consiglio – spiega Bruno Bearzi, il presidente Figisc, intervistato da Repubblica – sentiremo i colleghi di Faib e di Fegica, stabilendo una linea che concorderemo a livello unitario per tutelare i gestori di tutti i marchi, evitando sperequazioni”. Anche se lo stesso Bearzi precisa che non c’è ancora una presa di posizione ufficiale e unitaria, tra le valutazioni in atto, non è escluso il ricorso all’Antitrust.

“Siamo convinti che tutti dovrebbero avere le stesse possibilità di competere – spiega il numero uno di Figisc – concorderemo la linea a livello unitario come procedere”. Di certo, il taglio annunciato è una via difficilmente praticabile per i propri associati: “Chi acquista carburante da rivendere in convenzione, e costituiscono il 50% della rete, non sono nelle condizioni di praticare un prezzo inferiore e quindi subiranno una diminuzione delle vendite”.

Insomma, i piccoli distributori indipendenti e i marchi minori non dispongono dei margini industriali o delle risorse delle grandi compagnie per poter tagliare i prezzi. “C’è sicuramente un aspetto della questione che può essere ricondotto alla concorrenza sleale – è il succo della questione per Bearzi – visto che c’è una forte differenza tra chi ha una filiera integrata e chi ha una rete di dieci impianti: noi come organizzazione dobbiamo tutelarli tutti”.

tassista

TAXI E TIR: “NON BASTA”

Ma lo scontento non riguarda solo ‘i concorrenti’. Si allarga a chi sostiene che il tetto al prezzo dei carburanti non basti. È questa la posizione dei sindacati di categoria dei taxi, che chiedono al governo un intervento sul costo extra sostenuto dagli operatori negli ultimi mesi. In particolare, Unica Taxi Filt Cgil e Uiltrasporti hanno già chiesto un incontro al ministero dei Trasporti Matteo Salvini e non escludono il fermo del servizio.

E poi il trasporto su tir: come spiega infatti il quotidiano “il Messaggero”, il price cap di Eni riguarda soltanto la distribuzione retail, escludendo il canale di vendita all’ingrosso dove si riforniscono, tra gli altri gli autotrasportatori. Già venerdì scorso Assotir aveva minacciato di fermare il Paese, se il governo non avrebbe convocato a breve le associazioni dell’autotrasporto per affrontare l’emergenza del caro-gasolio. Ma non tanto per un vero e proprio sciopero: “Se il Governo rimarrà inerte, i trasportatori non si fermeranno per protesta, ma semplicemente perché senza gasolio i camion non si accendono- è infatti l’amara e finale constatazione di Anna Vita Manigrassola, presidente Assotir, affidata ad una nota- E inevitabilmente, tutto questo si ripercuoterà a macchia d’olio sull’intero sistema produttivo del Paese”.

Al Centro Ricerche ENEA Trisaia (Matera) è stato ideato e testato un sistema innovativo che consente di individuare in tempo reale i veicoli pesanti in sovraccarico, smistandoli su percorsi alternativi

COMITATO AUTOTRASPORTO SICILIA: TIR FERMI NEI PIAZZALI DAL 16 AL 20 OTTOBRE

Nel frattempo è arrivato l’annuncio del primo stop del settore: i tir aderenti al Comitato autotrasporto siciliano si fermeranno da venerdì 16 a martedì 20 ottobre per protestare contro il caro-gasolio. Nessuna manifestazione e nessun presidio saranno organizzati, semplicemente i tir resteranno fermi nei piazzali e non ritireranno i semirimorchi dai porti.

“Non avendo avuto nessun riscontro da parte del governo nazionale alla nostra richiesta di intervento sul caro carburante e nessuna notizia relativa ai pagamenti del Sea Modal Shift, il Comitato ha proclamato il fermo dei trasporti e non movimenterà i propri semirimorchi nei porti della Sicilia – dice Salvatore Bella, rappresentante del Comitaro -. Rimarremo fermi con i nostri camion nei nostri piazzali fino a quando il governo non ci darà delle risposte”.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)