Stretta sulle auto blu, una direttiva del Governo impone il rigore a ministri e sottosegretari per il 2027. Sforbiciata da 100 milioni tra rincari energetici e vincoli di bilancio europei
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Una netta accelerazione sui tagli ai costi della politica e un piano d’intervento d’impronta rigorosa nella gestione delle risorse pubbliche. Come rivelato da Il Fatto Quotidiano, Palazzo Chigi ha varato una direttiva orientata all’austerity che impone un risparmio complessivo di 100,9 milioni di euro per il 2027, raddoppiando l’importo dei tagli già previsti per l’anno precedente.
Il provvedimento, lungo venticinque pagine e firmato dal segretario generale della presidenza del Consiglio Carlo Deodato, traccia linee guida vincolanti per ministri senza portafoglio, sottosegretari e strutture di missione.
LA DIRETTIVA SULL’AUSTERITY E IL TAGLIO DA 100 MILIONI
L’intervento impone ai centri di spesa dell’esecutivo un drastico ridimensionamento dei budget di funzionamento in vista del bilancio pluriennale. La misura raddoppia i 50,9 milioni di euro di tagli fissati per il 2026, aggiungendosi ai contributi già richiesti alle strutture di governo nelle precedenti manovre. Entro la metà di ottobre le diverse articolazioni della presidenza del Consiglio dovranno far pervenire i propri bilanci preventivi adeguati ai nuovi parametri di rigore finanziario.
CARO CARBURANTI E REGOLE UE: LE RAGIONI DEL RISPARMIO
Il piano di contenimento della spesa si inserisce all’interno della strategia di addebitamento alle nuove regole della governance economica europea. Come evidenziato nel testo del documento citato dal quotidiano, le motivazioni della stretta risiedono anche nel complesso quadro macroeconomico e geopolitico globale. Il perdurare del conflitto in Europa orientale e il riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente hanno provocato forti rincari sui mercati delle materie prime energetiche e dei carburanti, spingendo l’esecutivo ad adottare criteri d’azione improntati alla massima prudenza ed essenzialità.
STRETTA SU AUTO BLU, MISSIONI E CONVEGNI
Il documento fissa tetti di spesa e limiti quantitativi molto rigidi per ogni singola voce di funzionamento istituzionale. Per quanto concerne la flotta delle auto blu di Stato, la spesa complessiva non potrà superare il limite del 30% rispetto ai livelli sostenuti nel 2011. Sul fronte delle missioni e delle trasferte viene disposto un abbattimento netto del 50%, dal quale restano escluse soltanto le partecipazioni a vertici internazionali o lo svolgimento di compiti ispettivi indifferibili. Tetti analoghi vengono applicati a consulenze, convegni e spese di rappresentanza, contingentati entro un limite massimo del 20% rispetto ai parametri del 2009, mentre i rimborsi spese per gli organi collegiali sono bloccati alla soglia massima di 30 euro al giorno.
TAGLI LINEARI E PENALIZZAZIONI PER CHI SPRECA
A completare l’impianto dell’austerity di governo vi è l’applicazione di un taglio lineare del 5% sui consumi interni della presidenza del Consiglio. Il provvedimento introduce inoltre un rigoroso sistema di monitoraggio sui consuntivi di spesa. Le strutture che non utilizzeranno i fondi in modo efficiente o che conseguiranno risparmi a consuntivo vedranno ricalibrate le proprie risorse future, introducendo un meccanismo di penalizzazione per i centri di spesa meno virtuosi e premiando i dipartimenti capaci di generare effettive economie di bilancio.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)