Neonati sepolti a Traversetolo, appello della Procura contro Chiara Petrolini: “C’è la prova che anche il primo figlio fosse vivo”
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La Procura della Repubblica di Parma ha depositato oggi appello contro la sentenza emessa lo scorso 24 aprile dalla Corte di Assise di Parma nei confronti di Chiara Petrolini, la studentessa 22enne accusata del duplice omicidio premeditato dei suoi due figli neonati e di soppressione dei loro cadaveri che ha seppellito nel giardino della casa di Vignale di Traversetolo, nel parmense.
La giovane è stata condannata in primo grado a 24 anni e tre mesi di reclusione ma è stata assolta dai giudici per l’omicidio del primo figlio, partorito a maggio del 2023, perché secondo i giudici mancavano le prove del fatto che il bambino fosse nato vivo. Di diverso avviso la Procura ducale secondo cui, dall’articolato ragionamento effettuato dalle consulenti tecniche del pubblico ministero, “si può desumere la prova della vitalità del bambino al momento del parto e, di conseguenza, anche la responsabilità della Petrolini anche per l’omicidio aggravato premeditato“.
L’ufficio giudiziario guidato da Alfonso D’Avino impugna inoltre la sentenza di primo grado nella parte in cui ha riqualificato il reato di soppressione del cadavere del secondo neonato– dato alla luce ad agosto del 2024- in quello meno grave di occultamento di cadavere. La Procura ritiene infatti che la circostanza che del tutto casualmente il cane di casa abbia ritrovato i resti del piccolo, “non possa incidere sulla volontà della Petrolini, che era quella di far sparire definitivamente (e quindi sopprimere) anche il secondo cadavere, così come era avvenuto poco più di un anno prima per l’altro figlio dell’imputata”. Le questioni sollevate passano ora al vaglio della Corte di Assise di Appello di Bologna.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)