11 settembre, 25 anni dopo: quest’anno un minuto per omaggiare i morti di tumori e patologie


Minuti di silenzio, la lettura dei nomi delle vittime, le cerimonie da Manhattan, dal Pentagono (con Trump) e a Shanksville. Gli Stati Uniti si fermano per ricordare gli attentati

Venticinque anni fa un aereo di linea da 135 tonnellate lanciato a oltre 640 chilometri orari si schiantò contro il 96esimo piano di un grattacielo di Manhattan, squarciando la storia.

Pompieri del World Trade Center

Come ogni anno dal 2001, sopravvissuti, familiari delle vittime e rappresentanti delle istituzioni si sono riuniti a Manhattan per la lettura dei nomi delle quasi 3.000 persone uccise negli attacchi a New York, al Pentagono e a Shanksville, in Pennsylvania, dove sono previste cerimonie analoghe. Il rito a New York è iniziato, come da tradizione, alle 8:46 con un minuto di silenzio in coincidenza con lo schianto del volo American Airlines 11 sulla Torre Nord, seguito da altri cinque minuti dedicati agli altri momenti importanti della tragedia.

La novità di quest’anno è un settimo minuto di silenzio, introdotto in memoria di chi è morto negli ultimi venticinque anni per tumori e altre patologie legate all’inalazione delle polveri tossiche disperse nei giorni e mesi successivi agli attentati. Un’aggiunta che riflette un dato ormai consolidato: i decessi collegati alle conseguenze sanitarie dell’11 settembre continuano ad aumentare e si stima abbiano superato il numero delle vittime dirette di quel giorno.

Il sindaco Zohran Mamdani ha reso pubbliche oltre 170.000 pagine tra rapporti, documenti e corrispondenza che suggeriscono come, nell’urgenza di far ripartire Lower Manhattan e Wall Street, i vertici cittadini dell’epoca abbiano minimizzato i rischi legati alla qualità dell’aria. “Le persone si sono ammalate perché i leader di cui si fidavano hanno mentito, dicendo loro che potevano respirare aria tossica in tutta sicurezza”, ha dichiarato Mamdani.

11 settembre

Alla cerimonia di New York sono presenti tutti e quattro gli ex presidenti viventi – Clinton, Bush, Obama e Biden – così come lo stesso Mamdani, primo sindaco musulmano della città, la cui partecipazione era stata contestata da una petizione firmata da migliaia di familiari delle vittime e da esponenti di destra, tra cui l’ex sindaco Rudolph Giuliani.

 

Il presidente Trump ha scelto invece di partecipare alla cerimonia al Pentagono. A New York c’è il vicepresidente JD Vance.

“Confermo che non dimenticheremo mai ciò che è accaduto l’11 settembre e che oggi combattiamo nel rispetto di quel giuramento”. Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando alla cerimonia dell’11 settembre al Pentagono. “Oggi stiamo lottando duramente e non abbiamo altra scelta che la vittoria”, ha affermato.

agnesepriorelli

Giornalista