Fuori ora su YouTube il videoclip di “Nella spiaggia deserta”, l’ultimo singolo della cantautrice Elaisa Mancini
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Fuori ora su YouTube il videoclip di “Nella spiaggia deserta”, l’ultimo singolo della cantautrice Elaisa Mancini che dal 28 agosto è in radio e su tutte le piattaforme digitali. Il video si sviluppa come un cortometraggio psichedelico e onirico in tre movimenti: il mare come spazio di apertura, la danza solitaria come atto liberatorio, la psichedelia come punto di arrivo. I colori brillanti e ipersaturi costruiscono un’atmosfera fuori dal tempo. Nella parte finale, effetti caleidoscopici e sovrapposizioni di strati visivi creano un’espansione dell’immagine che evoca fluidità, vitalità e dissoluzione dei limiti. Un lavoro visivo che riflette il messaggio del brano: la libertà come esperienza sensoriale.
GUARDA IL VIDEOCLIP: https://youtu.be/kSTkSIWl6bQ
È il primo singolo di cui la cantautrice firma anche la produzione musicale e racconta la chiusura di qualcosa che non fa più bene, e la riscoperta di una vitalità assopita: un fiore che torna ad aprirsi al sole, un calore interno che chiede espansione. Il brano è un inno alla libertà ritrovata, alla fiducia nel proprio senso di direzione che si muove con grazia tra cantautorato elettronico, suggestioni ambient e influenze melodic house.
Il tempo disteso e la sua struttura fluida, costruita per naturale accumulo di strati, creano uno spazio sonoro immersivo.
“Il brano nasce da un esercizio di respirazione in cui, ad un certo punto, le tensioni si allentano e affiora un’immagine: una spiaggia libera, deserta, senza sguardi. Un luogo sensoriale in cui il corpo si ricorda di esistere senza costrizioni”. – Elaisa Mancini.
Anche la produzione musicale segue questo percorso: da un respiro sospeso e contemplativo si apre progressivamente verso un groove più fisico e incalzante. La voce, prima confidenziale e poi espansa in vocalizzi caldi e liberatori, smette di essere solo canto e diventa essa stessa paesaggio. Il sound design è materico e avvolgente. Field recording e dettagli organici sono sapientemente integrati nel tessuto elettronico, dove il respiro dell’ascoltatore è guidato da synth ariosi e bassi profondi.