Perché 1 badante su 3 non funziona? I 7 errori da non commettere nella ricerca per trovare la persona giusta


Trovare una badante qualsiasi non equivale a trovare la persona adatta. I dati di una recente analisi di ElderLink mostrano una realtà preoccupante, con una famiglia su tre che si dichiara insoddisfatta della scelta fatta

badante convivente

Lo sappiamo ormai tutti, l’Italia è un Paese che invecchia e con l’aumento delle persone anziane che hanno bisogno di assistenza, per sempre più famiglie arriva il momento di trovare una soluzione che permetta di conciliare la cura dei propri cari con gli impegni quotidiani. Una necessità che diventa ancora più evidente con il ritorno in ufficio e la ripresa della routine, quando stare accanto a un genitore o a un familiare anziano durante tutta la giornata diventa più complicato.

Riuscire a trovare una badante però molte volte non significa necessariamente riuscire a trovare quella giusta infatti secondo un’analisi condotta da Elderlink, il 27,9% dei rapporti di lavoro con le badanti viene avviato e concluso nello stesso anno, mentre il 12,6% termina addirittura entro il primo mese. Che sia per incompatibilità personali o difficoltà organizzative circa una famiglia su tre segnala infatti un disallineamento tra le competenze attese e la qualità professionale della persona assunta, ritenendo che la badante non risponda pienamente alle aspettative iniziali.

È proprio nella fase della scelta, quindi, che si gioca una parte importante della buona riuscita del rapporto. Quando c’è urgenza, la stanchezza può portare a concentrarsi sulla prima disponibilità, sul prezzo o sulla vicinanza, lasciando in secondo piano elementi che nel quotidiano possono fare la differenza. Per aiutare le famiglie che si trovano proprio ora a dover affrontare questa ricerca, Elderlink ha raccolto i sette errori più comuni da evitare quando si cerca una badante.

  1. Iniziare la ricerca senza aver definito il bisogno reale: prima di iniziare è importante avere chiaro quante ore di assistenza servono, in quali momenti della giornata e quali sono concretamente le necessità della persona da assistere, dalla mobilità all’igiene personale, dalla preparazione dei pasti alla semplice presenza quotidiana. Definire il bisogno permette di confrontare i profili in modo più efficace e di evitare colloqui con persone che, pur essendo disponibili, non hanno caratteristiche compatibili con la situazione familiare.

  1. Fermarsi al primo profilo disponibile: quando la necessità di assistenza è urgente, la prima persona disponibile può sembrare immediatamente la soluzione. Un profilo può essere libero da subito ma non avere l’esperienza richiesta, non essere adatto al contesto familiare o non rispondere alle esigenze dell’anziano. Confrontare più profili e prendersi il tempo per una prima selezione significa quindi ridurre il rischio di dover ricominciare la ricerca dopo pochi giorni.
  1. Valutare solo il prezzo o la vicinanza: costo e distanza sono naturalmente elementi importanti per una famiglia, ma non possono essere gli unici criteri di scelta. Una persona che vive vicino o che propone un costo più conveniente potrebbe infatti non avere l’esperienza o le caratteristiche necessarie per rispondere al bisogno specifico. Nel tempo diventano altrettanto importanti affidabilità, continuità ed esperienza. Una scelta basata esclusivamente sulla convenienza iniziale può infatti tradursi in cambi frequenti e maggiore instabilità, proprio quando l’anziano ha bisogno di riferimenti chiari e di una routine il più possibile stabile.

  1. Non verificare in modo concreto informazioni ed esperienza: un profilo completo e una descrizione positiva non sono sufficienti per capire se una persona sia realmente adatta. È importante verificare che l’esperienza dichiarata sia coerente con la situazione che dovrà affrontare, considerando il tipo di assistenza già svolta, l’esperienza maturata in ambito domiciliare e la capacità di gestire routine quotidiane complesse. La verifica deve essere concreta e permettere di distinguere tra un’esperienza generica e competenze realmente pertinenti rispetto alle necessità della famiglia.

  1. Non fare un colloquio approfondito: messaggi e telefonate possono essere utili per un primo contatto, ma difficilmente bastano per una scelta così delicata. Il colloquio permette di andare oltre le informazioni di base e capire come la persona comunica, come ascolta, come affronta determinate situazioni e quali sono le sue aspettative. In un rapporto di assistenza domiciliare, infatti, la componente relazionale ha un peso importante e raccontare con chiarezza il contesto familiare, spiegare le esigenze dell’anziano e fare domande precise permette di capire fin dall’inizio se ci siano aspettative realmente compatibili.

  1. Trascurare la compatibilità con l’anziano e con la famiglia: la persona scelta non lavorerà in un ambiente qualsiasi, ma entrerà nella quotidianità della famiglia e si relazionerà direttamente con l’anziano. Per questo esperienza e requisiti formali non sono gli unici elementi da considerare. Anche il modo di comunicare, la capacità di adattarsi ai ritmi della casa, il rispetto degli spazi e l’attenzione alla persona assistita contribuiscono a rendere sostenibile il rapporto nel tempo. Non si tratta di cercare una sintonia perfetta, ma di verificare che esistano le condizioni per una relazione professionale serena e rispettosa.

  1. Affidarsi a canali troppo generici e dispersivi: la ricerca online offre oggi numerose possibilità, ma non tutti i canali permettono di orientarsi con la stessa facilità. Annunci incompleti, informazioni difficili da confrontare e contatti provenienti da fonti diverse possono rendere la selezione più lunga e meno ordinata, soprattutto quando una famiglia deve prendere una decisione in tempi brevi. Utilizzare un canale specializzato nel senior care può aiutare a rendere la ricerca più focalizzata, partendo da informazioni più facilmente confrontabili e da un processo costruito intorno alle esigenze specifiche dell’assistenza.

“Quando una famiglia cerca una badante spesso lo fa in un momento di grande necessità e può essere naturale voler trovare una soluzione nel minor tempo possibile. Ma proprio la fretta rischia di portare a una scelta che non tiene conto di tutti gli elementi necessari. Il nostro obiettivo è aiutare le famiglie a fermarsi sui criteri che contano davvero, perché la vera sfida è trovare la persona adatta alle esigenze dell’anziano e della famiglia e costruire le condizioni perché il rapporto possa funzionare nel tempo” commenta Sabrina Cunsolo, co-founder di Elderlink.