Femminicidio Tania Terrin, ispettori in Procura? La smentita del Ministero della Giustizia. In 24 anni Keber denunciato da quattro donne sempre per maltrattamenti
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“In merito alla vicenda del femminicidio di Tania Terrin e all’eventuale invio di Ispettori, il Ministero della Giustizia informa che il caso, nella sua gravità, è oggetto di valutazione, ma che nessuna iniziativa è stata intrapresa”. Poche e laconiche parole in un comunicato stampa del Ministero della Giustizia intervengono sulla morte di Tania Terrin, 39 anni, uccisa dall’ex a Camponogara, nel Veneziano. Un femminicidio che è diventato caso nazionale perché ha evidenziato evidente falle nel sistema del ‘Codice Rosso’ che dovrebbe velocizza i procedimenti penali per i reati di violenza domestica e di genere e, sopratutto, mettere in sicurezza le vittime che denunciano.
Tania è stata strangolata- come ha confermato l’autopsia eseguita oggi, venerdì 21 agosto- la notte di Ferragosto ma solo 4 mesi prima aveva sporto denuncia contro il suo assassino, il 43enne Dino Keber, suicida dopo aver compiuto il delitto. Tania si era decisa a formalizzare querela per violenze dopo due anni di soprusi, minacce, botte, ma soprattutto dopo un primo tentativo di strangolamento. Quella denuncia aveva portato solo ad un ammonimento del Questore di Venezia per Keber. Nonostante, lo stesso uomo avesse dei precedenti: nei suoi confronti erano state presentate altre tre denunce dalle sue ex. La prima nel 2002, le successiva al 2010 e al 2021. Il copione sempre lo stesso: botte, pronto soccorso, denuncia poi successivamente ritirata. In ventiquattro anni, dal 2002 al 2026, il meccanico di Dolo aveva collezionato quattro denunce per maltrattamenti presentate da quattro compagne diverse. Ma i fascicoli sono stati archiviati, proprio a seguito del ritiro delle denunce. E la prima della serie, secondo quanto riferisce il quotidiano La Repubblica, era finita proprio sul tavolo dell’allora pm di Venezia Carlo Nordio, oggi Guardasigilli.
Di qui i dubbi espressi anche dal sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni: “Bisogna capire cosa non ha funzionato” si è sbilanciato, dopo aver dichiarato che il femminicidio di Tania Terrin è “una sconfitta per lo Stato”. Parole che sono state subito interpretate con la volontà di mettere sotto la lente l’operato della Procura di Venezia da parte del Ministero della Giustizia e un imminente invio di ispettori. Di qui la nota di Via Arenula che conferma di aver attenzionato il caso, ma di non aver – ancora- disposto una ispezione.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)