DIVENIRE-FUMO: La Sindone della Carne e il Trittico della Voce di e con la performer vocale Valentina Sciurti in dialogo con l’azione pittorica di Giovanni De Milito il 23 agosto
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Un unico, lungo sudario adagiato al suolo come una reliquia profana. È su questo tessuto che la figura di Valentina Sciurti si srotola e prende vita, intraprendendo un cammino di metamorfosi scandito lungo il percorso dall’assunzione di tre pozioni rituali.
La vocalità è il motore invisibile dell’azione: una vera e propria voce architettura liquida che si compone di continui strati sonori. Dai respiri diaframmatici, i sospiri e le fonazioni arcaiche, la voce cresce fino alla polifonia dei canti in trance. Grazie all’uso della loop station, l’elettronica stratifica il suono, trasformando il respiro in un’onda di marea che attraversa la spina dorsale e muove la carne.
La Pittura: l’eco visiva delle periferie.
L’azione pittorica di Giovanni De Milito non illustra ma capta il vapore spirituale emanato dai terminali radianti del corpo: la chioma, i palmi, le dita di mani e piedi. Il gesto monocromo si fa spettrogramma visivo e traduzione materiale del soffio, trasformando il grido e il silenzio in traccia solida.
Dal rito all’opera organica, il viaggio continua in studio
attraverso le tre stazioni della performance. La tela assorbe l’impronta di questo passaggio e viene infine tagliata in tre parti, dando vita a un trittico.
Ma l’azione performativa è solo l’inizio: l’opera non è finita sul palco.
I tre pannelli costituiscono il germe di un processo che il pittore proseguirà successivamente in studio.