Unitree, l’azienda cinese che produce robot umanoidi sbanca in Borsa


Le azioni sono balzate fino al 629% nel mercato di Shanghai

Sei volte il valore iniziale, in poche ore di contrattazioni. È il risultato ottenuto da Unitree Robotics, azienda cinese produttrice di robot umanoidi, al suo debutto sulla Borsa di Shanghai. Nelle prime ore di scambi, il titolo è schizzato di quasi il 500%, portando la capitalizzazione di mercato a circa 53 miliardi di dollari. Solo poche settimane prima, Unitree aveva fissato il prezzo dell’offerta pubblica iniziale a circa 22 dollari per azione, puntando a raccogliere 900 milioni di dollari con una valutazione stimata di 9 miliardi. A un certo punto della giornata, il rialzo ha toccato addirittura il 629%.

La corsa al titolo Unitree arriva a meno di un mese di distanza da un fenomeno simile che ha coinvolto un’altra protagonista del boom cinese dell’IA: ChangXin Memory Technologies, nota come CXMT, principale produttore nazionale di chip di memoria. Anche in quel caso, la domanda globale di semiconduttori necessari per alimentare sistemi di intelligenza artificiale sempre più potenti ha scatenato un’ondata di entusiasmo speculativo. Le azioni CXMT sono salite del 470% nel primo giorno di quotazione, continuando poi a crescere fino a raggiungere una capitalizzazione di circa 545 miliardi di dollari, superando Tencent e diventando la società quotata di maggior valore in tutta la Cina.

Chi ha acquistato azioni Unitree nel giorno del debutto ha scelto di ignorare, o forse minimizzare, un’incertezza tutt’altro che trascurabile sulle reali prospettive dell’azienda. Resta infatti tutto da vedere quanto rapidamente potrà affermarsi un vero mercato di massa per macchine capaci di muoversi e comportarsi come esseri umani. Nelle fabbriche, per esempio, la maggior parte dei robot umanoidi si trova ancora in fase sperimentale, lontana da un impiego su scala industriale.

robotica collaborativa

Con sede nella città orientale di Hangzhou, Unitree si è costruita una reputazione internazionale grazie a dimostrazioni spettacolari che mettono in mostra forza e agilità delle proprie macchine: video di robot che eseguono mosse di kung fu, scalano pareti verticali o compiono salti mortali all’indietro hanno collezionato milioni di visualizzazioni online.

Ma dietro la vetrina spettacolare, i numeri dell’azienda restano relativamente contenuti: nel 2025 Unitree ha generato un fatturato di circa 250 milioni di dollari (comunque quadruplicato rispetto all’anno precedente) risultando comunque in attivo. La concorrenza, però, si fa sempre più agguerrita, sia da parte di rivali cinesi che di start-up statunitensi specializzate nello stesso settore.

Nonostante queste incertezze, molti analisti restano convinti che i robot umanoidi diventeranno presto un comparto industriale di primo piano. Anche i governi guardano con crescente attenzione strategica ai robot umanoidi come tecnologia chiave nel campo dell’IA. Il mese scorso, la Commissione federale statunitense per le comunicazioni (FCC) ha annunciato l’intenzione di vietare l’importazione di nuovi robot umanoidi e quadrupedi prodotti all’estero, citando esplicite preoccupazioni legate alla sicurezza nazionale.

Unitree stessa ha segnalato questo rischio nella documentazione ufficiale per la quotazione in borsa, avvertendo gli investitori che i propri nuovi modelli potrebbero finire nella lista nera statunitense. L’azienda continua a realizzare la maggior parte delle vendite sul mercato domestico cinese, ma gli acquirenti americani hanno comunque rappresentato il 13% del fatturato complessivo lo scorso anno.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)