Nuovo accordo di ricerca per Eli Lilly, che ha scelto la piattaforma di antibody discovery di OmniAb per sviluppare un programma terapeutico diretto contro un canale ionico
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Nuovo accordo di ricerca per Eli Lilly, che ha scelto la piattaforma di antibody discovery di OmniAb per sviluppare un programma terapeutico diretto contro un canale ionico. L’intesa prevede un pagamento iniziale, il cui valore non è stato comunicato, e fino a 370 milioni di dollari in milestone legate alla ricerca, allo sviluppo e alla commercializzazione, oltre a royalty progressive sulle eventuali vendite. Target e modalità terapeutica rimangono per ora riservati.
L’accordo di licenza annunciato il 17 agosto amplia la collaborazione tra la grande industria farmaceutica e le biotech specializzate nella scoperta di molecole contro bersagli biologicamente interessanti ma particolarmente complessi.
Nel caso di OmniAb, il valore tecnologico risiede soprattutto nella capacità di generare e selezionare anticorpi contro target difficili, tra i quali proprio canali ionici e trasportatori di membrana.
I dettagli sul nuovo programma sono ancora limitati. Non è stato comunicato quale canale ionico sarà preso di mira, né la patologia alla quale sarà destinato il potenziale trattamento. Non è stata resa nota neppure la modalità terapeutica definitiva, anche se il core business di OmniAb rende plausibile che il programma possa coinvolgere un anticorpo o una molecola derivata dalle sue piattaforme di antibody discovery.
Perché i canali ionici sono bersagli così interessanti
I canali ionici sono proteine inserite nella membrana cellulare che regolano il passaggio selettivo di ioni come sodio, potassio, calcio e cloro tra l’interno e l’esterno della cellula.
Sono essenziali per una quantità straordinaria di processi fisiologici: dalla generazione dell’impulso nervoso alla contrazione muscolare, dal ritmo cardiaco alla secrezione ormonale, fino alla percezione del dolore.
Le alterazioni della loro funzione sono coinvolte in numerose patologie, comprese malattie neurologiche, cardiovascolari, metaboliche e rare di origine genetica.
Non sorprende quindi che i canali ionici siano da tempo importanti bersagli farmacologici. Numerosi farmaci già utilizzati nella pratica clinica – dagli antiaritmici agli antiepilettici, fino ad alcuni analgesici e antipertensivi – esercitano la propria azione modulando direttamente o indirettamente questi canali.
Ma esiste un paradosso: pur essendo bersagli estremamente interessanti, molti canali ionici rimangono difficili da trasformare in target farmacologici selettivi.
Perché sviluppare anticorpi contro i canali ionici è difficile
Gran parte dei farmaci che modulano i canali ionici sono tradizionalmente piccole molecole. Queste possono però avere problemi di selettività perché membri appartenenti alla stessa famiglia di canali presentano spesso strutture molto simili.
Colpire il canale sbagliato può determinare effetti off-target importanti, soprattutto quando le proteine coinvolte sono espresse nel cuore o nel sistema nervoso.
Gli anticorpi potrebbero teoricamente offrire una maggiore selettività, riconoscendo regioni extracellulari molto precise della proteina. Ma svilupparli è tecnicamente complesso.
I canali ionici sono infatti proteine di membrana con strutture tridimensionali sofisticate e spesso con porzioni extracellulari relativamente piccole. Riprodurne correttamente la conformazione per generare anticorpi capaci non soltanto di legarsi al bersaglio, ma anche di modificarne in modo appropriato la funzione, rappresenta una sfida considerevole.
È precisamente su questo terreno che OmniAb ha costruito parte della propria tecnologia.
Biological Intelligence, il motore di OmniAb
Al centro della piattaforma dell’azienda si trova il sistema denominato Biological Intelligence, basato sull’utilizzo di animali transgenici geneticamente modificati affinché il loro sistema immunitario produca anticorpi contenenti sequenze umane.
La società utilizza diverse specie – tra cui topi, ratti e polli geneticamente modificati – sfruttando le differenti caratteristiche dei loro sistemi immunitari per aumentare la diversità degli anticorpi ottenibili.
L’approccio non si limita però alla generazione degli anticorpi.
OmniAb integra design computazionale degli antigeni, screening fenotipico ad alta capacità delle singole cellule B, sequenziamento e analisi di grandi dataset, con l’obiettivo di individuare candidati dotati delle caratteristiche necessarie per diventare potenziali farmaci.
Per i canali ionici e i trasportatori di membrana, la società dispone inoltre di tecnologie specifiche per la produzione dei reagenti e di saggi proprietari destinati a valutare gli anticorpi identificati.
In sostanza, l’obiettivo è passare dalla semplice identificazione di un anticorpo che riconosce un canale alla selezione di molecole capaci di modularne realmente la funzione con sufficiente potenza e selettività.
Non necessariamente sarà un anticorpo
Un elemento interessante dell’accordo è che le aziende non hanno specificato quale sarà la modalità terapeutica utilizzata.
Sebbene OmniAb sia conosciuta soprattutto per le proprie piattaforme anticorpali, l’azienda possiede competenze più ampie nel campo dei canali ionici.
Un precedente significativo risale al 2025, quando OmniAb ha ceduto ad Angelini Pharma un programma basato su una piccola molecola diretta contro il canale del potassio voltaggio-dipendente Kv7.2, ricevendo 3 milioni di dollari upfront e mantenendo la possibilità di ottenere fino a 170 milioni di dollari in milestone, oltre alle royalty.
Non si può quindi escludere che anche il nuovo progetto possa utilizzare una modalità diversa da un anticorpo convenzionale.
Canali ionici, una nuova frontiera anche per i biologici
Il crescente interesse verso gli anticorpi diretti contro canali ionici e altre proteine multipasso di membrana riflette una tendenza più generale della ricerca farmaceutica: estendere i biologici a target tradizionalmente considerati dominio quasi esclusivo delle piccole molecole.
Il potenziale vantaggio è soprattutto la selettività. Un anticorpo capace di riconoscere una particolare conformazione o una regione extracellulare specifica potrebbe, almeno teoricamente, distinguere meglio tra proteine molto simili e ridurre alcuni effetti off-target.
La sfida è riuscire a ottenere non soltanto il legame al bersaglio, ma la modulazione funzionale desiderata – attivazione, inibizione o stabilizzazione di un determinato stato del canale – mantenendo proprietà farmacologiche compatibili con lo sviluppo di un medicinale.
Perché questo accordo è interessante
Per Lilly l’operazione consente di accedere a una piattaforma specializzata senza dover acquisire direttamente tutta la tecnologia necessaria alla scoperta di molecole contro target particolarmente complessi.
Per OmniAb, invece, l’accordo rappresenta una validazione della propria piattaforma e offre la possibilità di trasformare la tecnologia di discovery in milestone fino a 370 milioni di dollari e future royalty, qualora il programma arrivi con successo sul mercato.
Dal punto di vista scientifico, tuttavia, la parte più interessante sarà scoprire quale canale ionico è stato scelto e con quale modalità verrà colpito. Sono proprio questi due dettagli – per ora mantenuti riservati – che permetteranno di comprendere la reale portata del progetto e l’area terapeutica nella quale Lilly intende investire.
Se il programma dovesse effettivamente basarsi su un anticorpo, l’accordo sarebbe anche un ulteriore segnale dell’interesse dell’industria per una nuova generazione di biologici progettati per affrontare bersagli di membrana storicamente difficili da colpire con elevata selettività.