Dopo la pubblicazione dei compensi di Report, Fdi annuncia interrogazione. Gli inviati replicano: “Cifre false”. Le 10 domande di Fi e la difesa del M5s
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I costi di Report “lievitati in tre anni” e stipendi per i giornalisti “più alti di quelli della premier e del presidente della Repubblica”: monta il caso politico Ranucci-Rai, in parallelo alla vicenda giudiziaria che ha portato in carcere Valter Lavitola, imprenditore amico del conduttore di Report che ha ammesso di essere il mandante dell’attentato fake ai danni del giornalista.
Sotto la lente questa volta un documento pubblicato dal quotidiano “Il Tempo” che riporta in sostanza quanto costa alle casse della Rai il programma di inchiesta Report, condotto da Sigfrido Ranucci, con tanto dei compensi individuali per i giornalisti-collaboratori. Cifre che rimbalzano nelle dichiarazioni odierne dei deputati del Centrodestra, in particolare di Fratelli d’Italia, e su cui non tarda a mancare la reazioni dello stesso conduttore e dei giornalisti della trasmissioni con tanto di annunci di querele.
FILINI (FDI): “A REPORT STIPENDI FARAONICI, L’AZIENDA FACCIA CHIAREZZA. PRONTI A UN’INTERROGAZIONE”
“I dati emersi oggi dall’accurata inchiesta pubblicata oggi da Il Tempo svelano una realtà sconcertante sui costi reali della trasmissione ‘Report’. Altro che produzione interna a ‘costi ridotti’: ci troviamo di fronte a un vero e proprio salasso per le casse del servizio pubblico e, di conseguenza, per le tasche dei cittadini italiani”. A parlare è il deputato di Fratelli d’Italia, Francesco Filini, capogruppo del partito in Commissione di Vigilanza Rai. Filini snocciola i numeri svelati dall’inchiesta battezzata ‘Reportopoli’: “in tre anni i costi per i soli compensi di autori e giornalisti della trasmissione di Sigfrido Ranucci sono lievitati in modo vertiginoso, passando dai 2,2 milioni della stagione 2022-2023 agli oltre 2,9 milioni previsti per il 2024-2025“. E ancora si punta il dito contro “una crescita esponenziale che si traduce in stipendi letteralmente faraonici per i collaboratori di punta, con picchi che superano i 300.000 euro all’anno per il giornalista Giorgio Mottola (oltre 27.500 euro a inchiesta) e i 228.000 euro per Giulia Innocenzi. In pratica, il giornalista Mottola guadagna più del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e più del doppio del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni”.
“RAI CHIARISCA SUI COMPENSI D’ORO E PRESTO L’INTERROGAZIONE IN COMMISSIONE VIGILANZA”
Per il deputato di Fdi “è inaccettabile che chi si erge quotidianamente a paladino della morale e censore dei costumi altrui, peraltro confezionando inchieste a senso unico e quasi esclusivamente orientate a colpire il mondo del centrodestra e l’azione del governo Meloni, pesi in maniera così spropositata sul bilancio della Rai”. Di qui l’annuncio che “Fratelli d’Italia chiederà ai vertici Rai di fare piena luce su questi compensi d’oro e sui criteri di spesa di una redazione che non può considerarsi una zona franca svincolata da ogni logica di razionalizzazione economica”. Non solo: “Presenteremo un’interrogazione in Commissione di Vigilanza per chiedere conto di questa ‘Reportopoli’ e garantire la totale trasparenza”. Lo dichiara in una nota il deputato di Fratelli d’Italia, Francesco Filini, capogruppo del partito in Commissione di Vigilanza Rai.
RANUCCI: “GRAVE LA DIFFUSIONE DI UN DOCUMENTO INTERNO CON I COSTI REPORT, DENUNCEREMO AL COMITATO ETICO RAI”
“Grave diffusione di un documento interno strategico per l’azienda visto che rende pubblici i costi di una produzione di punta della Rai come Report. Presenteremo denuncia anche al Comitato etico su chi in Rai abbia fornito a Il Tempo tale documentazione sensibile”. Così su Facebook Sigfrido Ranucci, paroel che seguono una nota degli inviati di Report in cui annunciano a loro volto una querela contro il quotidiano romano che ha pubblicato “cifre false sugli stipendi” e “a tutte le testate che riprenderanno le informazioni false e scorrette”.
“Stamattina il quotidiano Il Tempo ha pubblicato cifre false e surrettizie spacciandole per stipendi dei giornalisti e delle giornaliste del programma”, scrivono gli inviati e le inviate di Report che puntualizzano subito come le somme indicate siano “scorrette e artatamente aumentate e non indicano affatto la retribuzione individuale dei singoli inviati ma il totale delle spese sostenute per la realizzazione dei singoli servizi”. In sostanza, si chiarisce che “i giornalisti e le giornaliste di Report hanno per la maggior parte contratti di lavoro autonomo a partita Iva con la Rai e, in base al modello produttivo della trasmissione, autoproducono i propri servizi, pagando dunque di tasca propria i costi di trasferta, di montaggio e tutte le altre spese vive necessarie a condurre per mesi un’inchiesta”.
RANUCCI, FI: ECCO LE 10 DOMANDE CHE AVREMMO VOLUTO FARGLI IN COMMISSIONE
Anche da Forza Italia arrivano polemiche all’indirizzo di Ranucci, ma non relativamente alla spese di Report. Al centro dell’intervento dei parlamentari della commissione di Vigilanza sulla Rai di Fi ci sono le dieci domande che loro stessi avrebbero voluto porre a Sigfrido Ranucci, “se la sinistra non lo avesse impedito rifiutandosi di designare i propri componenti“. È quanto si legge in un post sul profilo facebook di Forza Italia, che poi elenca elenca appunto gli interrogativi relativi più ai rapporti- anche al centro dell’inchiesta al vaglio degli inquirenti- tra Ranucci e Valter Lavitola. E poi sulle presunte aspirazioni di ‘scendere in campo’ di Ranucci: “Nella scorsa stagione, 14 puntate di Report su 23 contenevano servizi e inchieste che riguardavano direttamente il Governo o partiti di centrodestra, mentre al centrosinistra il programma ha dedicato solo 3 puntate. È una coincidenza- chiedono i Forzisti- che nulla ha a che fare col progetto di Lavitola di renderla candidato premier del “campo largo”?”.
E poi , tra le altre domande, “ha mai condiviso con Lavitola lettere, comunicazioni o indicazioni interne dei vertici Rai? Se sì, perché? Ed è vero che Lavitola e Maria Rosaria Boccia sono stati ricevuti da lei in locali dell’azienda? A quale titolo? Quelle presenze e quelle condivisioni erano autorizzate e compatibili con le regole Rai?”. Infine: “E se al posto suo ci fosse oggi un suo collega, gli chiederebbe di fare un passo indietro rispetto alla conduzione di Report?”.
M5S: “DA FDI E ANGELUCCI CACCIA A RANUCCI PER PRENDERSI REPORT“
Dal Centrosinistra, a difesa di Ranucci e di Report si alza la voce del M5s: “Oggi dagli articoli di alcuni quotidiani si capisce bene quale sia il vero obiettivo su Report e Ranucci: screditare la trasmissione e il suo conduttore per indebolire entrambi, troppo scomodi per il potere del mondo di Giorgia. Non ci sono riusciti con la raffica di querele, ora ci provano cogliendo l’occasione dell’attentato, di cui Ranucci è vittima, per metterlo sotto processo. Addirittura si fa passare Report come una fonte di spesa e sprechi mentre la Rai trae enorme beneficio dagli altissimi ascolti che porta a casa la trasmissione, anche in replica”. Lo affermano in una nota gli esponenti del Movimento 5 Stelle in Commissione di Vigilanza Rai.
“Perché- si domandano- Il Tempo dispone delle retribuzioni della redazione di Report e la Commissione di Vigilanza Rai non ha mai potuto sapere a quanto ammonta il lauto compenso di conduttori calati dall’alto nel palinsesto di teleMeloni come Cerno, Monteleone e altri? Perché non rendere noto quanto è costato, anche in termini di perdita pubblicitaria, l’aver distrutto due reti per metterci dentro amici e amichetti come Barbareschi, Incoronata Boccia e altri?”.
“Ovviamente- sottolineano ancora- Il Tempo si guarda bene dal dire che nei compensi dei giornalisti di Report sono conteggiate anche le spese di produzione, di trasferte, di montaggio e di grafica. E nel frattempo è già partito il solito giochetto: Capezzone pubblica e subito Fratelli d’Italia alza il polverone, il solito schema con i giornali di Angelucci pronti a servire il padrone e a colpire il nemico”.
“Altri articoli- evidenziano poi gli esponenti del M5S- cercano di trattare come una notizia una non notizia, provando a far commentare a esponenti delle opposizioni, in qualche caso travisandone anche le affermazioni, qualcosa che non è mai stata nemmeno una lontana ipotesi: una candidatura politica di Ranucci. Il conduttore di Report ha sempre escluso questa possibilità”.
“A prescindere dal tema fantasma della candidatura- riporta il documento- ricordiamo che ogni nostra parola su Ranucci è sempre stata fondata su un unico obiettivo: sostenere e difendere dagli attacchi che piovono da più parti l’indipendenza del giornalismo d’inchiesta”.
Nel testo si legge inoltre che “Ranucci ha sempre guidato il lavoro della redazione di Report con serietà e rigore, non facendo sconti a nessuno, compreso il M5S. Di questo ha bisogno la democrazia e per questo noi ci battiamo. Ma non siamo nè ingenui nè distratti, ci è molto chiaro a cosa serva questa operazione in corso: etichettare Ranucci come politicamente schierato e quindi rimuoverlo agevolmente dalla conduzione di Report”.
“Perché il vero problema per il governo- concludono gli esponenti del Movimento 5 Stelle in Commissione di Vigilanza Rai- è averlo come libero conduttore di un programma di inchiesta giornalistica che non guarda in faccia nessuno”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)