Sobi rafforza il proprio portafoglio nelle malattie rare e nell’ematologia attraverso una partnership strategica con Innate Pharma
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Sobi rafforza il proprio portafoglio nelle malattie rare e nell’ematologia attraverso una partnership strategica con Innate Pharma per lacutamab, anticorpo monoclonale first-in-class diretto contro KIR3DL2 in sviluppo per i linfomi cutanei a cellule T (CTCL).
L’accordo consentirà l’avvio dello studio confermativo di fase III TELLOMAK-3, passaggio fondamentale verso una possibile approvazione accelerata nella sindrome di Sézary. Il valore potenziale dell’operazione può raggiungere 580 milioni di dollari, oltre a royalties a doppia cifra sulle vendite.
In base all’accordo, Innate Pharma continuerà inizialmente a guidare lo sviluppo clinico di lacutamab e sarà responsabile dello studio TELLOMAK-3. Sobi acquisirà invece i diritti esclusivi globali per la commercializzazione del farmaco dopo un’eventuale approvazione accelerata e potrà assumere successivamente tutti i diritti mondiali di sviluppo in caso di risultati positivi della fase III.
L’operazione è ancora soggetta alle consuete condizioni di closing, compresa l’autorizzazione antitrust.
«Questo accordo rappresenta un passo importante nel rafforzamento del nostro portafoglio e riflette la nostra strategia di collaborazione con innovatori di primo piano per portare terapie differenziate ai pazienti con malattie rare», ha dichiarato Guido Oelkers, presidente e CEO di Sobi.
Un accordo che può arrivare a 580 milioni di dollari
La struttura finanziaria dell’operazione riflette il diverso grado di rischio associato alle prossime tappe dello sviluppo.
Alla chiusura dell’accordo, Sobi verserà a Innate Pharma 75 milioni di dollari upfront.
A questi potranno aggiungersi fino a 40 milioni di dollari legati a milestone di sviluppo a breve termine nella sindrome di Sézary.
Innate potrà inoltre ricevere fino ad altri 465 milioni di dollari collegati all’esercizio dell’opzione attraverso la quale Sobi potrà acquisire tutti i diritti di sviluppo e al raggiungimento di successive milestone regolatorie e commerciali.
Complessivamente, quindi, il valore potenziale dell’accordo raggiunge 580 milioni di dollari.
Innate avrà inoltre diritto a royalties progressive a doppia cifra sulle vendite nette di lacutamab.
Lacutamab, un anticorpo first-in-class contro KIR3DL2
L’aspetto scientificamente più interessante del programma è il meccanismo d’azione di lacutamab.
Si tratta di un anticorpo monoclonale umanizzato first-in-class diretto contro KIR3DL2, un recettore appartenente alla famiglia dei killer-cell immunoglobulin-like receptors.
KIR3DL2 è normalmente espresso su una piccola sottopopolazione di linfociti NK e T, ma presenta una caratteristica particolarmente interessante nei linfomi cutanei a cellule T: può essere espresso a livelli elevati sulle cellule tumorali, soprattutto nella sindrome di Sézary e in alcuni pazienti con micosi fungoide.
Lacutamab riconosce KIR3DL2 sulla superficie delle cellule maligne e ne favorisce l’eliminazione attraverso meccanismi immunologici, in particolare l’antibody-dependent cellular cytotoxicity (ADCC) e la fagocitosi cellulare anticorpo-dipendente.
L’obiettivo è quindi colpire selettivamente le cellule tumorali KIR3DL2-positive, preservando il più possibile le cellule sane.
È proprio questa selettività biologica a rendere lacutamab un approccio potenzialmente interessante in patologie nelle quali le opzioni terapeutiche rimangono limitate, soprattutto dopo il fallimento delle prime linee di trattamento.
Cosa sono i linfomi cutanei a cellule T
I cutaneous T-cell lymphomas (CTCL) costituiscono un gruppo raro ed eterogeneo di linfomi non-Hodgkin nei quali i linfociti T maligni presentano una particolare tendenza a infiltrare la cute.
Le due forme principali sono la micosi fungoide e la sindrome di Sézary.
La micosi fungoide è la forma più comune e nelle fasi iniziali può manifestarsi con chiazze o placche cutanee che possono essere confuse con patologie dermatologiche infiammatorie. Nei pazienti con malattia avanzata possono comparire tumori cutanei e coinvolgimento extracutaneo.
La sindrome di Sézary è invece una forma rara, aggressiva e leucemica di CTCL, caratterizzata dalla presenza nel sangue periferico di linfociti T maligni, le cosiddette cellule di Sézary, associata generalmente a eritrodermia diffusa, intenso prurito e interessamento linfonodale.
Proprio nella sindrome di Sézary l’espressione di KIR3DL2 è particolarmente elevata, fornendo il razionale biologico per lo sviluppo di lacutamab.
TELLOMAK-3 sarà lo studio decisivo
La partnership consentirà ora di avviare TELLOMAK-3, studio pivotal di fase III che rappresenterà il passaggio cruciale del programma.
Si tratterà di un trial multicentrico, randomizzato e in aperto che arruolerà pazienti con sindrome di Sézary o micosi fungoide già sottoposti ad almeno una precedente terapia sistemica.
Il disegno prevede due componenti con finalità regolatorie differenti.
Una coorte confermativa nella sindrome di Sézary è destinata a sostenere inizialmente una possibile domanda di approvazione accelerata e, una volta completato lo studio, l’eventuale conversione in approvazione piena.
Una seconda coorte registrativa nella micosi fungoide sarà invece finalizzata direttamente a supportare una domanda di approvazione completa.
L’endpoint primario dello studio sarà la sopravvivenza libera da progressione (PFS).
In questo modo Innate e Sobi puntano a sviluppare lacutamab contemporaneamente nelle due principali forme di CTCL, pur adottando percorsi regolatori differenti.
Una corsia regolatoria privilegiata
Lacutamab ha già ottenuto diversi riconoscimenti dalle autorità regolatorie, un elemento che testimonia sia il bisogno terapeutico sia l’interesse per il meccanismo del farmaco.
La FDA ha concesso al programma la Fast Track designation e la Orphan Drug designation per il CTCL, oltre alla più significativa Breakthrough Therapy designation per la sindrome di Sézary recidivante o refrattaria.
In Europa, EMA ha assegnato a lacutamab la designazione PRIME per la sindrome di Sézary e lo status di farmaco orfano per i CTCL.
Questi strumenti non garantiscono naturalmente l’approvazione, ma consentono una maggiore interazione con le autorità e possono facilitare e accelerare alcuni passaggi dello sviluppo e della revisione regolatoria.
Sobi rafforza la strategia nelle malattie rare
Per Sobi l’accordo è coerente con una strategia fortemente focalizzata sulle patologie rare e specialistiche.
La società svedese ha costruito negli anni un portafoglio concentrato soprattutto in ematologia, immunologia e malattie rare, aree nelle quali una struttura commerciale specialistica può sostenere anche prodotti destinati a popolazioni relativamente piccole di pazienti.
L’accordo con Innate presenta inoltre un profilo finanziario che limita inizialmente il rischio: a fronte dei 75 milioni di dollari versati al closing, una quota consistente del valore complessivo dipenderà dal successo dello sviluppo, dalle approvazioni regolatorie e dalle performance commerciali.
Sobi potrà inoltre decidere di assumere il pieno controllo dello sviluppo globale soltanto dopo aver conosciuto i risultati della fase III.
Perché questa partnership è importante
L’accordo porta lacutamab verso il suo test clinico e regolatorio più importante e contemporaneamente permette a Innate Pharma di affiancarsi a un partner con esperienza globale nelle malattie rare.
Dal punto di vista clinico, l’interesse deriva soprattutto dalla possibilità di introdurre un nuovo bersaglio terapeutico nei CTCL. Nei pazienti con sindrome di Sézary e nelle forme avanzate di micosi fungoide, infatti, la malattia può essere difficile da controllare e spesso richiede diverse linee successive di trattamento.
Lacutamab offre un approccio differente perché sfrutta l’espressione di KIR3DL2 come bersaglio presente sulle cellule T tumorali, con l’obiettivo di eliminarle selettivamente.