Siria, condannato a morte l’ex presidente Bashar al-Assad


Condannato a morte l’ex presidente siriano Bashar al-Assad. È colpevole di omicidio premeditato, torture e crimini contro l’umanità

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Colpevole di omicidio premeditato, torture e crimini contro l’umanità. Con questa motivazione, il tribunale di Damasco ha condannato a morte in contumacia l’ex presidente siriano Bashar al-Assad. Stessa pena, anche per il fratello minore Maher al-Assad e il cugino Atef Najib. Lo scrive Al Jazeera.

Il verdetto emesso nei confronti di Bashar al-Assad, che ora vive in esilio in Russia dove il presidente Vladimir Putin ha concesso loro asilo politico, rappresenta il primo processo di alto profilo celebrato sotto l’autorità del governo transitorio, insediatosi dopo il crollo del regime nel dicembre 2024. La decisione giunge al termine di un procedimento che intende perseguire le responsabilità penali per i crimini perpetrati durante i quattordici anni di conflitto civile, costati la vita a circa mezzo milione di persone e causa del sfollamento di milioni di cittadini.

La decisione della Quarta Corte Penale di ricorrere alla pena capitale ha suscitato forti reazioni da parte delle organizzazioni internazionali per la tutela dei diritti umani. Gruppi come Amnesty International e Human Rights Watch, pur sostenendo la necessità di perseguire i crimini dell’era Assad, hanno richiamato il governo di transizione al rispetto degli obblighi derivanti dal Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (ICCPR).

Va detto inoltre, che la sentenza incontra ostacoli pratici difficilmente risolvibili visto il soggiorno in territorio russo dell’ex presidente e di suo fratello. L’assenza di un trattato bilaterale di estradizione tra Damasco e Mosca, infatti, rende altamente improbabile una consegna degli imputati alle autorità siriane, nel breve termine.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)