Albert Bourla respinge l’idea che Pfizer abbia ormai esaurito la propria capacità di realizzare acquisizioni. L’ad ha ricordato che il gruppo ha investito oltre 80 miliardi in operazioni di business development
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Albert Bourla respinge l’idea che Pfizer abbia ormai esaurito la propria capacità di realizzare acquisizioni. L’amministratore delegato ha ricordato che, dopo il boom dei ricavi legati alla pandemia, il gruppo ha investito oltre 80 miliardi di dollari in operazioni di business development, costruendo una presenza più solida in oncologia, immunologia, malattie rare, neurologia e, più recentemente, obesità.
La questione, secondo l’amministratore delegato dell’azienda americana, non è quindi quanto Pfizer possa ancora spendere, ma quanto valore riuscirà a ottenere dagli investimenti già effettuati. Una posizione che risponde alle perplessità degli analisti sulla flessibilità finanziaria del gruppo, ridotta dall’acquisizione di Seagen e dal rapido calo delle vendite dei prodotti contro il Covid-19.
Dai ricavi della pandemia a una campagna di acquisizioni
Tra il 2021 e il 2023 Pfizer ha utilizzato una parte consistente delle risorse generate da Comirnaty e Paxlovid per alimentare una delle più intense campagne di acquisizioni dell’industria farmaceutica.
L’operazione principale è stata l’acquisto di Seagen, completato nel 2023 per un enterprise value di circa 43 miliardi di dollari. Con questa acquisizione Pfizer si è assicurata una posizione di primo piano nel settore degli anticorpi farmaco-coniugati, gli ADC, oltre a prodotti già commercializzati come Padcev, Adcetris e Tukysa. Pfizer
A Seagen si sono aggiunti Biohaven, acquisita per 11,6 miliardi di dollari e proprietaria del farmaco antiemicranico Nurtec; Arena Pharmaceuticals, comprata per 6,7 miliardi e focalizzata sulle patologie immuno-infiammatorie; e Global Blood Therapeutics, rilevata per 5,4 miliardi con l’obiettivo di rafforzare la presenza di Pfizer nell’anemia falciforme. Pfizer
L’operazione più recente è quella su Metsera, biotech specializzata nello sviluppo di trattamenti contro obesità e malattie metaboliche. Il valore potenziale dell’accordo, cresciuto durante il confronto competitivo per il controllo della società, può arrivare a circa 10 miliardi di dollari. L’acquisizione consente a Pfizer di rientrare nella corsa al mercato dell’obesità dopo le difficoltà incontrate con i programmi sviluppati internamente. Reuters
Nel complesso, queste operazioni, insieme ad acquisizioni e accordi di minori dimensioni, portano gli investimenti realizzati da Pfizer dopo la pandemia oltre la soglia degli 80 miliardi indicata da Bourla.
Seagen, i farmaci acquisiti viaggiano verso $4 miliardi di vendite
A quasi tre anni dall’annuncio dell’acquisizione di Seagen per 43 miliardi di dollari, Pfizer rivendica la bontà dell’operazione, che secondo il CEO Albert Bourla sta producendo risultati superiori alle attese. I quattro farmaci oncologici acquisiti – Padcev (enfortumab vedotin), Adcetris (brentuximab vedotin), Tukysa (tucatinib) e Tivdak (tisotumab vedotin) – hanno generato complessivamente quasi 2 miliardi di dollari nel primo semestre 2026 e, mantenendo questo ritmo, potrebbero avvicinarsi ai 4 miliardi nell’intero anno. A trainare la crescita è soprattutto Padcev, che nei primi sei mesi ha raggiunto 1,26 miliardi di dollari di vendite, in aumento del 30%.
Sul bilancio dell’operazione pesa tuttavia il recente insuccesso di fase III di sigvotatug vedotin nell’NSCLC non squamoso precedentemente trattato: nello studio SigVie-002 l’ADC diretto contro l’integrina beta-6 non ha migliorato significativamente la sopravvivenza globale rispetto a docetaxel, determinando per Pfizer una svalutazione di 3,8 miliardi di dollari. L’azienda, però, non ha rinunciato al farmaco, anche alla luce dei segnali più favorevoli osservati nei pazienti trattati in seconda linea, e sta proseguendo lo sviluppo, in particolare in combinazione con pembrolizumab in prima linea.
Nel complesso, quindi, nonostante la battuta d’arresto clinica, Seagen continua a rappresentare per Pfizer un pilastro della strategia oncologica, sia per il contributo commerciale dei prodotti già approvati sia per la piattaforma e la pipeline di nuova generazione nel campo degli ADC.
Il peso del declino dei prodotti Covid
Lo scetticismo sulla capacità finanziaria di Pfizer nasce soprattutto dalla velocità con cui si sono ridotti i ricavi della pandemia. Nel secondo trimestre del 2026 le vendite di Paxlovid sono diminuite del 95%, mentre quelle del vaccino Comirnaty hanno registrato una contrazione del 34%.
Allo stesso tempo, l’azienda deve prepararsi alla perdita dell’esclusività di diversi medicinali importanti nella seconda parte del decennio. Il problema è particolarmente rilevante per prodotti come Eliquis, che nel trimestre ha generato 2,43 miliardi di dollari, con una crescita del 21%.
Per proteggere i margini e recuperare flessibilità finanziaria, Pfizer ha annunciato altri 2,5 miliardi di dollari di riduzioni dei costi. Considerando i programmi già avviati, i risparmi complessivi dovrebbero raggiungere circa 9,7 miliardi entro il 2029. Reuters
Capacità di investimento ridotta, ma non esaurita
Le dichiarazioni di Bourla non sembrano anticipare necessariamente una nuova acquisizione delle dimensioni di Seagen. Indicano piuttosto che Pfizer considera la propria strategia di business development ancora aperta, soprattutto per operazioni mirate in grado di rafforzare le aree prioritarie.
Dopo avere speso oltre 80 miliardi di dollari, la società dovrà tuttavia dimostrare che gli asset acquisiti possono compensare il declino del portafoglio Covid e le future scadenze brevettuali. La crescita di Padcev e degli altri prodotti provenienti dalle acquisizioni offre primi segnali favorevoli, ma le svalutazioni registrate su alcuni programmi ricordano che l’M&A non elimina il rischio scientifico.
Il vero banco di prova sarà dunque la capacità di trasformare le acquisizioni in nuovi farmaci approvati e in ricavi sostenibili. Per Bourla, la potenza di fuoco di Pfizer non è scomparsa: una parte rilevante è stata semplicemente già impiegata. Ora il mercato attende di vedere il rendimento di quella scommessa.