NASpI, dimissioni per violenza di genere: quando spetta l’indennità


Indicazioni per ottenere il sussidio di disoccupazione, in caso di atti persecutori

L’Inps riconosce il diritto alla Naspi per chi è costretto a dimettersi dal lavoro per violenza e atti persecutori. Lo comunica l’istituto spiegando che: “le dimissioni rassegnate da lavoratrici e lavoratori vittime di atti persecutori o di violenza di genere possono, in presenza di determinate condizioni, essere equiparate a dimissioni per giusta causa, con conseguente accesso alla NASpI: indennità mensile di disoccupazione”.

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L’Istituto si è recentemente confrontato con casi di lavoratrici vittime di atti persecutori, costrette a dimettersi per tutelare la propria incolumità. Su questo tema, l’INPS ha interpellato il Ministero del Lavoro, richiamando anche la sentenza della Cassazione 11051/2015. Il Ministero ha confermato che il verificarsi di atti persecutori o violenza di genere, anche se provenienti da soggetti estranei all’ambiente di lavoro, può integrare la situazione di oggettiva impossibilità di prosecuzione del rapporto richiesta dall’articolo 2119 c.c..

I requisiti

Il riconoscimento, però, non è automatico. Il Ministero ha precisato che la sola esistenza di episodi di violenza o persecuzione, se del tutto estranei al contesto lavorativo, non è sufficiente. È necessario che ricorrano situazioni fattuali chiare, oggettive e documentate che:

  • compromettano l’equilibrio psicofisico della vittima al punto da rendere impossibile lo svolgimento dell’attività lavorativa;
  • oppure siano collegate alle abitudini della vittima connesse al lavoro, come nel caso di molestie subite lungo il tragitto casa-lavoro.

Un esempio riguarda le condotte persecutorie che impediscono di raggiungere il posto di lavoro in sicurezza: in questi casi la cessazione del rapporto è considerata un recesso necessitato, e non una libera scelta, integrando così la giusta causa per fatto del terzo.

L’elemento determinante resta il collegamento funzionale tra la violenza subita e il rapporto di lavoro, da valutare caso per caso attraverso elementi oggettivi e documentati.