Obesità, orforglipron efficace e sicuro anche dopo i 65 anni


Negli adulti di almeno 65 anni con obesità, con o senza diabete di tipo 2, orforglipron orale ha determinato una riduzione del peso corporeo significativamente superiore al placebo

Perdere il 15% del peso corporeo dovrebbe essere un obiettivo terapeutico primario per la maggior parte delle persone che soffrono di diabete di tipo 2

Negli adulti di almeno 65 anni con obesità, con o senza diabete di tipo 2, orforglipron orale ha determinato una riduzione del peso corporeo significativamente superiore al placebo dopo 72 settimane di trattamento, mantenendo un profilo di sicurezza sovrapponibile a quello osservato negli adulti più giovani. Lo dimostra un’analisi post hoc degli studi registrativi di fase III ATTAIN-1 e ATTAIN-2, pubblicata su Obesity Pillars. 

L’obesità negli anziani rappresenta una sfida clinica crescente perché si associa frequentemente a diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, ipertensione, osteoartrosi, sarcopenia e riduzione della qualità di vita. Nonostante gli agonisti del recettore del GLP-1 abbiano rivoluzionato il trattamento dell’obesità, le evidenze specifiche nei pazienti più anziani sono ancora limitate, una popolazione caratterizzata spesso da multimorbidità e politerapia.

Orforglipron è un agonista orale non peptidico del recettore del GLP-1, somministrato una volta al giorno, senza restrizioni relative ai pasti o all’assunzione di acqua. L’analisi ha valutato l’efficacia del farmaco negli over 65 arruolati nei due studi registrativi ATTAIN: ATTAIN-1, condotto in soggetti con obesità senza diabete, e ATTAIN-2, in pazienti con obesità e diabete di tipo 2.

Perdita di peso significativa fino al 13%
Complessivamente, 616 dei 4.740 partecipanti randomizzati avevano almeno 65 anni, 613 dei quali hanno ricevuto almeno una dose del trattamento. L’endpoint primario era la variazione percentuale del peso corporeo dopo 72 settimane.

Nei pazienti senza diabete (ATTAIN-1), la perdita di peso media è stata pari al 7,9% con la dose di 5,5 mg, all’11,3% con 9 mg e al 13,0% con 17,2 mg, rispetto all’1,6% osservato con placebo (p<0,001 per tutti). Risultati analoghi sono emersi nei pazienti con diabete di tipo 2 (ATTAIN-2), nei quali la riduzione del peso è stata rispettivamente del 7,5%, 8,3% e 12,2% con le tre dosi di orforglipron, contro il 2,3% ottenuto con placebo (p<0,001 per tutti).

Gli autori sottolineano che l’efficacia osservata negli over 65 è risultata sostanzialmente sovrapponibile a quella registrata nei partecipanti più giovani, senza differenze legate all’età.

Sempre più pazienti raggiungono obiettivi clinicamente rilevanti
L’efficacia del trattamento emerge anche analizzando le soglie di perdita ponderale considerate clinicamente significative. Negli over 65 dello studio ATTAIN-1, quasi l’80% dei pazienti trattati con la dose di 17,2 mg ha ottenuto una riduzione del peso di almeno il 5%, contro il 28,4% del placebo. Una perdita di almeno il 10% è stata raggiunta dal 61,4% dei pazienti, mentre il 44,3% ha superato il 15% e il 25,2% ha ottenuto una riduzione di almeno il 20%.

Anche in ATTAIN-2, che comprendeva soggetti con diabete di tipo 2, il 77,2% dei pazienti trattati con 17,2 mg ha raggiunto una perdita di almeno il 5%, il 59,6% ha superato il 10%, il 37,4% il 15% e il 18,9% il 20%, con differenze significativamente favorevoli rispetto al placebo per la maggior parte degli endpoint analizzati.

Benefici anche su circonferenza della vita e pressione arteriosa
La riduzione del peso si è accompagnata a un miglioramento di altri parametri cardiometabolici. Nei pazienti senza diabete la circonferenza vita si è ridotta fino a 13,0 cm con la dose più elevata, contro 2,4 cm con placebo (p<0,001). Nei pazienti con diabete la riduzione massima è stata di 10,0 cm rispetto ai 3,0 cm del placebo (p<0,001).

Sono stati inoltre osservati miglioramenti della pressione arteriosa sistolica, più marcati con la dose di 17,2 mg nello studio ATTAIN-1, dove la riduzione ha raggiunto 10,3 mmHg. Nei pazienti con diabete il beneficio pressorio è risultato più contenuto ma comunque favorevole. Gli studi originali avevano inoltre documentato miglioramenti di altri fattori di rischio cardiometabolico, compresi trigliceridi, colesterolo non HDL e, nei pazienti diabetici, anche del controllo glicemico e dell’emoglobina glicata.

Sicurezza coerente con la classe dei GLP-1
Il profilo di sicurezza negli over 65 è risultato coerente con quello già noto per gli agonisti del GLP-1. Gli eventi avversi più frequenti sono stati gastrointestinali, generalmente di intensità lieve o moderata.

L’interruzione del trattamento per eventi avversi ha interessato il 9,1% dei partecipanti di almeno 65 anni rispetto al 6,0% dei soggetti più giovani, con percentuali leggermente più elevate alle dosi maggiori di orforglipron. Non sono emersi nuovi segnali di sicurezza specifici della popolazione anziana.

Gli autori concludono che questa analisi rafforza le evidenze sull’impiego di orforglipron negli adulti anziani con obesità, con o senza diabete di tipo 2. L’efficacia sulla perdita di peso è risultata consistente lungo tutte le dosi studiate e sovrapponibile a quella osservata nei pazienti più giovani, mentre il profilo di tollerabilità si è confermato in linea con quello della classe terapeutica, supportando l’impiego di questo agonista orale del GLP-1 anche nei pazienti anziani, una popolazione finora scarsamente rappresentata negli studi registrativi sull’obesità.

Referenze

Horn DB, et al. Orforglipron for obesity treatment in older patients ≥65 years with or without type 2 diabetes: A post hoc subgroup analysis of the ATTAIN-1 and ATTAIN-2 trials. Obesity Pillars, Volume 19, 2026. 

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