Cuccioli morti sotto il sole a Sciacca: negati i domiciliari


Quattro cuccioli sono morti dopo essere rimasti esposti a temperature estreme, senza acqua e senza un riparo adeguato

Lndc Animal Protection “apprende con profondo rammarico la decisione del giudice del tribunale di Sciacca di rigettare la richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla procura nell’ambito dell’inchiesta sulla morte dei quattro cuccioli lasciati su un terrazzo sotto il sole cocente“.

cani anziani cane infelice

Quattro cuccioli – così ricorda il caso la Lega nazionale per la difesa del cane – sono morti dopo essere rimasti esposti a temperature estreme, senza acqua e senza un riparo adeguato. Gli altri due piccoli e i tre cani adulti presenti sul terrazzo sono stati salvati in extremis: “Le immagini della madre che si muove disperatamente tra i suoi cuccioli agonizzanti, cercando un aiuto che non arriva, hanno mostrato con una chiarezza insopportabile tutta la sofferenza vissuta da quegli animali”.

La procura “aveva ritenuto la vicenda tanto grave da chiedere l’applicazione di una misura cautelare nell’ambito delle contestazioni per maltrattamento e uccisione di animali“. Il rigetto della richiesta “non rappresenta naturalmente una conclusione del procedimento e non anticipa in alcun modo l’accertamento delle responsabilità”. Tuttavia, secondo Lndc Animal Protection, “una decisione di questo tipo rischia di restituire alla collettività un segnale profondamente distante dalla gravità concreta dei fatti“.

“Questa non è la giustizia che vogliamo – dichiara Piera Rosati, presidente di Lndc Animal Protection -. Non perché pretendiamo condanne anticipate e non perché vogliamo sostituirci alla magistratura, ma perché quattro cuccioli sono morti in un modo atroce, sotto il sole, mentre la loro madre assisteva impotente alla loro agonia. Davanti a una tragedia simile non possiamo accettare risposte che vengano percepite come deboli o insufficienti. Quei cuccioli erano esseri viventi: sentivano il dolore, la sete, la paura. Dipendevano completamente dalle persone che avevano la responsabilità di proteggerli. Lasciare degli animali esposti a temperature estreme, senza garantire loro acqua, ombra e sicurezza, non è una semplice leggerezza: è una condotta che può trasformarsi in una lenta condanna a morte. La richiesta della procura aveva rappresentato un segnale raro e importante, perché dimostrava la volontà di utilizzare concretamente gli strumenti introdotti dalla nuova normativa”.

“Una misura cautelare – precisa Lndc Animal Protection – non è una pena e non rappresenta una condanna anticipata. È uno strumento previsto dall’ordinamento quando ricorrono specifiche esigenze, che devono naturalmente essere valutate dal giudice, tenuto conto della gravità del reato, del pericolo di reiterazione dello stesso e degli altri elementi che possono giustificare una misura cautelare, che il giudice allo stato ha ritenuto insussistenti”.
Lndc Animal Protection “continuerà a seguire con la massima attenzione ogni sviluppo del procedimento e a utilizzare tutti gli strumenti consentiti dall’ordinamento affinché siano accertate fino in fondo le responsabilità. I quattro cuccioli morti su quel terrazzo non possono essere più salvati. Ma la loro morte non deve essere dimenticata o trasformata nell’ennesimo episodio destinato a non lasciare alcun segno“.

agnesepriorelli

Giornalista