Terremoto in Giappone, i morti sono almeno 13. Si continua a cercare


Centinaia di feriti e decine di migliaia di persone senza elettricità e acqua. E’ una corsa contro il tempo

Kumamoto conta i suoi morti a poche ore dalla scossa. Sono almeno 13, secondo l’ultimo bilancio diffuso dopo il terremoto di magnitudo 7.1 che ha colpito il sud del Giappone, con centinaia di feriti e decine di migliaia di persone rimaste senza elettricità e acqua. “Ci sono ancora persone in attesa di essere soccorse, ed è una corsa contro il tempo”, ha dichiarato il primo ministro Sanae Takaichi. “Faremo tutto il possibile per trovare e salvare quante più persone possibile”.

sisma giappone

La scossa ha toccato il grado massimo, 7, sulla scala di intensità shindo giapponese, colpendo la prefettura di Kumamoto sull’isola meridionale di Kyushu martedì pomeriggio. Alle prime ore di mercoledì, il governo contava oltre 9.000 persone nei centri di evacuazione sparsi in tutto il paese. Il portavoce governativo Minoru Kihara ha precisato i numeri: sette feriti gravi, 29 feriti lievi, e 9.186 persone rifugiate in 506 centri di accoglienza distribuiti in cinque prefetture, tra cui Kumamoto e Fukuoka.

Tra i luoghi più critici, una cartiera a Yatsushiro, dove è crollata una ciminiera. Due operai sono stati estratti dalle macerie e trasportati in ospedale in arresto cardiaco, mentre altri nove risultano ancora dispersi. Le squadre di soccorso continuano a scavare.

A complicare il quadro, poco dopo il sisma è arrivata la notizia di un’esplosione in un centro commerciale Aeon della prefettura, che ospita circa 200 negozi. Le immagini circolate mostrano la parte superiore dell’edificio principale completamente distrutta e parzialmente crollata. Due donne sulla ventina sono morte, e una terza persona sarebbe deceduta per arresto cardiaco. Un portavoce di Aeon ha confermato l’evacuazione di clienti e dipendenti dopo la prima scossa, ma la causa dell’esplosione resta ignota; un funzionario governativo ha parlato di una possibile fuga di gas, senza però confermarla ufficialmente.

Sul fronte dei soccorsi, il ministro della Difesa ha annunciato la mobilitazione di 3.600 militari e l’invio di 20 aerei per una valutazione aerea dei danni. Centinaia di soccorritori provenienti dalle prefetture vicine sono arrivati nelle zone colpite già martedì sera.

L’Agenzia meteorologica giapponese ha lanciato un avvertimento: le aree investite dalle scosse più intense resteranno a rischio di nuovi terremoti e frane per circa una settimana, dato che il sisma superficiale sta alimentando ulteriore attività sismica nella zona. Solo mercoledì mattina si contavano oltre 60 scosse di assestamento, di magnitudo tra 1 e 4. Un allarme tsunami, scattato subito dopo la scossa principale, è stato revocato entro due ore.