Dermatite atopica: conferme a 3 anni per tralokinumab in età pediatrica


Nei bambini di età compresa tra 6 e 11 anni con dermatite atopica moderata-severa, tralokinumab mostra un profilo farmacocinetico in linea con quello già osservato negli adulti

Negli adulti affetti da dermatite atopica da moderata a grave l'anticorpo monoclonale sperimentale amlitelimab ha migliorato significativamente i segni e i sintomi della malattia

Nei bambini di età compresa tra 6 e 11 anni con dermatite atopica moderata-severa, tralokinumab mostra un profilo farmacocinetico in linea con quello già osservato negli adulti e negli adolescenti e conferma una buona tollerabilità durante un’esposizione fino a 172 settimane, secondo i risultati positivi dello studio di fase 2 TRAPEDS-1 comunicati dalla compagnia LEO Pharma.

La dermatite atopica interessa fino al 20% dei bambini nel mondo e circa il 90% dei pazienti sviluppa i primi sintomi prima dei 5 anni di età. In una quota significativa di casi la patologia persiste anche nell’età adulta. Le forme moderate e severe sono caratterizzate da lesioni cutanee associate a prurito intenso, marcata secchezza della pelle, fissurazioni, alterazioni della pigmentazione, croste, essudazione e maggiore suscettibilità alle infezioni.

L’impatto della malattia va ben oltre le manifestazioni cutanee, influenzando profondamente la qualità di vita dei bambini e delle loro famiglie, con ripercussioni sulle attività quotidiane, sul sonno e sul benessere psicologico di pazienti e caregiver.

Tralokinumab è un anticorpo monoclonale completamente umano che si lega selettivamente all’interleuchina-13 (IL-13), una delle principali citochine coinvolte nei meccanismi immunologici e infiammatori responsabili dei segni e dei sintomi della dermatite atopica. È attualmente approvato nell’Unione Europea, negli Stati Uniti, in Canada, negli Emirati Arabi Uniti e in Corea del Sud per il trattamento della dermatite atopica moderata-severa negli adulti e negli adolescenti di età pari o superiore a 12 anni candidati alla terapia sistemica. In Svizzera, Arabia Saudita e Giappone l’indicazione è invece limitata ai pazienti adulti con dermatite atopica moderata-severa.

Uno studio di fase 2 con oltre tre anni di osservazione
TRAPEDS-1, uno studio multicentrico condotto in 11 centri distribuiti in cinque Paesi, randomizzato, in monoterapia, a gruppi paralleli, ha arruolato complessivamente 28 bambini di età compresa tra 6 e 11 anni con dermatite atopica moderata-severa.

Nel periodo iniziale randomizzato della durata di 16 settimane, i partecipanti hanno ricevuto uno di due diversi regimi posologici di tralokinumab. Successivamente tutti i pazienti sono entrati in una fase in aperto, proseguendo il trattamento con il farmaco fino a un’esposizione complessiva massima di 172 settimane, pari a oltre tre anni, seguita da ulteriori 16 settimane di follow-up senza trattamento dedicate alla valutazione della sicurezza.

L’endpoint primario prevedeva la caratterizzazione dei principali parametri farmacocinetici, mentre i secondari comprendevano la valutazione della sicurezza, dell’immunogenicità, dell’efficacia clinica sulla gravità e sull’estensione della dermatite atopica e degli esiti riportati direttamente dai pazienti.

Oltre agli aspetti farmacocinetici, lo studio ha raccolto dati esplorativi attraverso scale validate quali Investigator’s Global Assessment (IGA), Eczema Area and Severity Index (EASI), SCORing Atopic Dermatitis (SCORAD) e Patient-Oriented Eczema Measure (POEM), con l’obiettivo di descrivere in modo più completo l’esperienza terapeutica in questa popolazione pediatrica.

Sicurezza confermata durante un’esposizione fino a 172 settimane
L’aspetto più rilevante emerso dallo studio riguarda la sicurezza a lungo termine. Durante tutte le fasi del trial, comprese la fase iniziale randomizzata, il periodo in aperto e l’estensione a lungo termine, tralokinumab è risultato generalmente ben tollerato.

I dati di sicurezza si sono dimostrati coerenti con il profilo già noto del farmaco e la maggior parte degli eventi avversi osservati è stata classificata come non grave e di intensità lieve o moderata. Anche se non sono stati resi noti i risultati numerici relativi agli endpoint di efficacia clinica e le significatività statistiche, il raggiungimento dell’obiettivo primario e la conferma della sicurezza dopo oltre tre anni di trattamento rappresentano un elemento particolarmente rilevante nello sviluppo del farmaco in età pediatrica.

Secondo Michael Cork, professore di Dermatologia e co-direttore dello Sheffield Dermatology Research presso l’Università di Sheffield, nonché ricercatore principale dello studio, «Questi risultati sono incoraggianti, soprattutto considerando la lunga durata dell’esposizione in una popolazione pediatrica con un importante carico di malattia. Nel trattamento dei bambini con malattie infiammatorie croniche, i clinici hanno bisogno di dati che offrano coerenza e riducano l’incertezza. I risultati osservati dopo anni di trattamento forniscono informazioni importanti a supporto della gestione a lungo termine dei pazienti pediatrici con dermatite atopica moderata-severa».

Lo sviluppo clinico prosegue verso la fase 3
I risultati dettagliati di TRAPEDS-1 saranno presentati in occasione di futuri congressi scientifici e successivamente sottoposti a pubblicazione. Parallelamente è già in corso lo studio di fase 3 TRAPEDS-2, finalizzato a valutare efficacia e sicurezza di tralokinumab nei bambini e nei lattanti con dermatite atopica moderata-severa. Al momento, l’impiego di tralokinumab nella fascia di età compresa tra 6 e 11 anni non è ancora stato valutato dalle autorità regolatorie e pertanto non è autorizzato.