Parere favorevole all’approvazione di linerixibat, con il nome commerciale Lynavoy, per il trattamento del prurito colestatico nei pazienti adulti affetti da colangite biliare primitiva
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Il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha espresso parere favorevole all’approvazione di linerixibat, con il nome commerciale Lynavoy, per il trattamento del prurito colestatico nei pazienti adulti affetti da colangite biliare primitiva (CBP). Il parere sarà ora trasmesso alla Commissione europea, cui spetta la decisione definitiva sull’autorizzazione all’immissione in commercio nell’Unione europea.
La CBP è una malattia autoimmune cronica caratterizzata dalla progressiva distruzione dei piccoli dotti biliari del fegato, che determina ristagno della bile e può evolvere verso fibrosi, cirrosi e insufficienza epatica. Il prurito colestatico, che interessa fino a circa nove pazienti su dieci, può manifestarsi in qualsiasi fase della malattia e rappresenta uno dei sintomi più debilitanti. Può compromettere profondamente la qualità della vita, causando disturbi del sonno, affaticamento, difficoltà di concentrazione e ripercussioni sulle attività quotidiane.
Linerixibat è un farmaco orale che agisce inibendo selettivamente l’IBAT, acronimo di ileal bile acid transporter, cioè il trasportatore ileale degli acidi biliari. IBAT è una proteina presente sulla superficie degli enterociti dell’ileo terminale, l’ultimo tratto dell’intestino tenue, e ha il compito di riassorbire gli acidi biliari, permettendone il ritorno al fegato attraverso la circolazione enteroepatica.
Bloccando questo trasportatore, linerixibat riduce il riassorbimento intestinale degli acidi biliari, ne aumenta l’eliminazione con le feci e interrompe in parte il loro continuo ricircolo tra intestino e fegato. Ne deriva una riduzione degli acidi biliari e di altri mediatori potenzialmente coinvolti nella genesi del prurito. Il farmaco è assorbito dall’organismo solo in misura minima e svolge quindi la propria azione prevalentemente a livello intestinale. Il meccanismo finale del prurito colestatico rimane tuttavia complesso e non sembra dipendere esclusivamente dalla concentrazione degli acidi biliari.
Il parere positivo del CHMP si basa principalmente sui risultati dello studio di fase III GLISTEN, trial randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo che ha coinvolto 238 adulti con CBP e prurito colestatico. Linerixibat ha raggiunto l’endpoint primario, determinando nell’arco di 24 settimane una riduzione significativa e sostenuta dell’intensità del prurito rispetto al placebo. Il trattamento ha inoltre migliorato precocemente il prurito e ridotto la sua interferenza con il sonno.
Il profilo di sicurezza è risultato coerente con quello osservato negli studi precedenti e con il meccanismo di inibizione di IBAT. Gli eventi avversi più caratteristici sono stati di natura gastrointestinale, in particolare la diarrea, conseguenza dell’aumento della quantità di acidi biliari che raggiunge il colon.
Francesco Balestrieri, CEO di Alfasigma, ha commentato: “Il parere favorevole del CHMP per linerixibat rappresenta un traguardo fondamentale per le persone affette da colangite biliare primitiva che soffrono di prurito colestatico, un sintomo debilitante, che può impattare seriamente la qualità della vita. Questa raccomandazione ci avvicina all’obiettivo di rendere disponibile una nuova opzione terapeutica per i pazienti idonei – subordinatamente all’approvazione regolatoria e ai percorsi di accesso locali – e supporta la strategia di Alfasigma volta a consolidare il proprio business nelle cure specialistiche e nelle malattie rare, affrontando sfide sanitarie complesse in gastroenterologia e immunologia”.