Roche identifica fino a 19 nuove molecole con un potenziale lancio entro il 2030


Roche si prepara ad affrontare il prossimo decennio facendo leva soprattutto sulla propria pipeline. Il gruppo svizzero ha identificato fino a 19 nuove molecole

Alnylam Pharmaceuticals ha annunciato di aver concluso un accordo strategico con Roche per lo sviluppo e la commercializzazione della terapia zilebesiran

Roche si prepara ad affrontare il prossimo decennio facendo leva soprattutto sulla propria pipeline. Il gruppo svizzero ha identificato fino a 19 nuove molecole con un potenziale lancio entro il 2030, distribuite tra oncologia, neurologia, immunologia, oftalmologia e malattie cardiometaboliche.

Un portafoglio così ampio che, secondo il Ceo Thomas Schinecker, l’aggiunta di altri programmi in fase avanzata richiederebbe una riallocazione delle risorse destinate alla ricerca. Roche resta aperta ad accordi e acquisizioni selettive, ma non avverte la stessa urgenza di alcune concorrenti chiamate a compensare importanti scadenze brevettuali.

«Siamo ben posizionati per crescere anche nel prossimo decennio», ha spiegato Schinecker durante la presentazione dei risultati del primo semestre. Non tutti i 19 candidati arriveranno necessariamente sul mercato, ma la numerosità e la diversificazione della pipeline dovrebbero consentire al gruppo di assorbire eventuali fallimenti clinici e continuare a generare nuovi prodotti.

Una crescita sostenuta dai farmaci già sul mercato
La fiducia nella pipeline si accompagna a risultati economici ancora solidi. Nei primi sei mesi del 2026 Roche ha registrato vendite per 30,4 miliardi di franchi svizzeri, in aumento del 6% a cambi costanti. La divisione farmaceutica ha generato 23,6 miliardi, mentre la diagnostica ha raggiunto 6,7 miliardi. Il rafforzamento del franco svizzero ha tuttavia determinato una riduzione nominale del 2% dei ricavi espressi nella valuta nazionale.

Il profitto operativo core è cresciuto del 10% a cambi costanti, raggiungendo 11,9 miliardi di franchi. I cinque principali motori della crescita — Xolair, Hemlibra, Ocrevus, Phesgo e Vabysmo — hanno prodotto complessivamente vendite per 11 miliardi, il 12% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.

Allo stesso tempo, i prodotti più maturi, come Avastin, Herceptin, MabThera/Rituxan, Lucentis e Actemra, continuano a risentire della concorrenza di biosimilari e generici. Le loro vendite sono diminuite dell’8% a cambi costanti, ma la crescita dei nuovi farmaci ha più che compensato questa erosione.

Giredestrant, la grande scommessa nel tumore della mammella
Tra i programmi più vicini al mercato figura giredestrant, degradatore selettivo orale del recettore degli estrogeni, o SERD, sviluppato per il carcinoma mammario positivo per i recettori ormonali.

La Food and Drug Administration sta valutando due richieste di autorizzazione: una riguarda giredestrant in associazione con everolimus nei tumori avanzati progrediti dopo un inibitore di CDK4/6; l’altra riguarda il trattamento adiuvante delle forme iniziali ER-positive e HER2-negative. Per quest’ultima indicazione, la decisione statunitense è attesa entro il 30 novembre 2026.

Giredestrant viene inoltre studiato in numerose combinazioni, comprese quelle con gli inibitori di CDK4/6 e con Phesgo nei tumori HER2-positivi. Roche attribuisce al farmaco un potenziale di vendite di picco superiore a 3 miliardi di dollari, considerandolo uno dei principali pilastri della futura presenza del gruppo nel tumore della mammella.

Trontinemab per superare i limiti delle terapie anti-amiloide

Un’altra delle maggiori aspettative riguarda trontinemab, anticorpo sperimentale contro la beta-amiloide sviluppato per la malattia di Alzheimer.

Il farmaco utilizza la tecnologia Brainshuttle di Roche, progettata per facilitarne il passaggio attraverso la barriera ematoencefalica. L’obiettivo è portare una maggiore quantità di anticorpo nel cervello, ottenendo una rimozione rapida delle placche amiloidi con dosi sistemiche inferiori e, potenzialmente, riducendo il rischio delle anomalie radiologiche correlate all’amiloide, le cosiddette ARIA.

Roche ha avviato il programma di fase 3 TRONTIER nei pazienti con Alzheimer sintomatico precoce e ha progettato anche PrevenTRON, studio dedicato alle persone con malattia preclinica e ad alto rischio di declino cognitivo. Il gruppo stima anche per trontinemab un potenziale di vendite superiore a 3 miliardi di dollari.

La strategia non riguarda soltanto il trattamento. Roche dispone anche di test diagnostici, come Elecsys pTau217, che ha ottenuto il marchio CE per contribuire a identificare nel sangue la patologia amiloide. L’integrazione tra farmaco e diagnostica potrebbe diventare un elemento distintivo in un’area nella quale la selezione dei pazienti e il monitoraggio hanno un ruolo centrale.

Fenebrutinib nella sclerosi multipla
In neurologia, un altro programma avanzato è fenebrutinib, inibitore orale, reversibile e non covalente della tirosin-chinasi di Bruton. Il farmaco viene studiato sia nella sclerosi multipla recidivante sia nella forma primariamente progressiva.
Nei primi risultati di fase 3, fenebrutinib ha ridotto significativamente le recidive rispetto alla terapia di confronto, raggiungendo un tasso annualizzato equivalente a circa un episodio ogni 17 anni. Roche prevede richieste regolatorie per entrambe le principali forme di sclerosi multipla.

La pipeline neurologica comprende inoltre prasinezumab nella malattia di Parkinson, il modulatore della gamma-secretasi nivegacetor nell’Alzheimer e nuovi programmi rivolti alle encefaliti autoimmuni e alla distrofia muscolare di Duchenne.

Una nuova offensiva contro obesità e diabete
Roche sta costruendo anche una presenza importante nel mercato dell’obesità, nel quale è arrivata più tardi rispetto a Novo Nordisk ed Eli Lilly, ma con una strategia basata su più meccanismi e possibili combinazioni.

Il candidato più avanzato è enicepatide, precedentemente denominato CT-388, agonista duale dei recettori GLP-1 e GIP acquisito con Carmot Therapeutics. Il programma è entrato in fase 3 nelle persone con obesità, con o senza diabete di tipo 2.

Accanto a enicepatide figura petrelintide, analogo dell’amilina a lunga durata d’azione sviluppato insieme a Zealand Pharma. Il farmaco viene valutato sia da solo sia in associazione con enicepatide, con l’obiettivo di ottenere un’elevata perdita di peso preservando la massa magra e migliorando la tollerabilità.

Completano il portafoglio CT-996, agonista del GLP-1, ed emugrobart, anticorpo che agisce sulla funzione muscolare e potrebbe contribuire a contrastare la perdita di massa magra associata al dimagrimento. Questa pluralità di candidati permetterebbe a Roche di proporre trattamenti differenti in base alle caratteristiche del paziente e di studiare combinazioni capaci di superare i limiti delle attuali terapie incretiniche.

Pegozafermin per la MASH e zilebesiran nell’ipertensione
La crescita nell’area cardiometabolica comprende anche pegozafermin, analogo di FGF21 sviluppato per la MASH, la forma infiammatoria e progressiva della malattia del fegato grasso. Il programma di fase 3 interessa sia i pazienti con fibrosi F2-F3 sia quelli che hanno già raggiunto lo stadio F4, corrispondente alla cirrosi.

Un altro progetto rilevante è zilebesiran, terapia a RNA interferente diretta contro l’angiotensinogeno. La somministrazione sottocutanea prolungata potrebbe offrire un controllo della pressione arteriosa più stabile, riducendo il problema dell’aderenza quotidiana ai farmaci antipertensivi.

Oncologia, dai tumori KRAS al mieloma
Nonostante l’espansione nelle malattie cardiometaboliche e neurologiche, l’oncologia rimane un’area centrale. Roche ha recentemente ottenuto risultati positivi di fase 3 con divarasib, inibitore selettivo di KRAS G12C destinato ai pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule già trattato.

Il farmaco è uno dei candidati per i quali l’azienda punta a dimostrare un profilo “best in class”, migliorando efficacia, selettività e tollerabilità rispetto agli inibitori di KRAS già disponibili.

Nel mieloma multiplo Roche sta sviluppando cevostamab, anticorpo bispecifico diretto contro FcRH5 e CD3. Altri programmi comprendono nuovi inibitori di HER2, degradatori del recettore degli androgeni, anticorpi coniugati a farmaci contro c-MET, B7-H3 e CDH17 e terapie cellulari allogeniche contro BCMA, CD19 e CD20.

La recente collaborazione con Nurix Therapeutics ha inoltre aggiunto bexobrutideg, degradatore di BTK destinato inizialmente alle neoplasie delle cellule B, ma con possibili applicazioni anche nelle malattie immunologiche e neurologiche. L’accordo conferma che Roche non ha abbandonato la crescita esterna, ma privilegia operazioni mirate verso piattaforme e meccanismi capaci di integrarsi con la ricerca interna.

Immunologia, malattie rare e nuovi antibiotici
La pipeline comprende anche afimkibart, anticorpo diretto contro TL1A in sviluppo per colite ulcerosa, malattia di Crohn, dermatite atopica e artrite reumatoide, e sefaxersen, oligonucleotide antisenso rivolto al fattore B del complemento nella nefropatia da IgA.
Nell’emofilia A, zemocimig, precedentemente noto come NXT007, è un anticorpo bispecifico di nuova generazione progettato per ripristinare l’emostasi avvicinandosi maggiormente ai livelli fisiologici della coagulazione. Tre studi di fase 3 sono programmati per valutarne la capacità di ridurre ulteriormente i sanguinamenti e il carico terapeutico.

Tra i programmi più originali figura infine zosurabalpin, antibiotico sperimentale sviluppato contro infezioni batteriche particolarmente difficili da trattare. La sua presenza nella lista delle molecole prioritarie mostra come Roche stia cercando opportunità anche al di fuori delle tradizionali aree oncologiche e immunologiche.

Diagnostica e farmaci come strategia integrata
Il futuro di Roche non dipende soltanto dai nuovi medicinali. La divisione diagnostica ha lanciato nel giugno 2026 Axelios 1, piattaforma di sequenziamento di nuova generazione basata sulla tecnologia sequencing-by-expansion, e sta ampliando l’impiego di test ematici, diagnostica molecolare e patologia digitale.

L’acquisizione di PathAI punta a rafforzare l’uso dell’intelligenza artificiale nella lettura dei tessuti, mentre SAGA Diagnostics porta tecnologie ultrasensibili per la ricerca della malattia minima residua e il monitoraggio dei tumori attraverso il DNA circolante. Il modello è quello di un ecosistema che accompagni il paziente dalla diagnosi precoce alla selezione della terapia e al controllo della risposta.

Una pipeline ampia, ma non priva di rischi

La prospettiva di 19 nuovi lanci non equivale alla certezza che tutti i programmi raggiungeranno il mercato. Molti candidati devono ancora confermare efficacia, sicurezza e valore aggiunto negli studi registrativi. Anche i farmaci che otterranno l’approvazione dovranno confrontarsi con mercati altamente competitivi, soprattutto nell’obesità, nell’Alzheimer e nel tumore della mammella.

La forza della strategia Roche risiede però nella diversificazione. Il gruppo non dipende da un’unica molecola o da una sola area terapeutica, ma distribuisce il rischio tra farmaci oncologici, neurologici, immunologici, metabolici e tecnologie diagnostiche.

Per questo Schinecker non sembra sentire la pressione di inseguire la corsa alle grandi acquisizioni che sta caratterizzando altre aziende farmaceutiche. La priorità sarà portare avanti i programmi già presenti, scegliere quelli con il maggiore potenziale clinico e commerciale e integrare in modo selettivo nuove tecnologie.

Se anche solo una parte delle 19 molecole raggiungerà gli obiettivi previsti, Roche potrebbe riuscire a sostenere la propria crescita oltre il 2030, compensando gradualmente il declino dei vecchi blockbuster e trasformando in nuovi prodotti gli investimenti realizzati negli ultimi anni.

Bibliografia essenziale
Roche. Roche’s strong momentum continues in the first half of 2026, delivering 6% sales growth at constant exchange rates. 23 luglio 2026.
Roche. Half-Year Results 2026 – Investor Presentation. 23 luglio 2026.
Roche. Product Development Pipeline. Aggiornamento del 23 luglio 2026.
Manalac T. Roche’s late-stage pipeline “so full,” CEO Schinecker not feeling pressure to add on. BioSpace. 23 luglio 2026.