OpenAI: Sam Altman propone a Trump la cessione del 5% al governo americano


Lo rivela il Financial Times, che cita due persone a conoscenza della vicenda, indicando che il ceo sarebbe in contatto con il presidente americano

OpenAI starebbe discutendo la possibilità di cedere una quota del 5% nella società all’amministrazione Trump, nel tentativo di allentare le crescenti tensioni tra la Casa Bianca e le aziende del settore dell’intelligenza artificiale.

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Lo rivela il Financial Times, che cita due persone a conoscenza della vicenda, indicando che il ceo Sam Altman sarebbe in contatto con il presidente statunitense Donald Trump, a cui avrebbe presentato la proposta già lo scorso anno, il segretario al Commercio Howard Lutnick e il segretario al Tesoro Scott Bessent. Il numero uno di OpenAI avrebbe interloquito anche con il senatore democratico Bernie Sanders nelle scorse settimane, che si sarebbe detto a favore di una quotazione pubblica di quasi la metà del capitale di ciascuna azienda statunitense di intelligenza artificiale attraverso un fondo sovrano.

Nei colloqui con il governo, Altman avrebbe suggerito che dare al pubblico una partecipazione finanziaria nell’azienda fosse il modo migliore per condividere i vantaggi dell’intelligenza artificiale. In questa direzione, il manager avrebbe avanzato l’ipotesi che ciascuno dei principali sviluppatori di intelligenza artificiale americani destinasse il 5% del proprio capitale azionario a un fondo come l’Alaska Permanent Fund, un fondo sovrano istituito nel 1976 dallo Stato dell’Alaska per investire i proventi derivanti dall’estrazione di petrolio e gas.

Al momento non è chiaro se gli altri laboratori di intelligenza artificiale – tra cui Anthropic, Google e Meta – sarebbero disposti a cedere quote al governo Usa. Secondo alcune fonti sentite dall’Ft, i colloqui tra il governo e OpenAI sarebbero ancora in una fase iniziale e, in caso di accordo, potrebbe essere necessario un atto del Congresso per la sua attuazione. Ad oggi, l’amministrazione Trump ha acquisito il 10% del capitale di Intel e ha varato un piano da oltre 2 miliardi di dollari destinato a nove aziende di calcolo quantistico, tra cui Ibm. Secondo i calcoli di Cnbc, una partecipazione del 5% in OpenAI varrebbe circa 42,6 miliardi di dollari, dopo che l’azienda ha chiuso a marzo un round di finanziamento record che ha spinto la sua valutazione post-money a 852 miliardi.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)