Per la prima volta nella storia una terapia CAR-T ottiene l’approvazione per il trattamento di un tumore solido: è quella della cinese CARsgen Therapeutics
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Per la prima volta nella storia una terapia CAR-T ottiene l’approvazione per il trattamento di un tumore solido. La cinese CARsgen Therapeutics ha annunciato l’autorizzazione da parte dell’autorità regolatoria cinese di satricabtagene autoleucel (satri-cel, CT041) per il trattamento dei pazienti con adenocarcinoma gastrico o della giunzione gastroesofagea positivo per Claudin18.2, precedentemente trattati con almeno due linee di terapia.
Si tratta di una pietra miliare per l’intero settore delle terapie cellulari. Fino a oggi, infatti, tutte le CAR-T approvate nel mondo erano destinate esclusivamente alle neoplasie ematologiche, come leucemie, linfomi e mieloma multiplo. I tumori solidi rappresentavano invece una sfida ancora irrisolta.
Perché è una notizia storica
Negli ultimi dieci anni le CAR-T hanno rivoluzionato il trattamento di diverse neoplasie del sangue grazie alla capacità di riprogrammare i linfociti T del paziente affinché riconoscano e distruggano le cellule tumorali. Tuttavia, replicare questi risultati nei tumori solidi si è rivelato molto più difficile.
I principali ostacoli sono rappresentati dalla scarsa infiltrazione delle cellule CAR-T all’interno della massa tumorale, dall’ambiente immunosoppressivo che caratterizza molti tumori solidi e dalla difficoltà di individuare bersagli sufficientemente specifici da evitare danni ai tessuti sani.
Proprio per questo motivo l’approvazione di satri-cel viene considerata da molti osservatori come un momento paragonabile alle prime autorizzazioni delle CAR-T nei tumori ematologici.
Come funziona satri-cel
Satri-cel è una CAR-T autologa, cioè prodotta a partire dai linfociti T dello stesso paziente.
La terapia è progettata per riconoscere Claudin18.2 (CLDN18.2) è una proteina marcatore altamente selettiva. Nei tessuti sani la sua espressione è estremamente limitata ed è confinata principalmente alle cellule epiteliali differenziate della mucosa gastrica. Al contrario, risulta fortemente espressa nel tumore gastrico e in altre neoplasie maligne, rendendola un bersaglio particolarmente interessante per lo sviluppo di terapie mirate.
Satri-cel è una terapia cellulare CAR-T autologa diretta contro Claudin18.2. Le cellule T del paziente vengono prelevate e geneticamente modificate per esprimere un recettore chimerico (CAR) progettato per riconoscere in modo specifico questa proteina. Il costrutto CAR incorpora un frammento anticorpale monoclonale umanizzato anti-Claudin18.2 (hu8E5-2I), associato a diversi domini di attivazione e co-stimolazione cellulare che consentono ai linfociti T di riconoscere e distruggere le cellule tumorali che esprimono il bersaglio.
Secondo CARsgen, l’azienda è stata la prima al mondo a identificare, validare e dimostrare il potenziale di Claudin18.2 come bersaglio terapeutico per le CAR-T nei tumori solidi, un settore nel quale finora le terapie cellulari hanno incontrato ostacoli molto maggiori rispetto alle neoplasie ematologiche.
Per affrontare una delle principali criticità dei tumori solidi, rappresentata dal cosiddetto microambiente tumorale, che spesso ostacola la penetrazione e l’attività delle cellule immunitarie, CARsgen ha inoltre sviluppato un innovativo schema di precondizionamento, protetto da brevetto, da somministrare prima dell’infusione di satri-cel.
Questo regime prevede l’aggiunta di nab-paclitaxel a basso dosaggio al tradizionale trattamento linfodepletivo basato su ciclofosfamide e fludarabina. L’obiettivo è favorire l’infiltrazione delle cellule CAR-T all’interno della massa tumorale e potenziarne l’attività antitumorale.
L’azienda ha costruito un ampio portafoglio brevettuale attorno a satri-cel, che copre diversi aspetti della tecnologia, inclusi il bersaglio terapeutico, le indicazioni cliniche, i dosaggi e i regimi di precondizionamento utilizzati prima dell’infusione delle cellule.
I dati che hanno portato all’approvazione
L’autorizzazione si basa principalmente sui risultati dello studio registrativo cinese CT041-ST-01, che ha valutato satri-cel nei pazienti con tumore gastrico o della giunzione gastroesofagea Claudin18.2-positivo già sottoposti ad almeno due linee terapeutiche. Lo studio era stato definito dagli investigatori come il primo trial randomizzato controllato di una CAR-T nei tumori solidi.
Negli ultimi anni il programma clinico ha mostrato risultati incoraggianti in termini di risposta tumorale e sopravvivenza libera da progressione, contribuendo a ottenere diverse designazioni accelerate in Cina e negli Stati Uniti. Satri-cel aveva già ricevuto dalla Fda la designazione RMAT (Regenerative Medicine Advanced Therapy) e la designazione di farmaco orfano per il tumore gastrico.
Al congresso ASCO 2026 sono stati inoltre presentati dati di follow-up a lungo termine che hanno confermato la persistenza dell’attività clinica della terapia in alcuni pazienti con tumore gastrico avanzato.
Le prospettive commerciali
Secondo il fondatore e CEO di CARsgen, Li Zonghai, i primi pazienti potrebbero ricevere il trattamento entro poche settimane dall’approvazione. L’azienda stima circa 200 trattamenti nella seconda metà del 2026 e ha già segnalato la presenza di pazienti in lista d’attesa. Il prezzo della terapia dovrebbe essere comunicato a breve.
Un precedente destinato a influenzare l’intero settore
L’approvazione di satri-cel va oltre il singolo farmaco. Per la prima volta viene dimostrato che una terapia CAR-T può superare le barriere biologiche dei tumori solidi e raggiungere un livello di efficacia sufficiente per ottenere un’autorizzazione regolatoria.
La decisione dell’autorità cinese potrebbe accelerare lo sviluppo di decine di programmi analoghi attualmente in fase clinica, rivolti a bersagli come Claudin18.2, GPC3, HER2, mesotelina e altri antigeni espressi nei tumori solidi. Se confermato in ulteriori studi e in altri contesti regolatori, il successo di satri-cel potrebbe segnare l’inizio di una nuova era per le terapie cellulari oncologiche.
Tumore gastrico
Il tumore gastrico è una delle neoplasie con il più elevato carico di malattia a livello mondiale. Si colloca infatti al quinto posto sia per incidenza sia per mortalità, con circa 970.000 nuovi casi e 660.000 decessi ogni anno. Oltre il 70% dei nuovi casi e delle morti si registra in Asia, mentre i pazienti cinesi rappresentano da soli circa il 47% del carico globale della malattia.
Secondo i dati del National Cancer Center of China, nel 2022 nel Paese sono stati diagnosticati circa 360.000 nuovi casi di tumore gastrico e registrati 260.000 decessi, facendo di questa neoplasia la quinta per incidenza e la terza causa di morte per cancro.
Nonostante i continui progressi nelle tecniche chirurgiche e nelle strategie terapeutiche multimodali, il tumore gastrico continua a rappresentare una sfida clinica rilevante. La malattia ha infatti un esordio spesso silente e, in Cina, meno del 20% dei casi viene diagnosticato in fase precoce. Di conseguenza, il tasso di sopravvivenza a cinque anni nei pazienti con malattia avanzata si aggira intorno al 10%.
Il tumore gastrico è caratterizzato da elevata incidenza, bassa percentuale di diagnosi precoce, marcata eterogeneità biologica e alta mortalità. Le opzioni terapeutiche tradizionali hanno raggiunto risultati ormai prossimi a un plateau: l’efficacia della chemioterapia convenzionale è limitata, le terapie mirate disponibili sono ancora poche e l’immunoterapia, pur avendo aperto nuove prospettive, necessita di ulteriori miglioramenti sia in termini di numero di pazienti che possono beneficiarne sia di entità del beneficio clinico ottenuto.
Per questi motivi, i pazienti con tumore gastrico non resecabile o metastatico continuano a presentare importanti bisogni terapeutici insoddisfatti. È quindi urgente sviluppare e valutare nuove strategie di medicina di precisione e nuovi farmaci antitumorali in grado di migliorare in modo significativo la prognosi di questa patologia.