Crisi diplomatica Italia-Usa, Meloni risponde al nuovo attacco di Trump: “La mia popolarità non ti riguarda affatto. Pensa alla tua”
![]()
Considerati alleati di acciaio solo fino a poche settimane fa, ora Giorgia Meloni e Donald Trump sono arrivati ai ferri corti. Nelle ultime ore il loro rapporto si è trasformato in uno scontro aperto a colpi di dichiarazioni, con un conseguente deterioramento nelle relazioni tra Roma e Washington. Dopo le parole offensive, che il tycoon ha rivolto nella giornata alla presidente del Consiglio infatti, il ministro degli Esteri Tajani ha cancellato la sua visita al Business Forum Italia-Usa, prevista il 21 e il 22 giugno a Miami. Una situazione preoccupante, che preoccupa la stessa Meloni convinta che “non è finita qui”.
Trump dal canto suo tira dritto e anzi, rincara la dose. Durante una telefonata con la redazione di NBC News il tycoon ha sottolineato: “Lei non c’è stata quando avevamo bisogno. Era una mia grande fan, ma non voglio più che lo sia perché non si è fatta avanti, insieme al resto del gruppo NATO, sulla questione dello stretto”.
‘LO STRAPPO’ DELLO STRETTO DI HORMUZ
Il riferimento di Trump è sul blocco dello Stretto di Hormuz, vitale per il commercio globale, che l’Iran ha chiuso in seguito agli attacchi di Stati Uniti e Israele. Il presidente americano ha espresso forte risentimento verso gli alleati della NATO, accusandoli di aver lasciato sole le forze statunitensi dopo l’inizio del conflitto. Per Trump, il mancato supporto militare e strategico dell’Italia in quel frangente è stato un vero e proprio tradimento.
TRUMP: POPOLARITÀ MELONI IN CALO, SCONFITTO IRAN E VUOLE TORNARE NOSTRA AMICA, NO GRAZIE
“La prima ministra italiana Giorgia Meloni mi ha chiesto più e più volte di scattare una foto con me durante il vertice del G7 in Francia. In Italia sta ottenendo scarsi risultati in termini di popolarità, forse perché ha voltato le spalle agli Stati Uniti d’America, un Paese che ama e protegge sinceramente l’Italia, quando si è trattato di impedire all’Iran di procurarsi o sviluppare un’arma nucleare (ma lo stesso ha fatto la NATO, se è per questo!)”, scrive ancora su Truth il presidente americano Donald Trump.
“Non ci ha nemmeno permesso di utilizzare le piste di atterraggio o di decollo italiane– aggiunge-, causando un enorme inconveniente logistico, e questo nonostante gli Stati Uniti contribuiscano con centinaia di miliardi di dollari all’anno alla protezione dell’Italia e degli altri ‘cosiddetti’ alleati della NATO. Ora, dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l’Iran, vuole tornare ad essere nostra amica per migliorare i suoi ‘numeri’. No, grazie“.
LA REPLICA DELLA PREMIER
Non si è fatta attendere la replica della premier che su Instagram pubblica il messaggio inviato al presidente Usa: “Questi attacchi costanti e immotivati sono privi di senso. Per quanto concerne la mia popolarità, essere tua amica di certo non ha contribuito, e non dipende affatto dalla mia relazione con te. La mia popolarità dipende dalla mia capacità di difendere l’interesse nazionale dell’Italia ed è quel che ho sempre fatto. Lo stesso ho fatto riguardo le basi militari americane in Italia. Il loro utilizzo è regolato da accordi che abbiamo sempre rispettato e non possono essere violati finché sarò primo ministro. L’Italia resta una nazione sovrana. In ogni caso, la mia popolarità non ti riguarda affatto. Ti suggerisco di concentrarti sulla tua”.
IDILLIO FINITO
Le gelide relazioni attuali tra Italia e Stati Uniti contrastano nettamente con la vicinanza sbandierata fino a poco tempo fa. A gennaio 2025, Giorgia Meloni era stata l’unica leader europea a volare a Washington per presenziare all’insediamento di Trump alla Casa Bianca e in passato, il presidente americano non aveva lesinato elogi per la leader di Fratelli d’Italia, vedendo nel suo successo il motore di una più ampia ondata nazionalista in Europa. Durante un incontro bilaterale a Mar-a-Lago, nel gennaio dello scorso anno, il magnate l’aveva definita una “donna fantastica” che stava “davvero travolgendo l’Europa”.
LA PRIMA ROTTURA: IL PAPA E LA GUERRA
I primi scricchiolii dell’alleanza si erano già avvertiti all’inizio di quest’anno. Meloni aveva criticato pubblicamente Trump dopo che quest’ultimo aveva attaccato duramente Papa Leone XIV, colpevole di aver condannato fermamente la guerra in Iran. La replica di Trump non si era fatta attendere: aveva accusato la premier italiana di “mancanza di coraggio”, portando alla luce le profonde divisioni interne a un asse che, fino a pochi mesi prima, sembrava inscindibile.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)