Raffaella Cargnelutti pubblica: “La moglie del cramar. Il ritratto di Maria”


Raffaella Cargnelutti: “La moglie del cramar. Il ritratto di Maria”. Ispirato a una storia vera, un viaggio intimo e documentato nel cuore del Friuli del Settecento

Raffaella Cargnelutti cover

A vent’anni dalla sua prima stesura torna in libreria il romanzo d’esordio di Raffaella Cargnelutti: un viaggio intimo e documentato nel cuore del Friuli del Settecento, dove le donne custodivano le case e gli uomini sfidavano le Alpi. Ispirato a un quadro di famiglia– il ritratto dell’antenata Maria Mussinano, dipinto a Cercivento nel Settecento – il libro è una vera e propria “chiamata alla scrittura”. Da quella tela, lo sguardo minuto e tenace di Maria parla di partenze e di ritorni, l’essenza stessa della vita tra le montagne della Carnia.

Il romanzo intreccia la rigorosa ricerca d’archivio (basata su antichi documenti e polverosi registri parrocchiali) con la potenza della saga familiare. Al centro della trama si staglia la figura rivoluzionaria di Maria: una donna forte, madre di otto figli, che rimasta vedova decide di sfidare le convenzioni del suo tempo. Non si fa ritrarre con il rosario o le chiavi di casa tra le mani, come imponeva la tradizione per le donne, ma esige che accanto a lei compaiano la penna d’oca, il calamaio e il registro dei conti. Maria sa leggere, scrivere e far di conto; ha gestito gli affari di famiglia durante i lunghi viaggi del marito Cristoforo oltre confine e rivendica il suo ruolo di “governatrice” con l’orgoglio tipico della borghesia istruita. Sullo sfondo, l’affascinante e duro mondo dei cramars, i venditori ambulanti della Carnia che attraversavano i passi alpini per commerciare spezie, stoffe e mercerie nei territori tedeschi ed europei, creando un ponte invisibile ma solidissimo tra Venezia e l’Oltralpe.

Il racconto si muove tra la vivacità dei mercati veneziani e bavaresi e il microcosmo di Cercivento, arricchito dalle figure storiche del parroco don Nicolò Grassi, fine collezionista e storico del luogo, e di pittori itineranti come il maestro Silvestro di Raveo o il maestro Antonio di Tolmezzo. Le atmosfere del Settecento carnico rivivono non solo attraverso i fatti storici, ma anche grazie al recupero delle antiche leggende della tradizione orale friulana.

Dichiara l’autrice: “A Il ritratto di Maria sono particolarmente legata in quanto ha segnato il mio passaggio, per quanto riguarda la scrittura, dalla storia dell’arte alla narrativa; da allora sono seguiti quasi una decina di romanzi. Oggi, rileggendo, ho ritrovato alcuni temi e molti personaggi che, con nomi diversi, sono tornati a trovarmi nei lavori successivi. Me ne sono resa conto solo ora, rimettendo mano a questo testo di quasi vent’anni fa. E, sorridendo, mi sono detta che forse era tutto scritto, come faceva pensare il ritratto della mia antenata Maria Mussinano, con penna e calamaio, che si è rivelato una vera e propria chiamata alla scrittura.”

Raffaella Cargnelutti (Tolmezzo, 1957) è critica e storica dell’arte. Ha pubblicato le biografie romanzate dei pittori Gianfrancesco da Tolmezzo e Giovanni Antonio de’ Sacchis, La valle dei Ros (2020), e con Mursia Le spiritate di Verzegnis (2021) e L’altra guerra (2025).