Alberto Stasi ha chiesto l’affidamento ai servizi sociali. Nordio: “Tutta questa vicenda resta un’anomalia”. La Procura generale di Milano ha dato parere favorevole
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Dopo dieci anni e sei mesi, Alberto Stasi sta per uscire definitivamente dal carcere: oggi la sua difesa ha chiesto al Tribunale di Sorveglianza di Milano la scarcerazione e l’affidamento ai servizi sociali presso la società in cui lavora da tempo come responsabile dell’amministrazione. Dalla Procura generale è arrivato parere positivo. La decisione dei giudici arriverà nelle prossime ore. La richiesta, avanzata dalla difesa di Stasi, è possibile perché a Stasi mancava un residuo pena inferiore a quattro anni. Stasi, detenuto nel carcere di Bollate, da diversi mesi godeva di un regime di semilibertà.
Il 43enne venne condannato a 16 anni di carcere nel 2015 per l’omicidio della sua allora fidanzata Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco. A questo proposito, è attesa la richiesta di revisione del processo da parte della Procura generale di MIlano, dopo che la Procura di Pavia che ai primi di maggio ha chiuso la nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi accusando del delitto Andrea Sempio.
Stando a quanto scrive Tg7, Stasi non tornerà a vivere a Garlasco, ma andrà a vivere a Milano in affitto.
NORDIO: “STASI? NON PARLO DI PROCESSI, MA RIBADISCO È ANOMALIA”
Alberto Stasi va verso l’affidamento ai servizi sociali? “Non posso, non voglio e non devo parlare di processi in corso e tantomeno di situazioni che sono dolorose e tragiche. Ho detto, e ripeto per l’ennesima volta che l’anomalia del processo di Stasi dipende dal fatto che una persona che sia stata assolta per due volte da una Corte d’assise e da una Corte d’appello è molto discutibile che poi alla fine possa essere condannata senza rifare ex novo il processo ma con un semplice supplemento di istruttorie”. Lo afferma il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine del Forum in Masseria, condotto da Bruno Vespa e organizzato da Comin & partner a Manduria.
“Poiché da noi esiste il principio che non puoi essere condannato se le prove contro di te non sono al di là di ogni ragionevole dubbio, come fai a condannare una persona sulla quale ben due altissime Corti hanno così dubitato il punto da assolvere? Questo non è colpa ovviamente di quei magistrati, è colpa di un sistema che è unico al mondo. Per esempio nel processo un anglosassone una cosa del genere sarebbe impensabile“, aggiunge il ministro.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)