Tumore della prostata metastatico ormonosensibile, meno eventi avversi nei pazienti trattati più a lungo con enzalutamide più AADT
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Nei pazienti con tumore della prostata metastatico ormonosensibile trattati con l’inibitore del pathway del recettore degli androgeni (ARPI) enzalutamide, in aggiunta alla terapia di deprivazione androgenica (ADT), il 40% riesce a rimanere in trattamento oltre 5 anni e coloro che restano in terapia più a lungo hanno outcome a lungo termine migliori; inoltre, nel gruppo di coloro che restano in trattamento più a lungo l’incidenza degli eventi avversi è inferiore rispetto ai pazienti con una durata di trattamento più breve. Lo evidenziano i risultati di un’analisi post-hoc dello studio di fase 3 ARCHES, presentati a Chicago in occasione del congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO).
Un’ulteriore analisi dello stesso studio presentata a Chicago mostra che nei pazienti con comorbidità cardiometaboliche enzalutamide è efficace e tollerabile come nella popolazione complessiva. Gli autori concludono, dunque, che enzalutamide rimane un’opzione di prima linea valida per tutti i sottogruppi di pazienti con tumore della prostata metastatico ormonosensibile.