Il regista iraniano Jafar Panahi, vincitore della Palma d’oro, condannato a un anno di carcere


Respinto il ricorso del procedimento per le dichiarazioni di pubblica condanna contro le violente repressioni delle autorità di Teheran contro le manifestazioni governative

“Mi rivolgo a direttori/direttrici di festival, curatori di arene, gestori di sale di cinema, circoli culturali, università, registe e registi, attrici e attori: vi chiedo di avviare una vera e propria guerriglia culturale e di accendere ogni proiettore possibile“: è l’appello della scrittrice, giornalista e attivista per i diritti umani italo-iraniana Pegah Moshir Pour per il regista iraniano Jafar Panahi, vincitore della Palma d’oro a Cannes per il film ‘Un semplice incidente’, si è visto confermare la condanna a un anno di reclusione dal Tribunale rivoluzionario di Teheran con l’accusa di “diffusione di propaganda contro il governo”.

All’origine del procedimento, le dichiarazioni pubbliche di condanna che il regista di 65 anni aveva espresso dall’estero per le violente repressioni delle autorità di Teheran contro le manifestazioni anti-governative che, tra dicembre e gennaio, hanno fatto registrare migliaia di vittime.

RESPINTO IL RICORSO DEL REGISTA

Condannato in contumacia a un anno, il cineasta aveva presentato ricorso. Pur consapevole del rischio di perdere l’appello e finire dietro le sbarre, Panahi a inizio aprile è tornato nel Paese, anche nel pieno della guerra avviata da Stati Uniti e Israele il 28 febbraio.

Oltre al carcere, il dispositivo di sentenza contiene l’interdizione di un anno a lasciare il paese e per due anni a prendere parte a gruppi o associazioni di stampo politico, culturale e sociale. “In Iran la cultura è considerata una minaccia alla sicurezza nazionale” scrive ancora Moshir Pour sul suo profilo Instagram, “mostrare la realtà è equiparato alla propaganda contro lo Stato. Non possiamo restare fermi. Se il regime confina l’arte nelle celle, il nostro dovere è farla risuonare ovunque“. L’attivista italo-iraniana invoca quindi una mobilitazione italiana e internazionale a partire dalla proiezione dei film del regista: anche l’ultima pellicola ‘Un semplice incidente’, all’apparenza una commedia, contiene una chiara condanna delle violazioni dei diritti umani e civili della Repubblica islamica a danno dei cittadini.

A pronunciare l’ultima sentenza contro Panahi è stato il giudice Iman Afshari, che figura tra i quindici individui sanzionati a gennaio scorso dall’Unione europea per “gravi violazioni dei diritti umani in Iran, a seguito della violenta repressione delle proteste pacifiche, compreso l’uso della violenza, la detenzione arbitraria e le tattiche intimidatorie da parte delle forze di sicurezza contro i manifestanti”.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)